
Il primo trimestre del 2026 certifica un ritrovato dinamismo nel mercato del credito immobiliare, trainato dal progressivo allentamento delle politiche monetarie, secondo l’ultimo report della European Mortgage Federation (EMF), l’autorità continentale che da oltre 50 anni rappresenta l’industria ipotecaria europea.
In Italia i dati confermano una robusta riattivazione della domanda, con il volume totale dei mutui residenziali in essere che supera la soglia dei 443,5 miliardi di euro, segnando un solido +3,5% su base annua e dello 0,7% su base trimestrale.
Questo scenario, supportato da tassi di interesse scesi a livelli maggiormente sostenibili, evidenzia come le famiglie italiane stiano tornando a pianificare il proprio futuro immobiliare, seppur adottando strategie profondamente diverse rispetto ai cittadini del resto d’Europa.
Ma come si posiziona il nostro Paese rispetto ai cugini europei, specialmente sull’eterno dilemma tra tasso fisso e variabile?




