
Le nostre abitudini di pagamento sono in piena evoluzione, ma il vuoto lasciato dal contante viene oggi progressivamente colmato da soluzioni private, spesso non europee, che creano una forte dipendenza strategica.
Cosa significa questo, concretamente?
I dati della BCE mostrano che in 13 dei 20 paesi dell’area euro manca un sistema di pagamento con carta nazionale e, di conseguenza, ogni transazione digitale, anche quella per la spesa quotidiana, dipende interamente da altri circuiti internazionali.
Questo significa che le regole, i costi e la stabilità di un servizio essenziale per la nostra economia, sono al di fuori del nostro controllo.
Per questo, come ha recentemente sottolineato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, l’euro digitale nascerà con un duplice obiettivo: affiancare al denaro fisico un equivalente digitale, preservandone i benefici e, al tempo stesso, garantendo all’Europa un’infrastruttura di pagamento autonoma e competitiva per ridurre vulnerabilità e costi.




