ABI: incremento tendenziale del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,42%), a febbraio 2026

ABI: incremento tendenziale del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,42%), a febbraio 2026

Come comunicato dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel recente rapporto mensile, a febbraio 2026 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,42%, in calo (-0,03%) rispetto al 3,45% del mese precedente ma in consistente aumento (+7,55%) rispetto al 3,18% di febbraio 2025.

Tasso Medio Acquisto Abitazioni
3,42%
Rapporto Mensile ABI · Dati Febbraio 2026

Il tasso Euribor a 3 mesi medio rilevato (tasso interbancario utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), inoltre, è stato del 2,01% (in leggera flessione rispetto al 2,03% del mese precedente e in netto calo rispetto al 2,53% di febbraio 2025), mentre quello IRS a 10 anni (tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) è stato del 2,79% (registrando un calo rispetto al 2,89% di gennaio 2026, ma un aumento rispetto al 2,38 di febbraio 2025).

Ascolta la sintesi Podcast!
Durata 1m 48s 16 marzo 2026
Live

Dinamiche di mercato e costo del credito:

L’analisi dei dati evidenzia una stabilizzazione al ribasso del mercato dei mutui.
Dopo le turbolenze degli anni passati (con picchi che a fine 2023 superavano ampiamente il 4,40%), il costo del denaro per le famiglie sta trovando un nuovo punto di equilibrio.

Lo spread bancario:Questo assestamento è dettato non solo dalle policy monetarie europee, ma anche dalle logiche di pricing degli istituti di credito.
Il rapporto ABI sottolinea infatti come il margine bancario (lo spread applicato dalle banche in Italia sulle nuove operazioni per compensare il proprio rischio di impresa) si attesti attualmente su +1,96% (196 punti base). Questo significa che, al netto del costo nudo del denaro dettato da Euribor o IRS, la competizione commerciale tra le banche si gioca interamente su questo margine.

Implicazioni per chi acquista casa:

La divergenza di velocità tra la discesa dell’Euribor e quella dell’IRS impone una seria riflessione per chi deve richiedere un finanziamento o valutare una surroga.
Osservando le dinamiche dei tassi interbancari di febbraio 2026, emergono tre evidenze fondamentali per ottimizzare il proprio investimento immobiliare:

  • Forte attrattività del tasso fissoIl calo marcato dell’IRS a 10 anni ha riportato i mutui a tasso fisso a livelli di assoluta competitività. Attualmente, bloccare la rata protegge il mutuatario da future volatilità garantendo un costo del debito inferiore rispetto ai valori medi dell’anno precedente.
  • Lenta flessione del tasso variabileL’Euribor a 3 mesi mostra una contrazione più rigida. Le rate dei mutui indicizzati continueranno ad alleggerirsi, ma con una progressione molto più graduale.
  • Il peso della comparazioneConsiderando lo spread medio del +1,96%, la differenza reale sulla rata mensile (e sul TAEG finale) è determinata dalle promozioni specifiche di ogni singolo Istituto bancario, rendendo l’analisi comparativa preventiva un passaggio obbligato.

L’attuale flessione dell’IRS apre una finestra temporale strategica, ideale per bloccare un mutuo a tasso fisso altamente competitivo o per surrogare finanziamenti pregressi più onerosi.
Considerando che lo spread bancario medio si mantiene rigido intorno ai due punti percentuali, il vero vantaggio economico non deriva dall’attesa passiva dei movimenti di mercato, ma dalla necessaria comparazione dei margini commerciali applicati dai singoli Istituti di credito.

Resta inteso, comunque, che la scelta del prodotto più adatto rimane sempre subordinata ad una valutazione personalizzata con il proprio consulente di fiducia.

Fonte: ABI – 14 marzo 2026

MUTUI: aumento del Taeg (3,87%) e delle richieste per il tasso variabile, a gennaio 2026