Mercato residenziale: prezzi in rallentamento nel Q2 2026, tra sconti minimi e canoni in forte crescita

Mercato residenziale: prezzi in rallentamento nel Q2 2026, tra sconti minimi e canoni in forte crescita
Nel Q2 2026 rallenta la crescita dei prezzi di vendita, con un freno marcato nel Nord-Ovest. Restano minimi i margini di trattativa (sconto medio 7%) e rapidi i tempi di vendita (5 mesi). Accelerano invece i canoni di locazione nella maggior parte del Paese.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Banca d’Italia (Sondaggio 12/08/2026).

Secondo il sondaggio congiunturale condotto dalla Banca D’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate, dal 18 giugno al 21 luglio 2026 presso un campione di circa 1.500 agenti immobiliari, nel secondo trimestre del 2026 il mercato immobiliare italiano segnala un’evidente decelerazione nella crescita dei valori.
La differenza tra gli operatori che indicano prezzi in aumento e quelli che rilevano una diminuzione si è ridotto a 7 punti percentuali (rispetto ai 12 del trimestre precedente), evidenziando una fase di rallentamento che trova la sua punta massima nel Nord-Ovest.

L’attività transattiva resta comunque vivace e la quota di agenzie che hanno concluso almeno una compravendita è pari all’86%, un dato che riflette una buona solidità nonostante l’offerta continui a contrarsi sensibilmente. Questa dinamica suggerisce che non siamo di fronte a una crisi della domanda del mercato, ma a un riposizionamento strategico dell’offerta verso livelli di prezzo più sostenibili.

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Durata 1m 54s 13 agosto 2026
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Vendita quota post-superbonus: si possono dedurre i costi di ristrutturazione pagati da un terzo?

Vendita quota post-superbonus: si possono dedurre i costi di ristrutturazione pagati da un terzo?

Se vendo a un comproprietario la quota di un immobile che ha avuto interventi incentivati con il Superbonus pagati da altri, sono soggetto alla tassazione sulle plusvalenze? Posso usare una perizia giurata per calcolare il valore iniziale dell’immobile, visto che non conosco i costi di costruzione e di acquisto del terreno?
Risposta al quesito:

La compravendita di immobili, se intrecciata alle dinamiche del Superbonus 110%, rischia di trasformarsi fiscalmente in un campo minato.
Una delle casistiche più insidiose riguarda le comproprietà con “titolo di provenienza misto” (quote in parte ereditate, in parte acquistate) e la gestione dei costi inerenti, specialmente quando l’esborso economico è stato sostenuto da un solo soggetto.

Se si decide di cedere la propria quota ad un contitolare, si è davvero tenuti a pagare le imposte sulla plusvalenza generata riguardo i lavori non sostenuti? E come si quantifica il valore di partenza se i costi originari di costruzione non sono più documentabili?
Con la risposta n. 158 del 10 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni sulla gestione delle compravendite familiari successive a interventi edilizi agevolati. Analizziamo insieme, quindi, quali siano le strategie da implementare, per una corretta pianificazione fiscale.

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Durata 2m 13s 13 agosto 2026
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Mercato residenziale: Roma regina delle ricerche, Gorizia e Trieste le più rapide nei tempi di vendita del Q2 2026

Mercato residenziale: Roma regina delle ricerche, Gorizia e Trieste le più rapide nei tempi di vendita del Q2 2026
L’analisi del mercato immobiliare italiano per il secondo trimestre 2026 evidenzia Roma come capoluogo più ambito, con un indice di domanda relativa record pari a 4,28. Lecce e Cagliari confermano la forte attrattività del Mezzogiorno completando il podio. Milano, pur con volumi di interazione inferiori causati dal filtro del prezzo, mantiene una liquidità eccellente con un assorbimento dell’offerta in soli 57 giorni medi. I dati misurano la pressione sui portali di listing e le aspettative dei venditori, non i prezzi di effettivo transato.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati dell’Ufficio Studi idealista.

Il mercato immobiliare italiano del secondo trimestre del 2026 ridefinisce i rapporti di forza tra le grandi aree urbane, ridisegnando la mappa dell’attrattività residenziale.
Secondo i recenti dati elaborati dall’Ufficio Studi del portale Idealista, infatti, è Roma a posizionarsi come il capoluogo più ambito del Paese, esercitando una pressione senza eguali sullo stock abitativo disponibile, mentre piazze storicamente calde come Milano mostrano dinamiche di assorbimento profondamente diverse.

La pressione generata dai potenziali acquirenti (contatti, e-mail, condivisioni) rispetto allo stock disponibile, è rappresentato dall’indice di domanda relativa che restituisce una fotografia del “sentiment” di mercato e del livello di competizione per i singoli immobili pubblicati dagli inserzionisti della nota piattaforma.

