NOMISMA: diminuzione dei prezzi delle abitazioni nel 2020 tra lo 0,7% (città intermedie) ed il 2,0% (grandi città).

Andamento mercato immobiliare

Si è svolta oggi la presentazione del Primo Rapporto sul Mercato Immobiliare 2021 da parte di Nomisma, importante società italiana con sede a Bologna, che realizza da più di 35 anni ricerche di mercato e consulenze.

Uno dei dati più significativi che sono emersi oggi, è stato il constatare una flessione del mercato immobiliare inferiore alle aspettative:

“Il calo fatto segnare sul versante delle compravendite residenziali (-7,7%) rappresenta un esito migliore anche delle attese più ottimistiche, a cui ha concorso il dinamismo registrato fuori dai maggiori centri urbani”.

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CASA: ricerca di spazi più ampi, più luminosi o più comodi, ma chi acquista ne ha già almeno una di proprietà

Con l’arrivo della pandemia le case hanno moltiplicato le loro funzioni. Sono diventate ufficio e luogo di lavoro, aula di scuola per la didattica a distanza, poi all’occorrenza anche ristorante e bar.
Le stanze in cui abitiamo sono quelle in cui abbiamo trascorso gran parte delle giornate del 2020 e in questo primo scorcio di 2021.

Si è parlato molto di come sarebbero cambiate le abitazioni con la pandemia: la ricerca di spazi più luminosi, magari un po’ di verde, qualche metro quadro in più, una stanza più grande se possibile.
All’inizio le previsioni stimavano un mercato immobiliare a picco, visti i due mesi sostanzialmente fermi di marzo e aprile 2020.

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Mutui – i trend di un anno di pandemia: tasso fisso, prima casa e surroga

Per quanto il 2020 sia stato segnato da un calo delle compravendite, i tassi dei mutui sono rimasti molto bassi e le banche hanno concesso finanziamenti sulla casa per percentuali ben più alte del comune 80%.
A muovere buona parte dei numeri del mercato, c’è la ormai popolare surroga.

A un anno dal primo lockdown, si iniziano a tirare le somme di come sono cambiate le abitudini di spesa degli italiani e quanto stravolta ne sia uscita tutta l’economia, inclusi il mercato immobiliare e dei mutui.

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ISTAT: forte diminuzione del numero di compravendite e dei mutui nel I e II trimestre 2020, causa Covid-19

	ISTAT compravendite e mutui I trimestre 2008 e II trimestre 2020

Nel I e II trimestre 2020, si osserva una rilevante flessione delle convenzioni notarili di compravendita e delle altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari.
La rilevazione si è svolta presso i circa 5.000 notai in esercizio nel territorio nazionale.

Il totale delle compravendite ammonta a 157.126 nel I trimestre 2020 (-17,9% rispetto al IV trimestre 2019 e -17,7% su base annua) e a 149.764 nel II trimestre (-17,3% rispetto al trimestre precedente e -30,8% su base annua).

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CRIF: richieste di mutuo in crescita nel IV trimestre del 2020 (+2,8% tendenziale)

 Bussola-mutui-CRIF-flssi-erogati-quarto-trimestre-2020

In un contesto economico colpito dall’emergenza sanitaria, il mercato dei mutui dimostra una buona resilienza (+2,8% la domanda sull’anno, +4,3% le erogazioni relative ai primi 9 mesi e +10,7% rispetto al medesimo periodo del 2019), grazie a tassi di interesse ai minimi storici ed al conseguente boom delle operazioni con finalità surroga.

Dopo quasi 10 anni di riduzioni continuative, il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo aumenta nel 2020 (+2,9% rispetto al 2019), nonostante un mercato immobiliare fortemente impattato dalla pandemia (-14% compravendite residenziali, sui primi 9 mesi).

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Valore medio delle case oggetto di richiesta di mutuo, in calo tendenziale del 5,4% nel quarto trimestre del 2020

La casa è da sempre un bene rifugio per gli italiani, ma la pandemia sembra averne intaccato il valore o, quantomeno, la capacità di spesa degli aspiranti mutuatari.

Secondo l’analisi, realizzata su un campione di oltre 80.000 pratiche di richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it tra gennaio 2019 e dicembre 2020, nel corso del quarto trimestre 2020 il valore medio degli immobili che gli italiani hanno cercato di acquistare è diminuito del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2019, stabilizzandosi a 192.985 euro.

Dato preoccupante, se si considera che il 2020 era iniziato positivamente e il crollo si è registrato soprattutto a partire dalla seconda metà dell’anno.

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