
L’Italia si sta svuotando, eppure le sue metropoli divorano il paesaggio a un ritmo inarrestabile. È questo il grande paradosso urbanistico e demografico fotografato dall’’ultimo Focus ISTAT sull’evoluzione degli Agglomerati morfologici urbani (Amu) nel ventennio 2001-2021.
Questo significa che mentre la popolazione nazionale ha registrato una dinamica tendente al ribasso, la concentrazione nelle grandi aree urbane ha subito una drastica accelerazione.
Oggi, ben 49,1 milioni di abitanti (83,2% della popolazione nazionale), infatti, vivono all’interno di queste macro-aree definite Amu, secondo le direttive UNECE/Eurostat. Queste porzioni di territorio non seguono i confini dei Comuni, ma identificano le aree abitate in cui gli edifici e i manufatti distano meno di 200 metri l’uno dall’altro.
Guardare l’Italia attraverso questa lente, rivela una nazione in cui i piccoli agglomerati spariscono, fondendosi tra loro e creando colossali “città infinite” che ne ridefiniscono l’impronta urbana.

