Mercato immobiliare: rallenta la corsa dei prezzi, diminuisce l’offerta, l’accesso ai mutui migliora, nel secondo trimestre 2025

Mercato immobiliare: rallenta la corsa dei prezzi, diminuisce l’offerta ma l’accesso ai mutui migliora, nel secondo trimestre 2025

Secondo l’indagine condotta dalla Banca D’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate presso un campione di 1.418 agenti immobiliari, dal 16 giugno al 16 luglio 2025, nel secondo trimestre del 2025 il mercato immobiliare italiano si rivelava essere in una fase di assestamento.

La crescita dei prezzi delle abitazioni prosegue – anche se con un’intensità minore rispetto ai trimestri passati – la domanda si mantiene forte, ma l’offerta di nuovi immobili sul mercato mostra segnali di contrazione.

La crescita dei prezzi delle case continua, ma a un ritmo più lento:

Nel secondo trimestre del 2025, i prezzi delle case risultano essere ancora in aumento.
Tuttavia, il saldo tra gli agenti che segnalano un aumento e quelli che indicano una diminuzione è sceso a +5 punti percentuali, in netto calo rispetto al picco di +11,9 punti del trimestre precedente.

Nonostante il rallentamento, il dato rimane comunque nettamente migliore rispetto ad un anno fa.

Nonostante il contesto, vendere casa in Italia rimane un processo relativamente rapido.
I tempi medi di vendita, infatti, si attestano a 5,4 mesi e lo sconto medio concesso sul prezzo richiesto è del 7,8%.

Entrambi i valori sono in leggero aumento, ma si mantengono molto vicini ai minimi storici, confermando un mercato ancora dinamico.

La domanda di abitazioni si conferma robusta, con un lieve aumento dei potenziali acquirenti rispetto allo stesso periodo del 2024.
Al contrario, l’offerta si indebolisce, con un calo sia dei nuovi incarichi a vendere (saldo a -29,8 punti) sia di quelli ancora da evadere.

Il principale ostacolo che porta alla cessazione di un incarico resta il divario tra i prezzi richiesti dai venditori e le offerte ricevute dai compratori.

Per il settimo trimestre consecutivo, migliorano le condizioni di accesso al credito.
Solo il 17% degli agenti immobiliari indica le difficoltà nell’ottenimento di un mutuo come una delle cause prevalenti di cessazione dell’incarico, la percentuale più bassa registrata dalla metà del 2019.

Anche il rapporto tra prestito e valore dell’immobile, si mantiene stabile su livelli elevati.

Il mercato della locazione continua a mostrare una crescita dei canoni, ma con segnali di moderazione.
Quasi la metà degli operatori, infatti, ha riscontrato un aumento, ma le aspettative per il prossimo trimestre sono più caute, con il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione che scende a +24,1 punti percentuali, indicando un rallentamento delle pressioni al rialzo.

Il fenomeno degli affitti brevi è considerato rilevante dal 55% degli agenti immobiliari, con un impatto significativo sul mercato residenziale, specialmente nelle aree urbane del Nord-Est e del Centro.

Gli effetti principali segnalati sono:

  • Una riduzione degli immobili disponibili per la vendita, poiché i proprietari preferiscono destinarli a locazioni turistiche (indicato dal 41% degli agenti).
  • Un aumento della domanda di acquisto per immobili da mettere a reddito con affitti brevi (segnalato dal 24% degli agenti).

Le aspettative sono più caute:

Le prospettive degli agenti per il prossimo trimestre sono meno ottimistiche rispetto a tre mesi fa, ma migliori se confrontate con l’anno scorso.
Le attese sull’andamento dei prezzi di vendita, infatti, mostrano un saldo negativo di -6,2 punti, in peggioramento rispetto al +1,3 del trimestre precedente, segnalando una maggiore cautela tra gli operatori del settore.

Un mercato in fase di normalizzazione:

I risultati del sondaggio per il Q2 2025 delineano un mercato immobiliare che entra in una fase di matura normalizzazione, più che di crisi.
Il rallentamento della crescita dei prezzi non è un segnale di allarme, ma la conseguenza logica di dinamiche consolidate, con un’offerta in contrazione – che secondo l’opinione degli operatori risulta essere parzialmente erosa dal fenomeno degli affitti brevi – e un divario persistente tra le aspettative di venditori e la capacità di spesa degli acquirenti.

Tuttavia, il quadro è tutt’altro che negativo.
La resilienza della domanda, sostenuta da un accesso al credito ancora favorevole, agisce come un ammortizzatore, prevenendo brusche correzioni al ribasso e mantenendo i tempi di vendita su livelli minimi.
In questo contesto, il mercato si sta trasformando: diventa più selettivo e richiede maggiore realismo.

Le aspettative caute degli operatori, inoltre, suggeriscono che i prossimi mesi premieranno le strategie ben ponderate.
Sia per i venditori, che dovranno calibrare meglio le richieste, sia per gli acquirenti, che potrebbero trovare maggiori margini di negoziazione su immobili non perfettamente allineati ai valori correnti.

Fonte: BANCA D’ITALIA | Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 2° trimestre 2025 | 11 agosto 2025

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