Mercato residenziale: aumento dei prezzi (+3,3%) e dei canoni (+6,0%), nei trend immobiliari del 2025

Mercato residenziale: aumento dei prezzi (+3,3%) e dei canoni richiesti (+6,0%), nei trend di offerta del 2025

Il mercato immobiliare residenziale in Italia chiude il 2025 consolidando una fase di crescita netta, supportata da nuove dinamiche macroeconomiche.
I dati emersi dal recente Market Monitor di Immobiliare Insights, delineano uno scenario nel quale l’acquisto di una casa torna a essere un traguardo più accessibile grazie al mutato scenario creditizio, ma il mercato dell’affitto subisce un’impennata dei costi che mette alla prova la tenuta degli attuali redditi.

Questa analisi non si limita a osservare l’offerta di mercato, ovvero i prezzi e i canoni richiesti dagli inserzionisti della nota piattaforma immobiliare, ma si integra con i flussi istituzionali dell’Agenzia delle Entrate (OMI) e di Banca d’Italia, con una fotografia multidisciplinare che ha incrociato le aspettative dell’offerta con le dinamiche reali.
Evidenzia inoltre come sul fronte delle metropoli, Firenze e Roma guidino la corsa dei rincari, mentre Milano mostra i primi, inequivocabili segnali di stabilizzazione.

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Durata 1m 53s 1 marzo 2026
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Compravendite: il taglio dei tassi BCE riaccende la domanda

La vera scintilla che ha riattivato il settore delle vendite è stata la progressiva riduzione dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, iniziata a metà del 2024.
Un costo del denaro inferiore, infatti, si traduce immediatamente in mutui più sostenibili, ampliando il bacino di utenza capace di accedere al credito.

Questa congiuntura ha generato una forte pressione di domanda e un conseguente adeguamento al rialzo delle aspettative dei venditori sui valori immobiliari in offerta nel 2025:

Dinamiche Nazionali Offerta

Pressione Domanda
+15,5%
Rispetto al 2024: In espansione
Stock in Offerta
-1,3%
Volumi sul mercato: In contrazione
Prezzo Richiesto
2.145 €/mq
Trend annuo: +3,3%

Il trend di crescita, tuttavia, non è omogeneo in tutta l’Italia.
Di seguito la ripartizione dell’aumento dei prezzi per macro-aree geografiche rispetto all’anno precedente (ricordando che dal 2021 la crescita cumulativa segna un +11,0%):

  • Nord-Est: i costi delle case in vendita sono cresciuti del +5,7%.
  • Nord-Ovest: l’incremento registrato è stato del +4,3%.
  • Centro: aumenti più contenuti con un +2,6%.
  • Sud e Isole: crescita marginale attestata al +1,5%.

Locazioni: stock in aumento ma canoni ai massimi storici

Se le compravendite beneficiano del credito agevolato, il mercato delle locazioni in Italia segue una traiettoria più complessa.
Dopo anni di carenza di offerta, il 2025 ha visto un ritorno di immobili destinati all’affitto e questo incremento di disponibilità (pari al +18,7%) ha assorbito parte della pressione di domanda, che segna un -8,9%.

Tuttavia, la richiesta di case in affitto rimane tripla rispetto a quella per l’acquisto, sostenendo i prezzi verso l’alto:

Allarme Costo Locazioni
+28,7%
Incremento cumulativo dei canoni medi in Italia, dal 2021 a fine 2025

Per comprendere la portata degli aumenti nell’ambito dell’offerta, basta osservare l’andamento dei canoni richiesti che, a fine 2025, si attestavano a una media nazionale di 9,80 €/mq, segnando un +6,0% netto sul 2024.
La fotografia degli incrementi territoriali rivela una spinta particolarmente aggressiva:

Macro-Area Geografica Variazione Canoni (2024 – 2025)
Centro +8,8%
Sud +7,8%
Isole +6,1%
Nord-Ovest +4,8%
Nord-Est +4,6%

Focus Roma: la Capitale accelera, superando il trend nazionale

Un’analisi dettagliata merita Roma, che si distingue per performance nettamente superiori alla media nazionale, posizionandosi come uno dei mercati più dinamici e competitivi d’Italia.
Nella Capitale si osserva, inoltre, una doppia accelerazione: chi compra è spinto dal valore rifugio del mattone romano, chi affitta deve scontrarsi con una domanda interna e turistica in continua tensione.

