Lavori in un settore in espansione e hai buon reddito? Potresti non aver voglia di acquistare casa

Lavori in un settore in espansione e hai buon reddito? Potresti non aver voglia di acquistare casa

Un recente studio della Banca Centrale Europea ha svelato una dinamica sorprendente.
Ovvero, che i lavoratori con un’ottima stabilità professionale e prospettive di reddito in aumento sono meno propensi a sottoscrivere un mutuo, anche se il loro settore occupazionale è in forte espansione.

Questa tendenza, apparentemente controintuitiva, suggerisce che – quando le opportunità di carriera abbondano a livello nazionale – il rapporto costo-opportunità del “mettere radici” diventa troppo alto, frenando eventuali decisioni a lungo termine come l’acquisto di un’abitazione.

La domanda centrale della ricerca:

Lo studio, intitolato “The heterogeneous impact of labor market shifts on household mortgage-taking”, ha analizzato come i cambiamenti strutturali nel mercato del lavoro influenzino le decisioni delle famiglie riguardo l’accensione di un mutuo.
La ricerca si è posta l’obiettivo di capire, cioè, se la crescita di un determinato settore professionale incoraggi o, al contrario, disincentivi l’accesso al credito immobiliare, specialmente per chi gode già di una posizione lavorativa sicura.

I sorprendenti risultati:

L’analisi mostra che, sebbene la stabilità lavorativa e la crescita del reddito siano tradizionalmente fattori che favoriscono l’ottenimento di un mutuo, il contesto generale del settore può ribaltare completamente questa logica.

I principali dati, evidenziano una dinamica precisa:

  • Un contratto a tempo indeterminato e una maggiore anzianità di servizio aumentano la probabilità di avere un mutuo, rispettivamente del +2,7% e del +0,4%.
  • Tuttavia, se il settore occupazionale di appartenenza è in crescita, l’impatto positivo del contratto a tempo indeterminato si riduce drasticamente, segnando un -3,5%.
  • Allo stesso modo, i lavoratori che hanno avuto o si aspettano un aumento di reddito sono meno inclini a chiedere un mutuo se la loro professione è in espansione, con una probabilità che scende del -2,2% e fino al -4,3%.

Perché una carriera in crescita può essere un freno?

La spiegazione risiede nel valore che si assegna alla mobilità geografica.
Quando un intero settore è in fermento, per un lavoratore qualificato e sicuro del proprio posto, diventa molto più probabile ricevere offerte di lavoro allettanti o opportunità di promozione in altre città o paesi.

In questo scenario:

  • L’acquisto di una casa può rappresentare un vincolo, per chi desidera flessibilità.
  • I costi fissi e i tempi necessari per venderla, possono scoraggiare chi preferisce rimanere flessibile per cogliere la migliore opportunità di crescita professionale.

In breve, la dinamicità del mercato del lavoro aumenta il valore dell’opzione di potersi trasferire, rendendo l’acquisto di una casa comparativamente meno attraente.

Lo scenario opposto:

Il meccanismo funziona anche al contrario.
Un lavoratore che è in un settore professionale stagnante o in declino, percepisce le possibilità di trasferimento come molto scarse.

Di conseguenza, è più propenso a vincolarsi con un mutuo, vedendo l’acquisto della casa come una scelta logica ed un investimento sicuro, data la minor probabilità di doversi trasferire per motivi di lavoro.

Per garantire l’affidabilità dei risultati, i ricercatori hanno utilizzato un’analisi statistica avanzata, combinando i dati di due importanti indagini europee: l’European Union Labour Force Survey (EU-LFS) e l’European Union Labour Force Survey (EU-SILC).
Questo ha permesso di esaminare un campione di oltre 1,6 milioni di individui, isolando le cause reali ed escludendo fattori confondenti, come l’aumento dei prezzi delle case nelle aree a forte crescita occupazionale.

Per essere chiari, quindi, in questo contesto di ricerca è stata sondata la “flessibilità” intesa come opportunità, non precarietà.
Il lavoratore di cui parla lo studio non è un precario che non avrebbe la possibilità economica di accedere a un mutuo, avendo la flessibilità come sinonimo di insicurezza e instabilità, bensì di un professionista con un ottimo contratto che, proprio perché il suo settore è in crescita, potrebbe preferire non vincolarsi con l’acquisto di una casa per poter cogliere al volo una migliore offerta di lavoro in un’altra città.

Lo studio, quindi, si è concentrato sulla flessibilità intesa come mobilità, come quella che potrebbe avere un ingegnere informatico, un manager qualificato o un esperto di marketing con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio elevato.
Questa persona ha la massima sicurezza lavorativa e la sua “flessibilità” non deriva dalla natura del suo contratto, ma dal fatto che il mercato del lavoro lo desidera ed è, quindi, nella condizione di trovare facilmente un nuovo ottimo lavoro in altra città o nazione.

Una strategia a due velocità:

Questi risultati hanno implicazioni significative, evidenziando una correlazione diretta tra il dinamismo del mercato del lavoro (inteso come abbondanza di opportunità di carriera) e la stabilità a lungo termine richiesta da un mutuo.
Le politiche che aumentano la mobilità professionale per i lavoratori già qualificati, quindi, possono avere un inaspettato effetto anti-ciclico sul mercato immobiliare.

Di conseguenza, se si vuole dimostrare attenzione nei confronti di questi fenomeni, si dovrebbe adottare un approccio più dinamico, modulando gli interventi in base al ciclo economico.
Non ragionando in modo lineare, ma adottando una strategia più sofisticata che possa essere modulata sul variare delle specifiche dinamiche del momento.

Ciò si potrebbe tradurre in azioni concrete e quasi opposte, a seconda dello scenario.
Durante i periodi di boom economico, quando la mobilità professionale è al suo apice, l’intervento più efficace potrebbe essere, per esempio, quello di rendere il mercato immobiliare più liquido, abbassando i costi di compravendita per non trasformare la casa in una “gabbia dorata”.
Al contrario, quando l’economia rallenta e la sicurezza di un contratto stabile potrebbe diventare un’ancora, si potrebbero attivare incentivi diretti all’acquisto, come bonus fiscali e garanzie sui mutui.
In questo modo, la stessa sicurezza lavorativa verrebbe usata come una leva per raffreddare il mercato quando rischia di surriscaldarsi e per sostenerlo, quando rischia di bloccarsi.

Non dimenticando, però, che una delle leve maggiori potrebbe essere quella di strutturare il mercato immobiliare in modo più conforme alla sua rilevanza, per facilitare il cambiamento attraverso efficienti sistemi di incontro tra domanda e offerta.

Fonte: Banca Centrale Europea – 15 settembre 2025

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