Eurostat: solo il 2,6% della popolazione in Italia vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni (media UE 23,9%)

Eurostat: solo il 2,6% delle persone in Italia vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni (media UE 23,9%)
Nel 2025 l’Italia crolla all’ultimo posto in Europa per le ristrutturazioni green. Solo il 2,6% della popolazione vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni, contro una media UE del 23,9%. Il mercato evidenzia una profonda spaccatura sociale: i miglioramenti energetici sono appannaggio dei proprietari di case indipendenti, mentre gli inquilini e le fasce a rischio esclusione restano intrappolati in immobili energivori. Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati del report Eurostat 2025 (Condizioni di vita in Europa – Efficienza energetica nelle abitazioni).

Il percorso verso la riqualificazione del patrimonio immobiliare evidenzia una profonda frattura strutturale all’interno dell’Unione Europea.
Mentre alcune nazioni accelerano verso la sostenibilità, infatti, l’Italia subisce una drastica battuta d’arresto, precipitando all’ultimo posto in UE per interventi di miglioramento energetico nelle abitazioni, secondo il report “Condizioni di vita in Europa 2025” curato dall’ufficio statistico dell’Unione Europea.

A livello aggregato, il 2025 segna comunque una contrazione generale, con la quota di residenti in abitazioni efficientate negli ultimi cinque anni che è scesa al 23,9% (-1,9% rispetto al 25,8% del 2023). Al vertice assoluto troneggiano i Paesi Bassi (60,5%), seguiti a notevole distanza da Danimarca (34,0%), Francia e Slovenia (entrambe al 33,3%).
Tuttavia, le medie aritmetiche nascondono polarizzazioni estreme: se Cipro, Austria, Spagna, Portogallo e Lussemburgo guidano i rialzi, ben quindici Stati arretrano pesantemente, con uno stallo che rappresenta un rischio concreto di svalutazione per milioni di immobili energivori.

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Durata 1m 58s 15 luglio 2026
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ROMA: il piano ENEA, per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare

ROMA: il piano ENEA per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare

Ridurre l’impatto ambientale del patrimonio edilizio non è solo una necessità ecologica, ma un obbligo normativo in vista dell’attuazione della Direttiva europea EPBD (nota come Direttiva Case Green).
L’obiettivo è duplice: tagliare i consumi e tutelare le famiglie più vulnerabili.

A Roma, per esempio, gli edifici e i relativi consumi termici ed elettrici sono responsabili di una quota molto rilevante delle emissioni complessive della città:

Impatto Ambientale Edifici
60%
Delle emissioni complessive generate a Roma

Questo dato critico emerge con chiarezza dallo studio “Strategia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare di Roma Capitale“, un documento elaborato da ENEA in accordo con gli obiettivi del Climate City Contract, che traccia la rotta per abbattere consumi e inquinamento.

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Durata 1m 51s 26 Febbraio 2026
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ISTAT: riscaldamento autonomo presente in quasi l’80% delle case, condizionatori nel 56%

ISTAT: riscaldamento autonomo presente in quasi l’80% delle case, condizionatori nel 56%

Il recente Report ISTAT sulle dotazioni energetiche delle famiglie, rivela l’inarrestabile ascesa del riscaldamento autonomo, scelto dal 79,0% delle famiglie (+6,8 punti percentuali, rispetto al 2021), con il progressivo abbandono degli impianti centralizzati presenti solo nel 15,4% (-2,6 punti) delle abitazioni principali.

A questo si affianca il boom degli impianti di condizionamento, presenti nel 56,0% delle abitazioni di residenza abituale, un valore quasi raddoppiato in un decennio.
Tali scelte sono probabilmente influenzate anche dal contesto abitativo del nostro Paese, con il 45,3% degli immobili residenziali che si trova ancora nelle classi energetiche più basse (F e G), fattore che spinge le famiglie a cercare soluzioni individuali per ottimizzare le spese in un contesto di costi energetici particolarmente variabili.

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Report ENEA 2025: diminuzione del numero di immobili residenziali (-2,1%) e non residenziali (-9,9%), nelle classi F e G

Report ENEA 2025: diminuzione del numero di edifici residenziali (-2,1%) e non residenziali (-9,9%), nelle classi F e G

Il VI Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici (RACEE) di ENEA, si conferma essere una risorsa chiave per comprendere lo stato di salute energetico del patrimonio immobiliare italiano.
L’edizione 2025, inoltre, assume un’importanza strategica alla luce della nuova Direttiva Europea EPBD IV, che impegna anche l’Italia ad accelerare verso un parco edilizio completamente decarbonizzato entro il 2050.

In questo scenario, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) evolve: da strumento tecnico si trasforma in una leva sociale e culturale, fondamentale per informare i cittadini, orientare gli investimenti e guidare la transizione energetica del Paese.

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ENEA: Bonus Casa +112% nel 2024, investimenti per 120 miliardi di euro, più consapevolezza nel mercato immobiliare

ENEA: Bonus Casa +112% nel 2024, investimenti per 120 miliardi di euro e maggiore sensibilità nel mercato immobiliare

Nel 2024 le misure di efficienza energetica in Italia hanno generato un risparmio record, equivalente al fabbisogno di oltre 4 milioni di abitazioni.
Il principale motore di questa trasformazione sono state le detrazioni fiscali, che dal 2021 hanno prodotto un risparmio cumulato (ovvero la somma dei risparmi ottenuti anno dopo anno) di 2,48 Mtep (Milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio).

Questi alcune delle principali evidenze presenti nel Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2025 di ENEA, che ha evidenziato un’evoluzione cruciale negli incentivi, con il naturale ridimensionarsi dell’impatto del Superbonus e l’accelerazione straordinaria del Bonus Casa (+112%) nel contributo al risparmio energetico nazionale rispetto all’anno precedente.

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EFFICIENZA ENERGETICA: il 52% delle abitazioni è in classe F o G, solo l’11,9% in classe A (settembre 2025)

EFFICIENZA ENERGETICA: oltre il 52% delle abitazioni è in classe F o G e solo l’11,9% in classe A, a settembre 2025

L’analisi dei dati registrati all’interno del SIAPE, il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica, offre una fotografia fedele e dettagliata dello stato di salute energetico del patrimonio edilizio italiano.
Il quadro generale, basato su un campione di quasi 7,6 milioni di attestati (APE) registrati a settembre 2025, è ovviamente dominato dall’edilizia residenziale, che rappresenta l’87,5% del campione analizzato.

Focalizzando l’attenzione sulle sole abitazioni utilizzate ad uso continuativo, emerge un quadro critico che evidenzia un patrimonio edilizio che si conferma essere datato ed energivoro, con oltre la metà di questo (il 51,8%) posizionato nelle classi energetiche più inquinanti (F e G).
Una situazione aggravata da una concentrazione geografica che vede il 61,8% di questi immobili residenziali, collocati nella zona climatica E, quella con il fabbisogno termico più elevato d’Italia.

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