ABI: aumento del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,47%), a gennaio 2026

ABI: aumento del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,47%), a gennaio 2026

Come comunicato dall’ABI (associazione bancaria italiana) nel recente rapporto mensile, a gennaio 2026 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,47%, in aumento rispetto al 3,38% del mese precedente e al 3,12% di gennaio 2025.

Tasso Medio Nuovi Mutui (Gen 2026)

3,47%

In lieve rialzo rispetto al 3,38% di dicembre 2025

Il tasso Euribor a 3 mesi medio rilevato (tasso interbancario utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), inoltre, è stato del 2,03% (in lievissima flessione rispetto al 2,05% di dicembre 2025, ma in netto calo rispetto al 2,71% dell’anno precedente), mentre quello IRS a 10 anni (tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) è stato del 2,89% (sostanzialmente stabile rispetto al 2,90% del mese precedente, ma in aumento rispetto al 2,49% registrato a gennaio 2025).

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Durata 1m 54s 15 Febbraio 2026
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Perché il tasso è salito, se gli indici scendono?

DIVERGENZA TECNICAUn osservatore attento noterà che mentre gli indici interbancari di riferimento (Euribor e IRS) mostrano una stabilità o una lieve discesa su base mensile, il tasso medio finale applicato alla clientela ha registrato un incremento.

Questo fenomeno si spiega analizzando la composizione del tasso finito, che non dipende solo dal costo del denaro (l’indice), ma anche dallo spread applicato dagli Istituti di credito e dalle politiche commerciali del momento.
Dopo mesi di discese aggressive per stimolare il mercato, infatti, è fisiologico assistere a lievi “rimbalzi tecnici” o assestamenti dei listini bancari.

Tuttavia, il quadro generale rimane estremamente favorevole rispetto al biennio precedente: il tasso odierno del 3,47% è lontano dai picchi di fine 2023, confermando una normalizzazione del mercato del credito.

Gli indici di riferimento nel dettaglio:

Per comprendere la sostenibilità di un mutuo oggi, è fondamentale monitorare i parametri che ne determinano il costo futuro. Questa la fotografia scattata a gennaio 2026:

Parametro Analisi & Contesto Valore
Euribor 3 Mesi
(Mutui Variabili)
Si mantiene stabile vicino alla soglia psicologica del 2%, riflettendo fedelmente la politica monetaria della BCE con il tasso sui depositi fermo al 2,00%. 2,03%
IRS 10 Anni
(Mutui Fissi)
La curva dei tassi mostra un valore superiore al breve termine (+0,86%), segnalando che i mercati prevedono una crescita economica moderata nel lungo periodo. 2,89%

Dinamiche della domanda e spread bancario:

Un dato rilevante che emerge dal rapporto è la ripresa della domanda.
A gennaio 2026, infatti, i prestiti alle famiglie sono cresciuti per il tredicesimo mese consecutivo.

Questo rinnovato dinamismo si riflette anche sul margine di guadagno delle banche, con il differenziale tra i tassi sui nuovi prestiti e il tasso medio sulla raccolta (spread bancario complessivo su famiglie e società) che si è attestato a 185 punti base.

Cosa significa per chi deve comprare casa oggi?

L’attuale scenario suggerisce una fase di consolidamento.
Non siamo più in una fase di “caduta libera” dei tassi, ma in una zona di stabilità.

  • Per chi sceglie il fissoCon un IRS al 2,89% e un tasso finito medio al 3,47%, l’offerta rimane competitiva per chi cerca certezza nella rata per i prossimi 20 o 30 anni.
  • Per chi valuta il variabileIl differenziale ridotto rispetto al fisso e i tassi BCE stabili rendono questa opzione interessante solo per chi ha una propensione al rischio medio-alta o prevede di estinguere il mutuo in tempi brevi.

In conclusione, sebbene si registri un lieve incremento mensile, il mercato immobiliare e creditizio di inizio 2026 offre condizioni di finanziamento decisamente più sostenibili rispetto al passato recente, con un maggior supporto per il mercato delle compravendite residenziali.

Disclaimer e note legali:

Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sui dati diffusi dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel rapporto di Febbraio 2026 e hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, offerta al pubblico o sollecitazione all’investimento.

I tassi riportati (Euribor, IRS e tassi medi finiti) sono riferimenti statistici soggetti a variazioni di mercato giornaliere e dipendono dal merito creditizio (scoring) del singolo richiedente.
Si invita, quindi, a verificare le condizioni economiche aggiornate ed effettive direttamente presso gli Istituti di credito o tramite consulenti abilitati.

Fonte: ABI – 14 febbraio 2026

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