ISTAT: la casa ha assorbito il 36% della spesa delle famiglie nel 2025, tra canoni in crescita (+3,6%) e calo delle rate dei mutui (-2,7%)

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Secondo la rilevazione ISTAT, l’abitazione e le utenze ad essa collegate assorbono il 36,0% dell’intero bilancio delle famiglie, con il canone medio di locazione che in Italia sale a 438 euro mensili, mentre la rata media del mutuo scende a 565 euro (-2,7%). Le aree metropolitane impongono il premio urbano più alto, con affitti medi che sfiorano i 480 euro nei centri urbani. Sintesi e rielaborazione analitica a cura di DELLE VITTORIE House Trading, su report e base dati ISTAT.

Quando si parla di “spesa delle famiglie” e del costo della vita, il vero protagonista è la casa. A questo proposito, i recenti dati ISTAT sui consumi 2025 delle famiglie precisano che la spesa media mensile complessiva è rimasta sostanzialmente stabile a quota 2.782 euro e che le voci di bilancio legate all’abitazione rappresentano oltre un terzo di quelle mensili:

Incidenza della spesa media abitativa 2025
36,0%Peso della casa sul bilancio familiare

Nel 2025 il mercato delle locazioni ha proseguito la sua corsa, con una crescita tendenziale del +3,6% (portando il canone medio a 438 euro, dai 423 precedenti), ma si è concretizzato il primo segnale strutturale di sollievo per chi detiene un mutuo, con una rata media mensile scesa a 565 euro mensili (581 euro nel 2024, -2,7%).
Analizzando l’intero paniere non alimentare (pari a una media di 2.230 euro), le spese di gestione ordinaria della casa (abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili) rappresentano la voce principale, sottolineando come l’efficienza energetica e bassi costi condominiali non siano più considerati un “plus”, ma veri e propri fattori decisivi capaci di orientare le scelte dei potenziali aacquirenti.

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Durata 6m 09s 8 ottobre 2026
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Mutui: diminuzione del TAEG (3,81%) a luglio 2026, con incremento dei volumi e delle richieste per il tasso variabile

Grafico dell'andamento rilevato a luglio 2026, diminuzione del TAEG (3,81%) a luglio 2026, con incremento dei volumi e delle richieste per il tasso variabile nei mutui delle famiglie per l’acquisto di abitazioni
I dati relativi al mese di luglio 2026 evidenziano una flessione del TAEG medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni, che si attesta al 3,81% rispetto al 3,95% registrato a giugno. Questo calo del costo del credito si accompagna a volumi di erogazione complessivi particolarmente consistenti e a un sensibile incremento della quota di finanziamenti con determinazione iniziale del tasso fino a un anno, salita al 29,0% del totale.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati ufficiali della Banca d’Italia (Luglio 2026).

Come comunicato dalla Banca d’Italia, attraverso il consueto report mensile, a luglio 2026 i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni — comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale) — si sono collocati al 3,81%, confermando la flessione rispetto al 3,95% del mese precedente (3,61% a luglio 2025).

Mutui >1 anno:71,0%
Nuovi Mutui Casa7,95 Mld €

La quota di queste nuove erogazioni con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è salita al 29,0% (contro il 19,9% di giugno). Il tasso medio ponderato relativo alle erogazioni effettive complessive (non comprensivo delle spese accessorie) si è attestato invece al 3,50%.

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Durata 1m 50s 9 settembre 2026
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Mutui: quasi 139 miliardi erogati nel 2025 (+27,4%), Roma guida la ripresa sfidando il brusco stop di Milano

Il risveglio dei mutui: quasi 139 miliardi erogati nel 2025 (+27,4%), Roma guida la ripresa sfidando il brusco stop di Milano
Nel 2025 il mercato del credito ipotecario italiano registra una decisa espansione, trainata da un costo del denaro in forte calo. Il capitale erogato totale si attesta a 138,6 miliardi di euro, evidenziando una crescita del +27,4% su base annua, mentre il tasso di interesse medio scende al 4,12% (-0,86%). Spicca l’eccezionale performance di Roma che, in controtendenza rispetto alla frenata di Milano, registra un aumento dei capitali finanziati del +48,1%.Sintesi a cura di DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo anni di incertezza, il mercato dei mutui in Italia si è riacceso con grande forza, secondo il Rapporto mutui ipotecari 2026 pubblicato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia Delle Entrate.
Il drastico calo dei tassi di interesse ha spinto moltissime famiglie e aziende a chiedere prestiti, con un totale di quasi 139 miliardi di euro nel 2025. Ma la vera sorpresa non è solo quanto è stato prestato, ma come e soprattutto dove si sono concentrate le erogazioni:

Capitale Erogato: 138,6 Miliardi +27,4%Tasso Medio: 4,12% -0,86%Immobili Coinvolti: 906.691 +17,5%

Il settore residenziale è cresciuto in volumi, ma ha assorbito capitali minori rispetto al settore non residenziale, che pur rappresentando solo l’8,1% del numero totale di immobili ipotecati, ha assorbito il 47,1% dell’intero capitale di debito (oltre 65 miliardi di euro), registrando una crescita sbalorditiva:

Settore Residenziale🏠
50 Mld
Le abitazioni rappresentano oltre il 71% degli immobili ipotecati. Grazie a tassi scesi al 3,35%, le famiglie hanno ottenuto il +23,6% di fondi in più per comprare casa.
Settore Non Residenziale🏢
65 Mld
Uffici, negozi e capannoni. Pur essendo solo l’8% degli immobili totali, attirano la maggior parte dei capitali delle banche, con un balzo del +38,5% rispetto all’anno precedente.

