Acquisto dell’appartamento attiguo: è possibile usufruire delle agevolazioni per l’ampliamento?

Acquisto dell’appartamento attiguo: è possibile usufruire delle agevolazioni per l’ampliamento?
Sono passati tre anni dall’acquisto della nostra prima casa: se oggi comprassimo l’abitazione adiacente per ingrandirla, avremmo ancora diritto alle agevolazioni fiscali?
Risposta al quesito:

Sì, nel caso in cui venga acquistata un’unità immobiliare confinante allo scopo di creare un’unica abitazione più grande (operazione che tecnicamente si definisce “fusione degli immobili”), il beneficio fiscale spetta di diritto se l’immobile risultante conserva le caratteristiche di abitazione “non di lusso”.
L’agevolazione viene riconosciuta a prescindere dal fatto che l’immobile già posseduto sia stato originariamente acquistato con le agevolazioni “prima casa” o senza averne mai usufruito.

Il fattore cronologico (i tre anni trascorsi dal primo acquisto), inoltre, non incide in alcun modo sula procedura.

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Durata 1m 50s 14 aprile 2026
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Agevolazioni “Prima casa”: l’indisponibilità di altro immobile locato a terzi, permette di usufruire nuovamente del bonus?

Agevolazioni “Prima casa”: l’indisponibilità di altro immobile locato a terzi, permette di usufruire nuovamente del bonus?
Posso usufruire delle agevolazioni “prima casa”, se sono già proprietaria di un immobile affittato a terzi e, quindi, non disponibile a soddisfare le mie attuali esigenze familiari?
Risposta al quesito:

La proprietà di un immobile affittato a terzi nello stesso Comune, non consente di accedere nuovamente ai benefici fiscali per un successivo acquisto.
È quanto recentemente sancito dalla Corte di Cassazione, con l’Ordinanza 3596/2026, che ha posto fine alle speranze di qualche contribuente.

L’indisponibilità di un alloggio derivante da un contratto di locazione, infatti, non costituisce un’inidoneità oggettiva, bensì il frutto di una scelta volontaria e discrezionale di chi ne è proprietario. L’aver concesso in locazione la propria abitazione, quindi, non autorizza a dichiararla “inidonea” al solo scopo di ottenere l’imposta di registro al 2% o l’IVA al 4% su un secondo atto di compravendita.

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Durata 1m 50s 4 aprile 2026
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Bonus prima casa e donazione indiretta: la Cassazione nega il doppio beneficio fiscale (sentenza 2482/2026)

Bonus prima casa post-donazione: la Cassazione nega il doppio beneficio fiscale (sentenza 2482/2026)
L’immobile acquistato precedentemente con donazione indiretta, ovvero pagato dai miei genitori, mi impedisce di richiedere nuovamente l’agevolazione prima casa?
Risposta al quesito:

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2482 del 5 febbraio 2026, ha stabilito che la fruizione del beneficio fiscale è legata all’effetto economico (l’aver usufruito dell’imposta agevolata) e non alla natura dell’atto o alla provenienza del denaro.
Chi ha già goduto dell’agevolazione, quindi, non può replicare il bonus su una compravendita successiva se non vende l’immobile preposseduto.

Il caso esaminato riguardava un contribuente che, pur avendo acquistato con tassazione ridotta un immobile pagato dai genitori, pretendeva di accedere nuovamente alle agevolazioni per un acquisto successivo ritenendo l’operazione neutra ai fini fiscali.

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Durata 1m 47s 27 Febbraio 2026
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Bonus prima casa e comunione dei beni: la firma di un solo coniuge, rischia di annullare l’agevolazione?

Bonus prima casa e comunione dei beni: la firma di un solo coniuge, rischia di annullare l’agevolazione?
Mio marito sta per firmare l’atto notarile per l’acquisto della nostra prima abitazione. Siamo sposati in regime di comunione legale dei beni, per cui so che, per il diritto civile, diventerò automaticamente comproprietaria al 50%. Alla luce di questo, è necessario che io sia fisicamente presente al rogito o che rilasci delle dichiarazioni formali per ottenere gli sconti fiscali, oppure basta la firma di mio marito?

Acquistare un immobile in regime di comunione legale dei beni può far credere che l’automatismo, previsto dal diritto civile, si applichi in egual misura anche alle rigide regole tributarie.
Ma non è così e ignorare le regole può costare caro.

L’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza di legittimità, parlano chiaro: per estendere il bonus “prima casa” sull’intero immobile, non basta il vincolo matrimoniale, perché entrambi i coniugi devono assumersi le proprie responsabilità fiscali tramite dichiarazioni formali in sede di atto pubblico.

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Durata 1m 59s 24 Febbraio 2026
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Vendita entro 5 anni dall’acquisto: il preliminare della nuova abitazione, salva l’agevolazione prima casa?

Vendita prima casa entro 5 anni dall’acquisto: il preliminare della nuova casa, salva l’agevolazione?
Ho venduto la mia prima casa dopo 3 anni dall’acquisto e ho subito dopo stipulato un preliminare per acquistare un nuovo immobile. Posso conservare il diritto a fruire dell’agevolazione?

La risposta breve è no, purtroppo.
L’aver stipulato un contratto preliminare (il cosiddetto “compromesso”) per l’acquisto di un nuovo immobile non è assolutamente sufficiente per conservare l’agevolazione “prima casa”, qualora si sia venduto il precedente immobile prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto iniziale.
Per la normativa attualmente in vigore, infatti, conta esclusivamente la data in cui avviene il trasferimento effettivo della proprietà (il rogito notarile), che deve obbligatoriamente concretizzarsi entro 12 mesi dalla vendita della vecchia abitazione.

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Durata 1m 51s 26 Febbraio 2026
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Agevolazioni prima casa: è possibile usufruirne per l’acquisto di un immobile adiacente?

Bonus ristrutturazione: a chi spetta la detrazione, se si vende solo una quota dell’immobile?
È possibile usufruire delle agevolazioni “prima casa” quando si acquistano due unità immobiliari adiacenti, con l’intenzione di unirle in un’unica abitazione?

Sì, la normativa fiscale permette di beneficiare delle agevolazioni “prima casa” per l’acquisto di unità immobiliari contigue, a patto che l’operazione sia finalizzata alla creazione di un’unica unità abitativa.

Non si tratta di una semplice concessione, ma di un principio consolidato dalla Corte di Cassazione e recentemente ribadito dall’Agenzia delle Entrate.
Il diritto all’agevolazione, infatti, non è limitato al singolo vano catastale, bensì all’abitazione intesa come il luogo in cui si stabilisce il proprio nucleo familiare, anche se derivante dalla fusione di più immobili.

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