
Il percorso verso la riqualificazione del patrimonio immobiliare evidenzia una profonda frattura strutturale all’interno dell’Unione Europea.
Mentre alcune nazioni accelerano verso la sostenibilità, infatti, l’Italia subisce una drastica battuta d’arresto, precipitando all’ultimo posto in UE per interventi di miglioramento energetico nelle abitazioni, secondo il report “Condizioni di vita in Europa 2025” curato dall’ufficio statistico dell’Unione Europea.
A livello aggregato, il 2025 segna comunque una contrazione generale, con la quota di residenti in abitazioni efficientate negli ultimi cinque anni che è scesa al 23,9% (-1,9% rispetto al 25,8% del 2023). Al vertice assoluto troneggiano i Paesi Bassi (60,5%), seguiti a notevole distanza da Danimarca (34,0%), Francia e Slovenia (entrambe al 33,3%).
Tuttavia, le medie aritmetiche nascondono polarizzazioni estreme: se Cipro, Austria, Spagna, Portogallo e Lussemburgo guidano i rialzi, ben quindici Stati arretrano pesantemente, con uno stallo che rappresenta un rischio concreto di svalutazione per milioni di immobili energivori.




