OMI: rilevante aumento del numero di compravendite non residenziali, nel I trimestre 2021

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Se il primo trimestre del 2020 aveva recepito, nei dati, i primi effetti delle politiche di compressione delle attività economiche e sociali che si scelse di adottare in risposta alla nota emergenza sanitaria, il primo trimestre del 2021 mostra un consistente “rimbalzo”, tale da annullare, di fatto, l’impatto negativo dell’omologo trimestre dell’anno precedente.

Dopo il calo dei volumi compravenduti dell’intero settore non residenziale del 16,9% nel primo trimestre 2020, infatti, il primo trimestre 2021 ha segnato un’espansione superiore al 50%.
Una dinamica analoga caratterizza il segmento terziario commerciale, che rappresenta quasi il 60% dell’intero settore, con un tasso tendenziale del +51,3%, dopo il -16,5% dell’anno precedente.

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CBRE: investimenti in diminuzione del 26% rispetto al 2020 (Roma -5% per il settore uffici)

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Secondo i dati messi in luce dall’ultimo report curato da CBRE (grande società di consulenza immobiliare, con sede principale a Los Angeles), il volume degli investimenti in Italia nel segmento del “non residenziale”, è stato in calo del 26% nei primi tre mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 e pari ad 1,4 miliardi di euro.
Periodo che non manifestava ancora particolari ripercussioni dovute all’emergenza Covid-19.

Il trimestre, che ha fatto registrare i volumi più bassi da inizio pandemia, sconta infatti l’impatto delle misure restrittive e dei ritardi dei 12 mesi appena trascorsi, dovuti all’emergenza sanitaria, e le conseguenti incertezze su alcune asset class, complice anche una sostanziale carenza di prodotto core sul mercato.
Milano continua a essere protagonista, con quasi un terzo degli investimenti totali.

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OMI: aumento tendenziale (+12,1%) del numero di compravendite non residenziali nel IV trimestre 2020

OMI Serie storica trimestrale NTN settore TCO dal 2011 – dati osservati e dati destagionalizzati

Dopo il forte impatto sul mercato immobiliare e sull’economia in generale, soprattutto nei primi due trimestri del 2020, determinato dalle misure adottate dal Governo italiano per contenere il diffondersi del COVID-19 e dopo alcuni segnali positivi di ripresa nel terzo trimestre, nel quarto tutti i principali segmenti del settore terziario commerciale hanno mostrato un tasso tendenziale positivo.

Contribuendo così a contenere la riduzione dei volumi annuali delle compravendite, comunque registrata nel 2020.

Il tasso nazionale aggregato del settore, dopo il +5,4% del trimestre precedente, è stato +12,1%, il più alto degli ultimi quattro anni.
I dati disaggregati per aree territoriali, mostrano rialzi delle compravendite in tutte le macroaree territoriali, con tassi compresi tra il +5,2% delle Isole e il +16,7% del Nord Est.

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OMI: Rapporto Immobiliare 2020 del mercato non residenziale


Nel Rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (OMI), si rileva come anche nel 2019 i settori del mercato non residenziale risultino complessivamente in espansione, confermando una dinamica in atto positiva dal 2014.
Il settore non residenziale, in particolare i settori terziario-commerciale, produttivo e agricolo, rappresentano, in termini di volumi di scambio, circa il 10% del mercato complessivo (quasi il 15% in termini di stock).

Nel 2019 il valore di scambio stimato per i tre settori ammonta complessivamente a 15,9 miliardi di Euro, circa 300 milioni di Euro più del 2018 (+1,9%); il dato deriva dall’effetto combinato dell’espansione del settore Negozi (+7,4%) e dei tassi negativi registrati per gli uffici (-2,8%) e per il settore produttivo (-1%).

La superficie totale compravenduta (stimata) ammonta a oltre 1,6 milioni di m2 per il settore degli uffici (superficie media di circa 155 m2), a circa 3,9 milioni di m2 per il settore dei negozi (superficie media 125 m2 circa) e a oltre 13 milioni di m2 per il settore produttivo (superficie media 1.078 m2).

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OMI – Mercato immobiliare non residenziale: compravendite in crescita per negozi (+4,6%) e capannoni (+0,6%), in calo gli uffici (-3,7%). Roma con valori in flessione

Valori OMI per il Mercato immobiliare non residenziale del 2018

I settori del mercato non residenziale risultano complessivamente in espansione anche nel 2018, confermando una dinamica positiva in atto dal 2014.
I relativi dati sono stati pubblicati oggi nel «Rapporto Immobiliare 2019 sugli immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva», realizzato, come di consueto, dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate.

In termini di stock immobiliare, i negozi rappresentano la tipologia edilizia con il numero di unità più elevato (poco più di 2,5 milioni di unità), ovvero oltre un quarto dello stock non residenziale.
Analogamente, per le compravendite i negozi presentano il più elevato volume di scambio (quasi 30.000 NTN nel 2018) ed il 26,2% degli immobili non residenziali scambiati.

Nel 2018 il valore di scambio stimato per i tre settori ammonta complessivamente a 15,6 miliardi di Euro, in leggero calo rispetto al 2017 (-0,4%), dopo una fase positiva che perdurava dal 2014.
Il dato deriva dall’effetto combinato dell’espansione dei settori Uffici e Negozi (rispettivamente +0,7% e +2,9%) e del tasso negativo registrato nel settore produttivo (-3,7%).

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ISTAT: più del 92% del patrimonio residenziale italiano è detenuto dalle famiglie

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Continua a crescere la quota del patrimonio residenziale detenuto dalle Famiglie, che nel 2017 rappresenta più del 92% del valore residenziale complessivo, di cui 81% relativo alle unità residenziali utilizzate come abitazione principale o seconde case e 11% costituito da unità detenute dalle famiglie prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione.

La discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, che prosegue dal 2012, ha indotto una ulteriore contrazione del valore della ricchezza abitativa (-1,4% in media annua nel periodo 2011-2017).
Tale dinamica risulta tuttavia in rallentamento: -0,8% nel 2017, da -1,3% nel 2016.

Negli ultimi due anni si osserva una leggera ripresa del valore dello stock di beni durevoli delle Famiglie, dopo la contrazione registrata nel triennio precedente.

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