
Ridurre l’impatto ambientale del patrimonio edilizio non è solo una necessità ecologica, ma un obbligo normativo in vista dell’attuazione della Direttiva europea EPBD (nota come Direttiva Case Green).
L’obiettivo è duplice: tagliare i consumi e tutelare le famiglie più vulnerabili.
A Roma, per esempio, gli edifici e i relativi consumi termici ed elettrici sono responsabili di una quota molto rilevante delle emissioni complessive della città:
60%
Delle emissioni complessive generate a Roma
Questo dato critico emerge con chiarezza dallo studio “Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale“, un documento elaborato da ENEA in accordo con gli obiettivi del Climate City Contract, che traccia la rotta per abbattere consumi e inquinamento.
La mappa dei consumi: i dati del patrimonio immobiliare
Il patrimonio residenziale capitolino è immenso e fortemente energivoro, con circa 1,28 milioni di abitazioni occupate, distribuite in oltre 175 mila edifici.
L’analisi di oltre 400 mila Attestati di Prestazione Energetica (APE), inoltre, rivela una situazione critica: circa due terzi degli immobili residenziali romani rientrano nelle classi energetiche peggiori (F e G):
Ripartizione Fabbisogno Energetico
-
Abitazioni Residenziali59,7%
-
Terziario Privato26,0%
-
Edifici Pubblici14,3%
Analizzando nel dettaglio la quota del 14,3% relativa al comparto pubblico, la distribuzione interna dei consumi evidenzia le seguenti priorità strutturali:
- Ospedali e strutture sanitarie: 27,8%
- Strutture amministrative: 22,8%
- Edifici scolastici: 11,6%
- Altre destinazioni d’uso pubbliche: 37,8%
L’impatto degli incentivi e gli scenari futuri:
Le politiche di incentivazione statale, hanno innescato un profondo cambiamento nel tessuto urbano. Tra il 2013 e il 2024, strumenti come Ecobonus, Superbonus e Conto Termico hanno attivato a Roma oltre 350 mila interventi di riqualificazione.
Questi cantieri hanno mobilitato investimenti per oltre 6,1 miliardi di euro, generando un risparmio di 1 TWh all’anno (pari al -9% sui consumi residenziali 2022) e riducendo le emissioni di 200.000 tonnellate di CO₂ annue.
Tuttavia, per rispettare i target europei, ENEA delinea uno scenario di policy molto più ambizioso per il periodo 2025-2040, con una flessione delle emissioni compresa tra le 250 mila e le 450 mila tonnellate di CO₂ all’anno.
100.000
Interventi necessari ogni anno per risparmiare 100 GWh
Da dove ripartire: condomini e inclusione sociale
A Roma, il target primario è stato identificato in circa 40 mila grandi condomini (con almeno 9 alloggi), costruiti tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta, che racchiude da solo circa 600 mila alloggi altamente inefficienti.
A questi si aggiungono 750 edifici di edilizia residenziale pubblica (ERP) in grave stato di degrado. Per intervenire chirurgicamente, lo studio incrocia i dati fisici con l’’Indice di Disagio Socio-Economico (IDISE), mappando i quartieri dove inefficienza e povertà si sovrappongono.
Incrociando questi dati è possibile individuare i quartieri in cui concentrare le prime azioni.
Sarebbe inoltre utile coinvolgere nuove figure professionali, come i facilitatori sociali, per promuovere percorsi di partecipazione ai processi di riqualificazione, mediando le relazioni tra tecnici, professionisti e inquilini.
Questo è fondamentale per prevenire possibili conflitti in fase di cantierizzazione.
Il ruolo strategico del fotovoltaico sui tetti capitolini:
La riduzione dei consumi deve necessariamente procedere in parallelo con l’aumento dell’autoproduzione energetica pulita.
A fine 2025, Roma contava 34 mila impianti fotovoltaici connessi alla rete, per una potenza di 398 MW, ma sfruttando in modo strategico le coperture degli edifici e dei parcheggi (al netto dei vincoli paesaggistici), il potenziale installabile supererebbe i 3,5 GW.
Questo sviluppo garantirebbe una produzione di 4.400 GWh all’anno, capace di coprire il 48% della domanda elettrica cittadina.
I vantaggi si tradurrebbero in bollette più leggere e in un taglio delle emissioni di -1,25 milioni di tonnellate di CO₂ annue.
La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio rappresenta una leva strategica non solo per la decarbonizzazione, ma anche per migliorare la qualità dell’abitare.
Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica è necessario un approccio integrato che combini elettrificazione dei consumi, riqualificazione dell’involucro, digitalizzazione, fonti rinnovabili e strumenti finanziari.
Fonte: ENEA – 26 marzo 2026