Rent To Buy: quali vantaggi e rischi per gli acquirenti e venditori?

Rent To Buy: quali vantaggi e rischi per gli acquirenti e venditori?

Cos’è esattamente il Rent to Buy, quali sono i vantaggi e i rischi reali per acquirenti e venditori e perché questa formula rimane così poco utilizzata?

Risposta al quesito:

Introdotto dal Decreto Sblocca Italia (D.L. 133/2014, art. 23), il Rent to Buy (affitto con riscatto) è uno strumento che cerca di superare l’impasse di chi sia privo della liquidità iniziale richiesta dalle banche per la concessione di un mutuo o di quei proprietari che faticano a vendere il proprio immobile con il consueto contratto di compravendita.

In sintesi, è un contratto nel quale l’acquirente ottiene la consegna immediata dell’immobile pagando un canone periodico, con il diritto (ma non l’obbligo) di acquistarlo entro un massimo di 10 anni detraendo dal prezzo pattuito una quota di quello che è stato versato.
Oggi rappresenta meno dell’1% delle transazioni immobiliari nazionali, con una paralisi dettata anche da un mix letale di inefficienze fiscali, alti costi iniziali e dal giustificato timore dei venditori di rimanere ostaggio delle lungaggini giudiziarie in caso di morosità.

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Durata 5m 47s 4 maggio 2026
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Rent to buy: si applicherà il procedimento per convalida di sfratto

La Commissione Finanze del Senato ha approvato un emendamento che prevede l’applicazione, anche per il contratto di Rent to buy, del procedimento per convalida di sfratto.

La misura consentirà di risolvere il problema delle garanzie per il proprietario nelle fasi patologiche del rapporto, che Confedilizia aveva segnalato sin dall’introduzione dell’istituto.

Si tratta dei casi in cui il proprietario non riceva più il corrispettivo convenuto per il godimento dell’immobile oppure di quelli in cui, al termine del periodo stabilito, non venga rispettato l’impegno all’acquisto e il “conduttore” permanga nell’immobile.

Fonte: Italpress – 7 giugno 2016

Rent to buy: le 10 cose da sapere

1. Cos’è il contratto di Rent to buy?
È un nuovo tipo di contratto in cui si fondono un contratto di locazione e un preliminare di vendita di un immobile. Significa che il proprietario consegna fin da subito l’immobile al “conduttore-futuro acquirente”, il quale paga il canone; dopo un certo periodo di tempo il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni pagati.

Esempio: Si consideri la vendita di un appartamento per il prezzo di 100.000 Euro.
Il canone mensile è convenuto in 1.000 euro mensili. Una parte di questo prezzo – ad esempio 500 Euro – viene dato per il godimento del bene, come se fosse un normale affitto. E questa parte si “perde”, proprio come in una normale locazione.
Il residuo, cioè i 500 Euro mancanti, si imputano al prezzo (cioè sono come un acconto sul prezzo di vendita), per cui hanno come effetto quello di ridurre il prezzo finale di vendita. Se dopo 5 anni il conduttore deciderà di acquistare il bene non dovrà pagare 100.000 euro, ma 70.000 euro, perché 30.000 sono già stati pagati con parte dei canoni.

2. Il conduttore è obbligato a comprare la casa dopo il periodo di “affitto”? Entro quale termine potrà decidere di acquistarla?

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