OMI: Rapporto Immobiliare 2020 del mercato non residenziale


Nel Rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (OMI), si rileva come anche nel 2019 i settori del mercato non residenziale risultino complessivamente in espansione, confermando una dinamica in atto positiva dal 2014.
Il settore non residenziale, in particolare i settori terziario-commerciale, produttivo e agricolo, rappresentano, in termini di volumi di scambio, circa il 10% del mercato complessivo (quasi il 15% in termini di stock).

Nel 2019 il valore di scambio stimato per i tre settori ammonta complessivamente a 15,9 miliardi di Euro, circa 300 milioni di Euro più del 2018 (+1,9%); il dato deriva dall’effetto combinato dell’espansione del settore Negozi (+7,4%) e dei tassi negativi registrati per gli uffici (-2,8%) e per il settore produttivo (-1%).

La superficie totale compravenduta (stimata) ammonta a oltre 1,6 milioni di m2 per il settore degli uffici (superficie media di circa 155 m2), a circa 3,9 milioni di m2 per il settore dei negozi (superficie media 125 m2 circa) e a oltre 13 milioni di m2 per il settore produttivo (superficie media 1.078 m2).

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OMI – Mercato immobiliare non residenziale: compravendite in crescita per negozi (+4,6%) e capannoni (+0,6%), in calo gli uffici (-3,7%). Roma con valori in flessione

Valori OMI per il Mercato immobiliare non residenziale del 2018

I settori del mercato non residenziale risultano complessivamente in espansione anche nel 2018, confermando una dinamica positiva in atto dal 2014.
I relativi dati sono stati pubblicati oggi nel «Rapporto Immobiliare 2019 sugli immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva», realizzato, come di consueto, dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate.

In termini di stock immobiliare, i negozi rappresentano la tipologia edilizia con il numero di unità più elevato (poco più di 2,5 milioni di unità), ovvero oltre un quarto dello stock non residenziale.
Analogamente, per le compravendite i negozi presentano il più elevato volume di scambio (quasi 30.000 NTN nel 2018) ed il 26,2% degli immobili non residenziali scambiati.

Nel 2018 il valore di scambio stimato per i tre settori ammonta complessivamente a 15,6 miliardi di Euro, in leggero calo rispetto al 2017 (-0,4%), dopo una fase positiva che perdurava dal 2014.
Il dato deriva dall’effetto combinato dell’espansione dei settori Uffici e Negozi (rispettivamente +0,7% e +2,9%) e del tasso negativo registrato nel settore produttivo (-3,7%).

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ISTAT: più del 92% del patrimonio residenziale italiano è detenuto dalle famiglie

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Continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle Famiglie, che nel 2017 rappresenta più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui 81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale o seconde case e 11% costituito da unità detenute dalle famiglie prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

La discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, che prosegue dal 2012, ha indotto una ulteriore contrazione del valore della ricchezza abitativa (-1,4% in media annua nel periodo 2011-2017).
Tale dinamica risulta tuttavia in rallentamento: -0,8% nel 2017, da -1,3% nel 2016.

Negli ultimi due anni si osserva una leggera ripresa del valore dello stock di beni durevoli delle Famiglie, dopo la contrazione registrata nel triennio precedente.

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CBRE: investimenti immobiliari commerciali nel 2018 in flessione del 22% rispetto all’anno precedente

Nel 2018 gli investimenti nel settore immobiliare in Italia, pari a 8,856 miliardi, sono scesi del 22% rispetto al 2017, anno record per il comparto con oltre 11 miliardi investiti.
È quanto indicato in un report da CBRE (grande società commerciale al internazionale di servizi e di investimenti nel Real Estate), che annovera tra le cause della contrazione il clima di incertezza politica che ha accompagnato il Paese per buona parte dell’anno.

L’impennata dello spread ha avuto infatti evidenti ripercussioni nell’erogazione dei crediti che hanno a loro volta ritardato e bloccato alcune operazioni.
Le discussioni tra Roma e Bruxelles riguardanti la legge di bilancio avevano inoltre innescato un cambio delle aspettative per gli operatori esteri che ad oggi risultano ancora il motore di tale settore in Italia.

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ISTAT: in decremento il numero di nuove abitazioni nel II trimestre 2018, con lieve incremento delle superfici

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Nel secondo trimestre del 2018 si stima che i permessi di costruire relativi al comparto residenziale registrino, al netto della stagionalità, una diminuzione congiunturale del 2,0% per il numero di abitazioni e un lieve incremento per la superficie utile abitabile (+0,4%).

La superficie in fabbricati non residenziali cala in misura rilevante (-18,6%), confrontandosi tuttavia con il livello destagionalizzato particolarmente elevato raggiunto nel primo trimestre dello scorso anno.

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OMI: numero di compravendite del mercato “non residenziale” in crescita anche nel 2017

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Il mercato immobiliare non residenziale continua il suo periodo di espansione.
Per il secondo anno consecutivo, nel 2017 la crescita riguarda tutti e tre i comparti: il mercato degli uffici cresce del 6,5%, quello di negozi e laboratori del 6,9% e quello produttivo del 7,6%.
Lieve flessione per i contratti di leasing, che però aumentano del 7,2% nel primo quadrimestre 2018.

È quanto emerge dal Rapporto Immobiliare non residenziale presentato oggi e realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, a cui ha collaborato Assilea, l’Associazione Italiana Leasing, sul tema della dinamica del leasing immobiliare.

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