
Come comunicato dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel recente rapporto mensile, a novembre 2025 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,30%, in lieve diminuzione rispetto al 3,31% del mese precedente e in aumento rispetto al 3,23% di novembre 2024.
Il tasso Euribor a 3 mesi medio rilevato (tasso interbancario utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), inoltre, è stato del 2,04% (in leggero rialzo rispetto al 2,03% del mese precedente e in calo rispetto al 3,01% di novembre 2024), mentre quello IRS a 10 anni (tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) è stato del 2,72% (2,63% a ottobre 2025, 2,32% a novembre 2024).
Dinamica dei tassi e confronto storico:
L’analisi tecnica dei parametri di riferimento evidenzia un consolidamento del mercato dopo la forte volatilità del biennio precedente, con variazioni che a novembre hanno mostrato un mercato con andamenti asimmetrici:
- Mutui: il tasso medio ha mostrato una sostanziale stabilità, con una variazione mensile pari al -0,01%.
- Euribor (tasso variabile): si conferma l’appiattimento della curva sui tassi a breve, con un movimento marginale del +0,01% rispetto a ottobre.
- IRS (tasso fisso): registra la variazione più significativa, con un incremento di +0,09% su base mensile, segnalando una maggiore reattività ai rendimenti obbligazionari a lungo termine.
Questo scenario indica che le banche stanno cercando di assorbire le oscillazioni di mercato, per mantenere il più possibile competitiva l’offerta commerciale.
Variabile vs fisso: la forbice si allarga
Un dato tecnico rilevante emerge dal confronto diretto tra gli indici, con l’Euribor (2,04%) che rimane ancorato su livelli bassi riflettendo la politica accomodante della BCE, mentre l’IRS a 10 anni (2,72%) anticipa la prevista normalizzazione del ciclo economico, proiettando fiducia sulla stabilità del prossimo decennio
Attualmente lo spread, ovvero la differenza tra i due parametri è di 68 punti base.
Questo scenario impone una scelta strategica netta: optare per il risparmio immediato del variabile (accettando il rischio di future fluttuazioni) o bloccare la rata con il fisso, pagando un premio per la sicurezza che, nonostante i recenti rialzi, appare contenuto rispetto alla media storica.
Prospettive e strategie per il 2026:
A oggi, le proiezioni basate sulle decisioni della BCE e sull’andamento dell’inflazione suggeriscono una “nuova normalità” per il costo del denaro.
I fattori chiave da considerare, per chi si appresta a richiedere un finanziamento, sono:
- Sicurezza del tasso fisso: nonostante il recente rialzo dell’IRS (circa +17,2% su base annua), bloccare la rata rimane la strategia preferibile per chi ha un orizzonte temporale lungo e vuole evitare sorprese.
- Opportunità Green: le banche continuano a incentivare l’acquisto di immobili in classe energetica elevata, offrendo sconti sul tasso (spread) che possono arrivare fino a -0,20% rispetto alle condizioni standard.
- Sostenibilità della rata: con tassi stabili al 3,30%, il mercato è tornato accessibile, ma è fondamentale calcolare il rapporto rata/reddito includendo un “cuscinetto” di sicurezza.
In definitiva, sebbene l’era dei tassi zero sia ormai archiviata, la stabilità raggiunta a fine 2025 apre una finestra di opportunità concreta per l’acquisto immobiliare, premiando chi saprà muoversi con tempestività sfruttando anche le attuali agevolazioni per l’efficienza energetica.
Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo e non costituiscono sollecitazione all’investimento, né consulenza finanziaria personalizzata.
Sebbene i dati siano stati elaborati con la massima cura basandosi su fonti ufficiali (ABI, BCE), i tassi di interesse e le condizioni di mercato sono soggetti a variazioni frequenti.
Si invita quindi il lettore a verificare le condizioni contrattuali aggiornate presso il proprio Istituto di credito o consulente di fiducia, prima di intraprendere qualsiasi impegno economico.
Fonte: ABI – 13 dicembre 2025
MUTUI: lieve rialzo congiunturale del Taeg (3,73%) e ritorno del tasso variabile, a ottobre 2025