Mutui: sostanziale stabilità del TAEG (3,95%) a giugno 2026, con incremento delle richieste per il tasso variabile

Grafico dell'andamento rilevato a giugno 2026, con leggera flessione del TAEG al 3,95% e incremento delle richieste per il tasso variabile nelle richieste da parte delle famiglie per l’acquisto di abitazioni
Il mercato dei mutui in Italia a giugno 2026 consolida una fase di chiara stabilizzazione, assorbendo le precedenti tensioni creditizie. Il TAEG sulle nuove erogazioni flette marginalmente al 3,95%, accompagnato da una robusta iniezione di liquidità che porta i volumi a 5,91 Mld €. Emerge un differenziale marcato tra le tipologie di ammortamento: il debito a breve termine (variabile) offre un forte risparmio immediato con un tasso d’ingresso del 3,04%, rispetto al 3,61% delle condizioni di finanziamento oltre l’anno (fisso). Nonostante l’evidente convenienza economica iniziale del variabile, la domanda premia il tasso fisso, scelto dall’80,1% dei richiedenti, che preferiscono pagare un “premio” per garantirsi la stabilità a lungo termine.Sintesi di DELLE VITTORIE House Trading, sui dati del report “Banche e moneta” della Banca d’Italia.

Come comunicato dalla Banca d’Italia, attraverso il consueto report mensile, a giugno 2026 i tassi di interesse sui nuovi prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – comprensivi delle spese accessorie (Taeg, Tasso Annuale Effettivo Globale), si sono collocati al 3,95% (3,96% nel mese precedente, 3,60% a giugno 2025).

Scelta Tasso Fisso80,1%
Volumi Erogati5,91 Mld €

La quota di questi prestiti, con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno, è stata pari al 19,9% (contro il 18,7% rilevato nel mese di maggio 2026), segnando un moderato ma significativo recupero della propensione delle famiglie verso soluzioni a tasso variabile. Il tasso di erogazione effettivo medio sul complesso delle operazioni si è assestato al 3,50%, evidenziando una robusta liquidità immessa nel sistema bancario.

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Durata 2m 06s 12 agosto 2026
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Mutui: finanziamenti in crescita in Italia (+3,5%), con tassi medi al 3,37% nel Q1 2026

Mutui: finanziamenti in crescita in Italia (+3,5%), con tassi medi al 3,37% nel Q1 2026
Il mercato dei mutui in Italia, nel primo trimestre 2026, riprende slancio grazie all’allentamento delle politiche monetarie. Lo stock dei finanziamenti residenziali in essere, infatti, ha raggiunto quota 443,5 miliardi di euro, registrando una solida espansione del +3,5% su base annua. Sul fronte delle erogazioni, le famiglie confermano la propensione alla sicurezza scegliendo il tasso fisso nell’81,7% dei casi, a fronte di un tasso medio nazionale che si stabilizza al 3,37%.Analisi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati ufficiali della European Mortgage Federation (EMF).

Il primo trimestre del 2026 certifica un ritrovato dinamismo nel mercato del credito immobiliare, trainato dal progressivo allentamento delle politiche monetarie, secondo l’ultimo report della European Mortgage Federation (EMF), l’autorità continentale che da oltre 50 anni rappresenta l’industria ipotecaria europea.
In Italia i dati confermano una robusta riattivazione della domanda, con il volume totale dei mutui residenziali in essere che supera la soglia dei 443,5 miliardi di euro, segnando un solido +3,5% su base annua e dello 0,7% su base trimestrale.

Questo scenario, supportato da tassi di interesse scesi a livelli maggiormente sostenibili, evidenzia come le famiglie italiane stiano tornando a pianificare il proprio futuro immobiliare, seppur adottando strategie profondamente diverse rispetto ai cittadini del resto d’Europa.
Ma come si posiziona il nostro Paese rispetto ai cugini europei, specialmente sull’eterno dilemma tra tasso fisso e variabile?

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Durata 1m 59s 14 luglio 2026
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Mutui: incremento delle compravendite assistite, della quota green e delle richieste di under 36

Mutui: incremento delle compravendite assistite da mutuo, della quota green e delle richieste di under 36

In una fase del ciclo economico dominata dall’instabilità, il sostegno del credito si conferma l’asse portante del mercato immobiliare residenziale arrivando a sostenere quasi una transazione su due, secondo la prima edizione 2026 del Borsino Mutui Acquisto Casa curata da MutuiSupermarket e Nomisma.
Questa dinamica si innesta in un quadro in cui i prezzi degli immobili residenziali sono previsti in rialzo di un ulteriore +1,5% annuo nominale tra il 2026 e il 2028, nonostante il mercato debba assorbire un graduale incremento del costo del denaro:

Tasso Fisso (IRS)

  • L’Indice IRS a 20 anni (il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso) si attesta oggi al 3,32%.
  • Garantisce certezza della rata nel lungo periodo, proteggendo dalla volatilità.