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Durata 2m 06s 6 agosto 2026
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Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili

Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili
Oltre il 43% del patrimonio edilizio mondiale risale a prima del 1980, delineando un rischio sistemico per il mercato. In Italia, la diffusa vetustà degli immobili si scontrerà con un picco della domanda per il raffrescamento estivo stimato al +85% entro il 2050. Mentre l’emergenza termica impone un severo deprezzamento per le case vulnerabili, si impone la necessità di incentivare la rigenerazione profonda per tutelare il valore futuro del patrimonio immobiliare.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Scientific Reports (Florio et al., 2026). DOI: 10.1038/s41598-026-58888-y

Il mercato immobiliare globale sta affrontando uno stress test senza precedenti, guidato non dall’inflazione o dai mutui, ma dalla conformazione degli edifici.
Su scala globale, quasi la metà del patrimonio edilizio (il 43%) risale a prima del 1980, un’epoca in cui l’efficienza energetica era un concetto inesistente. Questa diffusa obsolescenza architettonica fa sì che oggi, nel mondo, circa 48 milioni di persone vivano in aree ad altissima vulnerabilità climatica, con una proiezione di crescita del rischio fino al +30% entro la fine del secolo:

Edifici Pre-1980 (Globale)43%Popolazione Vulnerabile Attuale48 MilioniRischio Demografico (2100)+30%

A misurare scientificamente la necessità di intervenire sull’attuale consumo energetico del parco immobiliare mondiale, è stato l’imponente studio — intitolato “Una valutazione globale basata su proxy della vulnerabilità alla climatizzazione degli edifici” (Florio, P., Uhl, J.H., Politis, P. et al., Sci Rep 16, 22656, 2026), nel quale i ricercatori hanno incrociato dati satellitari e rilievi architetturali su scala mondiale, restituendo un’interessante fotografia sulla situazione attuale.
Calando questo allarmante macro-scenario nel nostro contesto, l’urgenza appare persino maggiore: in Europa, e in particolar modo in Italia, la percentuale di edifici storici e termicamente inadeguati supera drammaticamente la media mondiale.

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Durata 1m 42s 5 agosto 2026
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Mercato residenziale: prezzi in crescita tendenziale a luglio 2026 (+3,1%), nonostante la flessione mensile (-1,1%)

Mercato residenziale: prezzi in crescita tendenziale a luglio 2026 (+3,1%), nonostante la flessione mensile (-1,1%)
Il mercato immobiliare italiano a luglio 2026 registra un riadattamento fisiologico dei prezzi richiesti dagli inserzionisti sul portale Idealista, riflettendo una tattica di riposizionamento da parte dei venditori. Il prezzo medio di offerta (asking price) si assesta a 2.030 euro/mq, evidenziando una flessione mensile del -1,1% e trimestrale del -1,2%, supportata tuttavia da un solido rialzo del +3,1% su base annua.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Ufficio Studi idealista.

Il mercato residenziale italiano archivia il mese di luglio 2026 con un fisiologico raffreddamento delle aspettative economiche di chi vende casa, secondo l’analisi elaborata dall’Ufficio Studi del portale immobiliare Idealista:

I Numeri del Mercato di luglio 2026

  • Prezzo medio offerta
    Media Italia
    2.030 €/m²
  • Trend mensile
    Breve periodo
    -1,1%
  • Trend annuo
    Lungo periodo
    +3,1%

La flessione congiunturale su base mensile e trimestrale (-1,2%) suggerisce che gli inserzionisti della nota piattaforma immobiliare stiano intercettando una domanda resa più riflessiva e cauta dal contesto macroeconomico, con una ricalibrazione delle pretese dei venditori per accelerare i tempi di assorbimento.
Ciononostante, il mercato immobiliare italiano mantiene una buona solidità, con una robusta crescita tendenziale consolidata negli ultimi dodici mesi di contrattazioni.

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Durata 1m 54s 4 agosto 2026
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Risoluzione del contratto preliminare: la restituzione della caparra, è soggetta a tassazione?

Risoluzione del contratto preliminare: la restituzione della caparra, è soggetta a tassazione?
La risoluzione per mutuo consenso di un contratto preliminare immobiliare comporta l’applicazione dell’imposta di registro proporzionale del 3% sull’intero importo della caparra restituita. Questo principio sancisce che l’annullamento volontario configura un nuovo e autonomo contratto, evidenziando un onere fiscale per le parti.Approfondimento curato da DELLE VITTORIE House Trading, sull’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 22164 del 28 giugno 2026.
Abbiamo risolto consensualmente il contratto preliminare che avevamo sottoscritto, con la restituzione delle somme versate a titolo di caparra confirmatoria: dobbiamo pagare qualcosa con la registrazione della risoluzione?
Risposta al quesito:

La risposta è affermativa: quando le parti decidono di comune accordo di risolvere un contratto preliminare e restituire la caparra, l’operazione non viene considerata dall’Amministrazione finanziaria come un semplice ripristino della situazione iniziale, bensì come un nuovo atto avente contenuto eguale e contrario a quello originario.

Una recente pronuncia della giurisprudenza di legittimità, ha definito con chiarezza l’orientamento tributario in materia, stabilendo che la risoluzione consensuale comporti un onere fiscale proporzionale sull’ammontare complessivo della caparra restituita, configurandosi come un autonomo negozio regolato dall’articolo 28, comma 2, del D.P.R. n. 131/1986.
Analizziamo le motivazioni giuridiche, l’impatto economico dell’operazione e le eventuali strategie preventive da adottare in fase di negoziazione.

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Durata 6m 08s 31 luglio 2026
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