
Secondo l’indagine condotta dalla Banca D’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate presso un campione di 1.486 agenti immobiliari, tra il 4 aprile e il 7 maggio 2025, nel primo trimestre del 2025 il mercato immobiliare italiano ha mostrato un rafforzamento della crescita delle quotazioni.
Alimentata da una domanda sostenuta e da una contrazione dell’offerta di immobili.
Questo scenario ha compresso i tempi di vendita e gli sconti medi sui prezzi richiesti, portandoli ai livelli minimi da quando è iniziata la rilevazione.
Ecco alcuni dati chiave emersi dal sondaggio:
- Quota agenzie con almeno una vendita: 85,1%;
- Sconto medio sulle vendite: 7,3%;
- Tempo medio di vendita: 5,2 mesi;
- Quota acquisti con mutuo: 63,9%;
- Saldo giudizi prezzi di vendita (primo trimestre 2025): +11,9 p.p;
- Saldo attese prezzi di vendita (trimestre successivo): +1,3 p.p;
- Saldo giudizi canoni di locazione (primo trimestre 2025): +44,9 p.p;
- Saldo attese canoni di locazione (trimestre successivo): +30,4 p.p.
Dinamiche dei prezzi e delle transazioni | Un mercato in accelerazione:
Nel primo trimestre del 2025, l’ottimismo degli agenti immobiliari riguardo ai prezzi ha raggiunto un picco.
Il saldo tra coloro che prevedevano un aumento delle quotazioni e quelli che si aspettavano una diminuzione è salito a +11,9 punti percentuali, il valore più elevato dall’inizio dell’indagine, con un entusiasmo particolarmente marcato nelle aree urbane del Nord-est e del Centro.
Parallelamente, si sono create condizioni più vantaggiose per i venditori, come dimostrano i seguenti indicatori chiave:
- Tempi di vendita ai minimi storici: Il periodo medio necessario per vendere un immobile è sceso a 5,2 mesi, il dato più basso mai registrato.
- Sconti medi ridotti: Lo sconto medio concesso rispetto al prezzo iniziale richiesto dal venditore si è attestato al 7,3%, anch’esso il valore minimo storico.
Solo il 23% delle agenzie ha applicato sconti superiori al 10%.
Domanda robusta, ma frenata dai prezzi elevati:
La domanda di abitazioni ha continuato a mostrare un significativo miglioramento rispetto ai trimestri corrispondenti del biennio 2023-2024.
Tuttavia, i prezzi elevati rappresentano il principale freno, con quasi il 60% degli agenti immobiliari che segnala l’assenza di proposte d’acquisto a causa di quotazioni ritenute eccessive.
Il divario tra prezzo richiesto e offerto, inoltre, si conferma essere la causa principale di cessazione degli incarichi di vendita.
Al contrario, la difficoltà a ottenere un mutuo incide in misura minore, è stata indicata come causa prevalente solo dal 18% degli operatori (il valore più basso dalla seconda metà del 2019), con un rapporto medio tra prestito e valore dell’immobile stabile poco sotto l’80%.
L’impatto crescente sul mercato, degli affitti brevi:
Il fenomeno degli affitti brevi (inferiori a 30 giorni) sta esercitando un’influenza tangibile sul mercato residenziale.
Secondo gli agenti che operano in aree dove il fenomeno è rilevante, questo contribuisce a diversi effetti:
- Riduzione dell’offerta di case in vendita: il 41% degli operatori, specialmente nelle aree urbane del Centro, ne registra un impatto negativo sull’offerta disponibile negli ultimi 12 mesi.
- Aumento dei prezzi: circa tre quarti degli agenti ritengono che il mercato delle locazioni brevi influenzi al rialzo i prezzi di vendita degli immobili e, per oltre la metà degli operatori, anche i canoni di locazione tradizionali.
- Stimolo ad acquisti specifici: il 26% degli agenti, nota un aumento della domanda di acquisto di immobili da destinare specificamente al mercato degli affitti brevi.
Mercato delle locazioni tradizionali | Canoni in salita e offerta scarsa:
Anche il mercato delle locazioni tradizionali è sotto pressione.
Oltre la metà degli agenti, infatti, ha riscontrato un aumento dei canoni nel primo trimestre, con un saldo tra giudizi di aumento e diminuzione che si mantiene su livelli storicamente molto elevati, soprattutto nelle aree urbane del Centro, Sud e Isole.
Lo sconto medio, sul canone iniziale richiesto dal locatore, inoltre, è ai minimi storici (inferiore al 2,5%).
La causa principale di questa tensione è la minore offerta di immobili, spesso dovuta alla preferenza dei proprietari per gli affitti brevi.
Infatti, oltre il 40% degli agenti ha ricevuto meno nuovi incarichi a locare.
Prospettive future (cauto ottimismo):
Le aspettative degli agenti, per il secondo trimestre del 2025, sono lievemente più favorevoli rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia per il mercato di riferimento locale che per quello nazionale.
Le attese di un ulteriore, seppur lieve, aumento dei prezzi delle case, prevalgono su quelle di una diminuzione (saldo positivo di 1 punto percentuale).
Anche per i canoni di locazione, il 36% degli agenti si attende una dinamica ancora vivace.
Tuttavia, le prospettive a due anni per il mercato nazionale mostrano un leggero peggioramento rispetto a un anno fa, con un saldo tra valutazioni di miglioramento e peggioramento che si è ampliato a -10 punti percentuali.
Commento:
Il mercato immobiliare italiano nel primo trimestre 2025, quindi, mostra una notevole vivacità, con prezzi in crescita, tempi di vendita ai minimi storici e sconti ridotti, delineando uno scenario favorevole ai venditori.
La domanda rimane robusta, ma l’accessibilità diventa un tema cruciale, dato che i prezzi elevati iniziano a frenare le proposte d’acquisto.
Un fattore distintivo è l’impatto crescente degli affitti brevi, che contribuiscono a ridurre l’offerta di immobili sia per la vendita che per la locazione tradizionale, spingendo ulteriormente al rialzo quotazioni e canoni.
Il mercato degli affitti tradizionali, di conseguenza, risulta essere sotto forte pressione, con canoni in netta ascesa e offerta scarsa.
Le prospettive a breve termine rimangono orientate ad un’ulteriore crescita, sebbene più moderata per i prezzi di vendita, ma la cautela emerge nelle attese a due anni, suggerendo che le attuali dinamiche potrebbero portare a future sfide di sostenibilità e accessibilità per famiglie e inquilini.
Fonte: BANCA D’ITALIA | Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 1° trimestre 2025 | 23 maggio 2025
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