Tasso variabile (Euribor)

  • L’Euribor a 3 mesi (il parametro di riferimento per il tasso variabile) è attualmente al 2,37%.
  • L’attesa è di un rialzo stimato fino al 2,8%, entro il primo trimestre 2027.

Ma come si traducono queste proiezioni finanziarie nelle scelte reali degli acquirenti e nelle nuove strategie per realizzare il desiderio di proprietà?

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Durata 2m 06s 24 giugno 2026
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ABI: lieve aumento tendenziale del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,49%), a maggio 2026

Immagine che rappresenta il lieve aumento tendenziale del tasso medio dei mutui per l’acquisto di abitazioni (3,49%), rilevato a maggio 2026 dall'ABI

Come comunicato dall’ABI (associazione bancaria italiana) nel recente rapporto mensile, a maggio 2026 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 3,49%, in lieve aumento rispetto al 3,47% del mese precedente e al 3,17% di maggio 2025.

Sintesi indicatori ABI
  • Tasso Medio Mutui
    3,49%

    Tasso maggio 2026
  • IRS 10 Anni
    3,08%

    Tasso fisso
  • Euribor 3 Mesi
    2,23%

    Tasso variabile

Il tasso Euribor a 3 mesi medio rilevato (tasso interbancario utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile), inoltre, è stato del 2,23% (in rialzo rispetto al 2,17% di aprile 2026 e in aumento rispetto al 2,09% dell’anno precedente), mentre quello IRS a 10 anni (tasso interbancario di riferimento utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso) è stato del 3,08% (in lieve crescita rispetto al 3,06% del mese precedente, e in netto aumento rispetto al 2,53% registrato a maggio 2025).

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Durata 2m 01s 22 giugno 2026
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Mutui: attivi in quasi il 60% delle compravendite a Roma, con una rata media di 880 euro

Mutui: in sei compravendite su dieci a Roma (rata media di 880 euro). La mappa del credito da Genova (539 euro) a Milano (1.130 euro)

Il mercato immobiliare non è fatto solo di mattoni, ma anche della liquidità necessaria per acquistarli. Da questo punto di vista, i dati consuntivi del recente Rapporto 2026 dell’Osservatorio del mercato immobiliare, delineano un paradigma inequivocabile: Roma è l’epicentro assoluto della dipendenza dal credito in Italia.
Quasi sei compravendite su dieci nella Capitale, infatti, si sono realizzate nel 2025 grazie all’intervento di un mutuo:

Radiografia del Credito a Roma

  • Incidenza acquisti
    Mutui sul totale59,0%

    Record metropoli
  • Capitale Unitario
    Importo Medio193.400 €

    +8.800 € sul 2024
  • Sostenibilità
    Rata Mensile880 €

    -3,8% sul 2024
  • Orizzonte Debito
    Durata Media27,0 Anni

    Media ITA 25,6

Mentre il costo del denaro flette, riducendo il tasso d’interesse medio iniziale al 3,49% (-0,33% sul 2024), la vera sfida per le famiglie capitoline diventa la gestione del capitale.
L’importo medio richiesto, infatti, ha costretto i mutuatari a dilatare la durata del debito fino a 27 anni, per mantenere la sostenibilità della rata mensile.

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Durata 5m 58s 28 maggio 2026
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Mutui Green: tassi più convenienti anche per le classi C e D, con i nuovi criteri di valutazione bancaria

Mutui Green: tassi più convenienti anche per le classi C e D, con i nuovi criteri di valutazione bancaria

L’accesso ai finanziamenti per l’acquisto della casa in Italia sta affrontando un profondo e irreversibile cambio di paradigma.
Fino a un biennio fa, i mutui a condizioni agevolate costituivano un prodotto di nicchia, confinato quasi esclusivamente agli acquirenti di immobili in classe energetica A o B. Oggi, invece, anticipando la stringente transizione ecologica imposta dall’Europa, il mercato del credito si allarga.

Alcune banche, infatti, stanno progressivamente estendendo l’applicazione di tassi più convenienti alle abitazioni in classe C, D e, subordinatamente a severi parametri geografici, alla classe E, secondo l’ultimo report di MutuiOnline.
Questa apertura del mercato non è una semplice manovra promozionale, ma deriva dai minori rischi di svalutazione degli immobili a maggiore efficienza energetica, che vengono giudicati intrinsecamente più sicuri anche per i loro minori costi di gestione.

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Durata 1m 38s 18 maggio 2026
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