MUTUI: per la casa il 23,6% dei finanziamenti complessivi, con una rata media mensile di quasi 600 euro

MUTUI: per la casa il 23,6% dei finanziamenti complessivi, con una rata media mensile di quasi 600 euro

Le famiglie italiane continuano a guardare agli Istituti di credito per i propri investimenti sulla casa, nonostante un contesto economico incerto.

A questo proposito, un recente studio sull’andamento del primo semestre del 2025 di Mister Credit – l’area di CRIF (azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information) dedicata ai consumatori – ha analizzato l’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani, fornendo dati chiave anche sul segmento dei mutui.
Con un’analisi che offre una panoramica essenziale per comprendere le attuali dinamiche del mercato immobiliare e creditizio.

Rata media e debito residuo:

Nel primo semestre del 2025, la rata media mensile corrisposta per i mutui risulta essersi attestata poco al di sotto dei 600 euro, mostrando una sostanziale stabilità rispetto al periodo precedente.
L’esposizione residua, ovvero l’importo ancora da rimborsare, supera di poco i 97.000 euro e risulta invece essere in calo.

Questa tendenza indica una maggiore cautela o una gestione più efficiente del debito da parte dei mutuatari.
Inoltre, le spese relative alla casa rappresentano la principale motivazione di ricorso al credito, coprendo il 34,9% delle finalità complessive.

I mutui costituiscono una parte significativa dei finanziamenti attivi in Italia.
Per meglio comprenderne la rilevanza, è utile analizzare l’evoluzione della loro incidenza nel tempo.

Ecco come si è evoluta la loro incidenza, sul totale dei contratti di credito, negli ultimi anni:

  • I sem 2021: 21,2%
  • I sem 2022: 20,2%
  • I sem 2023: 19,3%
  • I sem 2024: 23,6%
  • I sem 2025: 23,6%

Si osserva, quindi, una ripresa dell’incidenza a partire dal 2024, con un valore che si è mantenuto stabile nel semestre in corso.
Inoltre, dopo un calo nei primi anni, la percentuale si è stabilizzata, indicando una quota consistente e costante nel panorama del credito.

La distribuzione dei mutui e il loro impatto variano notevolmente a livello regionale.
Nelle regioni dove si registrano le rate medie mensili più elevate, come il Trentino-Alto Adige (405 euro), la Lombardia (317 euro) e il Veneto (305 euro), si osserva anche una maggiore incidenza.
Questo è dovuto non solo agli importi più elevati tipici di questa forma di finanziamento, ma anche al maggior valore degli immobili e alla più alta capacità reddituale delle famiglie in queste aree, che possono sostenere rate più consistenti.

Tra le regioni con un’elevata quota di popolazione con almeno un rapporto di credito attivo, si evidenzia il Lazio, che con il 66,4% si classifica al terzo posto e ha registrato un balzo in avanti del 14,1% nell’ultimo anno.
Tuttavia, in questa Regione l’esposizione residua media è di 28.284 euro e la rata media mensile è di 254 euro, valori che si discostano dalle regioni con l’incidenza più alta di mutui.

Analogamente, l’esposizione residua è più alta in regioni come il Trentino-Alto Adige (49.226 euro) e la Lombardia (40.294 euro), riflettendo il peso della quota di questo tipo di finanziamenti.
Al contrario, in regioni del Sud come la Calabria, dove il peso dei mutui casa è inferiore alla media, il debito residuo è notevolmente più contenuto (19.292 euro).

Analizzando il profilo di chi accede ai mutui, emerge un’interessante ripartizione per genere.
La quota delle donne che sottoscrivono un mutuo, infatti, sale al 45,7% del totale, un valore superiore rispetto all’incidenza complessiva nel mondo del credito.

Suggendo che, probabilmente, le famiglie tendano a suddividere l’impegno finanziario tra più soggetti nel caso di rate più elevate, con una maggiore partecipazione femminile rispetto alle altre forme di finanziamento.

La prudenza dei mutuatari italiani:

I dati del primo semestre 2025 riflettono un mercato dei mutui che, seppur stabile nella rata media, mostra una chiara tendenza alla riduzione dell’esposizione residua.
Questo comportamento prudente da parte dei consumatori, unitamente a politiche di credito attente, contribuisce a mantenere una bassa rischiosità complessiva del debito.

La persistenza dei mutui come motore principale degli investimenti immobiliari conferma la centralità dell’abitazione per le famiglie italiane, evidenziando come le dinamiche regionali siano fortemente influenzate da fattori socio-economici e dalla capacità di reddito locale.
Continuare a monitorare queste tendenze sarà fondamentale per comprendere le future evoluzioni del settore.

Fonte: CRIF – 8 settembre 2025

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