I numeri chiave di Roma nel 2025:

Sul fronte delle compravendite, Roma registra un aumento dei prezzi del +6,9%, posizionandosi seconda in Italia solo dietro Firenze.
Ancor più incisivo è il dato sulle locazioni: i canoni romani segnano un impressionante +9,0%, inserendo la città al terzo posto per i rincari più severi a livello nazionale.
Questo andamento dimostra come la Capitale stia attraversando una fase di forte rivalutazione immobiliare, trainata da un rinnovato interesse per le aree centrali e semicentrali.

Milano e le altre metropoli: la mappa delle disuguaglianze urbane

Il confronto tra i grandi centri urbani evidenzia un’Italia a due velocità, dove la storica locomotiva milanese mostra i primi segnali di stabilizzazione, mentre altre città intercettano nuovi flussi di capitale.

  • I leader assoluti della crescita urbana

    Nelle compravendite, Firenze domina la classifica con un +7,9%, seguita da Roma (+6,9%), Bari (+5,5%) e Bologna (+5,0%).
    Passando agli affitti, le fiammate più alte si registrano a Bari (+11,0%) e Genova (+10,2%), con Venezia a ridosso (+8,9%).
    Rincari più lievi si notano a Firenze (+2,9%), Cagliari (+2,4%) e Bologna (+1,4%).

    Insight strategico: le piazze storicamente secondarie, o legate al turismo, stanno colmando il gap di prezzo con le metropoli primarie.

  • La stabilizzazione del fenomeno Milano

    Milano registra un modesto +2,2% sulle richieste di vendita, pur mantenendo il primato assoluto di città più cara d’Italia con 5.551 €/mq.
    Il dato più interessante arriva però dagli affitti: pur rimanendo inarrivabile come costi assoluti proposti (22,2 €/mq), Milano è l’unica grande metropoli a registrare una flessione dei canoni offerti sul mercato (-0,5%).

    Insight Strategico: Il mercato immobiliare milanese sembra aver raggiunto, per il momento, il suo tetto massimo di sostenibilità fisiologica.

  • Le contrazioni del Sud e le opportunità

    In controtendenza, Messina e Reggio Calabria segnano un lieve calo sui valori di vendita, rispettivamente del -0,7% e del -0,9%. Reggio Calabria si conferma l’unico grande centro metropolitano con prezzi inferiori a 1.000 euro (862 €/mq). In coda alla spesa per gli affitti troviamo Palermo (9,2 €/mq), Messina (7,9 €/mq) e Reggio Calabria (5,8 €/mq).

Accessibilità economica (Affordability): il divario per i redditi singoli

L’indice di affordability, calcolato incrociando i prezzi medi con i redditi netti comunali, restituisce un quadro netto sulla sostenibilità del mercato:

Profilo Acquirente Accesso alle Compravendite Accesso alle Locazioni
Single (Mono-reddito) 28% del mercato 15% del mercato
Coppia (Bi-reddito) 57% del mercato 57% del mercato

Geografia dell’accessibilitàDal punto di vista territoriale, il Nord-Ovest e le Isole offrono una maggiore accessibilità per gli affitti, mentre il Centro e il Nord-Est risultano costantemente sotto la media nazionale per capacità di spesa reale degli abitanti, a causa di prezzi non allineati ai salari locali.

Prospettive e ripercussioni strategiche sul mercato:

I dati del 2025 tracciano un perimetro chiaro: ci troviamo in una fase di forte “ritorno all’acquisto”.
La forbice tra mutui più accessibili e affitti sempre più onerosi sta spingendo una larga fetta di utenza a preferire l’indebitamento a lungo termine per l’acquisto della prima casa, svuotando progressivamente la convenienza finanziaria della locazione per chi dispone di risparmi iniziali da investire.

Tuttavia, il mercato delle locazioni non è destinato a sgonfiarsi.
Le barriere all’ingresso per i mutui (come l’anticipo del 20% cash e le garanzie bancarie) manterranno un vasto bacino di domanda obbligata verso l’affitto, in particolare tra i giovani, gli studenti e i lavoratori fuori sede.

L’assestamento di piazze primarie come Milano suggerisce che la crescita sta semplicemente cambiando asse, spostandosi verso centri come Roma, Firenze e le grandi città del Sud, dove i margini di rivalutazione offrono ancora ottime opportunità per gli investimenti immobiliari.

Market View 2025-2026

Fonte dati: prima edizione di Market Monitor (Febbraio 2026), elaborata da Immobiliare.it Insights su base dati proprietaria integrata con dati OMI (Agenzia delle Entrate) e Banca d’Italia. Lo studio è stato curato da un team multidisciplinare di data analyst e data scientist, che hanno analizzato anche milioni di compravendite reali ed ha riguardato 14 mercati metropolitani e 17 locali.


Fonte: Immobiliare.it – 27 febbraio 2026

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