Riqualificazione energetica delle abitazioni: il valore di mercato può aumentare fino al +45%

Riqualificazione energetica delle abitazioni: il valore di mercato può aumentare fino al +45%

In Italia, circa 10 milioni di appartamenti risultano attualmente vuoti e improduttivi.
Questa cifra, che rappresenta tra il 27% e il 30% dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, è composta per la maggior parte da edifici costruiti prima del 1980 fortemente energivori.

Secondo i recenti dati elaborati da ENEA e MCE Lab, l’efficientamento di queste abitazioni non solo ne abbatterebbe i consumi, ma ne incrementerebbe notevolmente il valore di mercato:

Incremento potenziale del valore di mercato
+45%
Analisi sul patrimonio immobiliare riqualificato

Oggi, mantenere un immobile obsoleto significa esporsi a una svalutazione progressiva, ma intervenire con una riqualificazione energetica mirata inverte radicalmente questa tendenza, grazie a bollette più basse, maggiore comfort abitativo e sistemi di climatizzazione più efficienti.

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Durata 2m 01s 24 aprile 2026
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Direttiva Ue Case green: da vincolo normativo a leva di profitto

Il mercato immobiliare sta subendo una mutazione strutturale guidata dalla Direttiva Ue Case Green (2024/1275).
Questo quadro normativo impone agli Stati membri una riduzione del consumo di energia primaria pari ad almeno il 16% entro il 2030, per poi giungere ad emissioni zero nel 2050.

Attualmente, circa il 70% del parco immobiliare italiano è confinato nelle tre peggiori classi energetiche, con acquirenti e affittuari che cercano sempre più case green e smart, premiando le abitazioni capaci di garantire bollette ridotte e un elevato comfort termico.
Anticipare gli standard europei, quindi, non è solo un atto di conformità legale, ma una strategia finanziaria che permette di posizionare il proprio immobile nella fascia alta del mercato, proteggendone il valore nel lungo periodo.

Guida agli interventi strategici e costi di efficientamento

Per trasformare un immobile energivoro in una struttura ad alta efficienza, è necessario un approccio integrato.
Di seguito, i costi medi stimati dai ricercatori ENEA per pianificare un investimento redditizio:

  • Isolamento termico delle coperture: costo medio di 170 euro/m². Impedisce la dispersione del calore dal tetto, stabilizzando la temperatura interna.
  • Isolamento termico delle pareti (cappotto): costo medio di 200 euro/m². Il prezzo varia in base alla tecnologia; materiali premium come la lana di roccia richiedono budget superiori rispetto al polistirene, ma garantiscono prestazioni ottimali.
  • Sostituzione degli infissi: costo medio di 900 euro/m². Elemento cruciale per eliminare gli spifferi e migliorare la tenuta all’aria dell’edificio.
  • Schermature solari: costo medio di 280 euro/m². Soluzione fondamentale per abbattere i costi di climatizzazione durante i mesi estivi.
  • Pompe di calore ad alta efficienza: circa 950 euro/kW (fino a 10 kW) o 1.300 euro/kW (tra 10 e 35 kW). Sostituire le vecchie caldaie a gas azzera l’impiego di combustibili fossili.
  • Impianto fotovoltaico: costo medio di 2.300 euro/kWp. Con 18 m² si ottiene un impianto standard da 3 kWp, capace di garantire indipendenza energetica e abbattere i costi elettrici.
  • Pannelli solari termici (acqua calda): costo medio di 1.600 euro/m². Un modulo da 4 m² copre agevolmente il fabbisogno di una famiglia di quattro persone.
  • Building automation (Domotica): costo medio di 70 euro/m². L’intelligenza artificiale applicata ai consumi domestici ottimizza in tempo reale le prestazioni degli impianti.

L’impatto reale sui rendimenti: tre scenari di mercato

I dati teorici trovano conferma assoluta nella pratica.
L’analisi ENEA ha misurato le variazioni economiche post-riqualificazione (passaggio da Classe G a B) su tre tipologie immobiliari specifiche, dimostrando l’efficacia dell’investimento sia per la vendita che per la locazione:

  • L’appartamento urbano a Milano

    In una metropoli competitiva, l’efficienza energetica è la principale discriminante di prezzo. Un appartamento obsoleto (Classe G) ha un valore di a circa 4.000 euro/m², con canoni di locazione fermi a 180 euro/m² annui.

    Dopo la riqualificazione: Il valore di vendita schizza a 5.800 euro/m² (+45%). Il canone di locazione sale a 220 euro/m² annui (+22%), poiché l’inquilino compensa l’affitto più alto con bollette drasticamente più basse.

  • La casa vacanze a Sestri Levante

    Il mercato degli affitti brevi premia il comfort moderno. Un immobile semicentrale da ristrutturare vale circa 3.200 euro/m², generando 700-800 euro settimanali in alta stagione.

    Dopo la riqualificazione: Il valore patrimoniale raggiunge i 4.200 euro/m² (+31%). Dotato di climatizzazione efficiente, l’immobile può essere locato a 1.100-1.200 euro a settimana (+40%), garantendo occupazione anche in media stagione.

  • Lo chalet alpino a Madonna di Campiglio

    Nelle zone montane, i costi di riscaldamento determinano la redditività dell’asset. Un appartamento anni ’80 quota circa 5.500 euro/m², offrendo una rendita stagionale limitata a 900-1.000 euro a settimana.

    Dopo la riqualificazione: Con cappotto termico e impianti di ultima generazione, il prezzo si allinea al nuovo: 8.000 euro/m² (+45%). La tariffa settimanale supera i 1.400 euro (+40%) e lo chalet diventa attrattivo anche in estate.

La direttiva Ue Case green (2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici) stabilisce per gli Stati membri una traiettoria nazionale vincolante per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale, con l’obiettivo di una riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero parco immobiliare di almeno il 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035, rispetto ai livelli del 2020, e a emissioni zero entro il 2050”.
Approfittare degli incentivi fiscali ancora disponibili consentirà di valorizzare al massimo i propri immobili sul mercato e soprattutto di allinearsi agli obiettivi della Direttiva europea.
La maggior parte di questi immobili è stata costruita prima del 1980 e necessita di adeguamenti energetici e normativi per diventare appetibile su un mercato sempre più orientato verso case green e smart e, nonostante i miglioramenti registrati tra il 2018 e il 2023, con un aumento degli edifici in classe A dal 7,8% all’11,3%, circa il 70% del parco immobiliare italiano rimane nelle tre peggiori classi energetiche
Su questo fronte, gli incentivi fiscali – Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 – possono fare la differenza, coprendo fino al 50% dei costi di coibentazione, infissi, pompe di calore e fotovoltaico. E a loro volta, questi interventi permettono di recuperare l’investimento sostenuto grazie a risparmi in bolletta che possono superare il 50%”

Nicolandrea Calabrese — responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano

Fonte: ENEA – 23 aprile 2026

Report ENEA 2025: diminuzione del numero di immobili residenziali (-2,1%) e non residenziali (-9,9%), nelle classi F e G