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Durata 6m 11s 28 luglio 2026
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ABI: sostanziale stabilità del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,48%), a giugno 2026

ABI: sostanziale stabilità del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,48%), a giugno 2026
A giugno 2026, il mercato dei mutui ipotecari registra una lieve flessione del tasso medio sulle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni, che si attesta al 3,48% (-0,02% rispetto al mese precedente). Si evidenziano dinamiche divergenti per gli indici di riferimento: l’IRS a 10 anni (tasso fisso) scende al 3,02%, mentre l’Euribor a 3 mesi (tasso variabile) sale al 2,34%, offrendo nuovi scenari per i futuri acquirenti e premiando la stabilità a lungo termine.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati del Rapporto Mensile ABI (luglio 2026).

Come comunicato dall’ABI (associazione bancaria italiana) nel recente rapporto mensile, a giugno 2026 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,48%, in lieve diminuzione rispetto al 3,50% del mese precedente e in aumento rispetto al 3,19% di giugno 2025.

Sintesi indicatori ABI
  • Tasso Medio Mutui
    3,48%

    Tasso giugno 2026
  • IRS 10 Anni
    3,02%

    Tasso fisso
  • Euribor 3 Mesi
    2,34%

    Tasso variabile

Il tasso Euribor a 3 mesi medio rilevato (tasso interbancario utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), inoltre, è stato del 2,34% (in rialzo di +0,11% rispetto al 2,23% di maggio 2026 e in aumento rispetto all’1,98% dell’anno precedente), mentre quello IRS a 10 anni (tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) è stato del 3,02% (in lieve calo di -0,06% rispetto al 3,08% del mese precedente, e in netto aumento rispetto al 2,55% registrato a giugno 2025).

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Durata 2m 05s 20 luglio 2026
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Mutui: flessione delle richieste (-5,9%) e importo medio di circa 154.000 euro, nel primo semestre 2026

Mutui: flessione delle richieste (-5,9%) e importo medio stabile di circa 154.000 euro, nel primo semestre 2026
Nel primo semestre 2026, la domanda di mutui immobiliari in Italia registra una contrazione del -5,9%, accompagnata da un drastico calo delle surroghe (-38,4% nel I trimestre). L’importo medio richiesto si consolida a 153.972 euro, con le famiglie che prediligono piani di rimborso lunghi per ammortizzare il peso della rata nel bilancio domestico. Il 43,8% delle richieste risulta essere concentrato nella durata 25-30 anni.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati del Barometro CRIF (EURISC).

Nel primo semestre del 2026, l’ecosistema del credito immobiliare in Italia ha attraversato una fase di riassestamento, con le famiglie che hanno mantengono un approccio difensivo verso il nuovo indebitamento.
I dati elaborati dal Barometro CRIF, attingendo al Sistema di Informazioni Creditizie EURISC, certificano infatti una contrazione generale delle richieste, bilanciata però da una tenuta degli importi medi e da una chiara preferenza per i piani di ammortamento a lungo termine per massimizzare la sostenibilità del debito:

Domanda Mutui (I semestre 2026) 📉
-5,9%
Flessione delle richieste, rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.
Importo medio richiesto 💶
153.972 euro
Sostanziale stabilità dell’importo (-0,2%), trainata dai costi non comprimibili.
Dinamica Surroghe (I trimestre 2026) ⚠️
-38,4%
Brusca frenata delle portabilità, sintomo di un bacino rinegoziabile ormai esaurito.

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Durata 2m 11s 16 luglio 2026
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Mutui: finanziamenti in crescita in Italia (+3,5%), con tassi medi al 3,37% nel Q1 2026

Mutui: finanziamenti in crescita in Italia (+3,5%), con tassi medi al 3,37% nel Q1 2026
Il mercato dei mutui in Italia, nel primo trimestre 2026, riprende slancio grazie all’allentamento delle politiche monetarie. Lo stock dei finanziamenti residenziali in essere, infatti, ha raggiunto quota 443,5 miliardi di euro, registrando una solida espansione del +3,5% su base annua. Sul fronte delle erogazioni, le famiglie confermano la propensione alla sicurezza scegliendo il tasso fisso nell’81,7% dei casi, a fronte di un tasso medio nazionale che si stabilizza al 3,37%.Analisi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati ufficiali della European Mortgage Federation (EMF).

Il primo trimestre del 2026 certifica un ritrovato dinamismo nel mercato del credito immobiliare, trainato dal progressivo allentamento delle politiche monetarie, secondo l’ultimo report della European Mortgage Federation (EMF), l’autorità continentale che da oltre 50 anni rappresenta l’industria ipotecaria europea.
In Italia i dati confermano una robusta riattivazione della domanda, con il volume totale dei mutui residenziali in essere che supera la soglia dei 443,5 miliardi di euro, segnando un solido +3,5% su base annua e dello 0,7% su base trimestrale.

Questo scenario, supportato da tassi di interesse scesi a livelli maggiormente sostenibili, evidenzia come le famiglie italiane stiano tornando a pianificare il proprio futuro immobiliare, seppur adottando strategie profondamente diverse rispetto ai cittadini del resto d’Europa.
Ma come si posiziona il nostro Paese rispetto ai cugini europei, specialmente sull’eterno dilemma tra tasso fisso e variabile?

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Durata 1m 59s 14 luglio 2026
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