Credito d’imposta: come funziona e in quali casi se ne ha diritto?

Sto valutando l’acquisto di una nuova abitazione e dovrò vendere l’appartamento in cui vivo, acquistato usufruendo delle agevolazioni ‘prima casa’. Come funziona l’applicazione del credito d’imposta per il nuovo acquisto e in quali casi se ne ha diritto?
Risposta al quesito:

La sostituzione dell’abitazione principale rappresenta uno dei momenti più delicati, non solo dal punto di vista economico, nella vita di una famiglia.
Allo scopo di evitare duplicazioni d’imposta nel caso di compravendite concatenate, l’ordinamento tributario riconosce un credito d’imposta a chi aliena a titolo oneroso una casa acquistata con le agevolazioni “prima casa” e ne riacquista un’altra con i medesimi requisiti.

La normativa (art. 7, L. 448/1998) stabilisce che il credito spettante sia commisurato all’Imposta di Registro (o all’IVA) corrisposta sul primo acquisto, con una regola di quantificazione rigida: il credito riconosciuto non può mai superare l’imposta dovuta sul nuovo acquisto.
L’amministrazione finanziaria, infatti, riconosce sempre l’importo più basso tra le due somme e l’eventuale eccedenza non dà diritto ad alcun rimborso.

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Durata 1m 39s 2 settembre 2026
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Vendita quota post-superbonus: si possono dedurre i costi di ristrutturazione pagati da un terzo?

Vendita quota post-superbonus: si possono dedurre i costi di ristrutturazione pagati da un terzo?

Se vendo a un comproprietario la quota di un immobile che ha avuto interventi incentivati con il Superbonus pagati da altri, sono soggetto alla tassazione sulle plusvalenze? Posso usare una perizia giurata per calcolare il valore iniziale dell’immobile, visto che non conosco i costi di costruzione e di acquisto del terreno?
Risposta al quesito:

La compravendita di immobili, se intrecciata alle dinamiche del Superbonus 110%, rischia di trasformarsi fiscalmente in un campo minato.
Una delle casistiche più insidiose riguarda le comproprietà con “titolo di provenienza misto” (quote in parte ereditate, in parte acquistate) e la gestione dei costi inerenti, specialmente quando l’esborso economico è stato sostenuto da un solo soggetto.

Se si decide di cedere la propria quota ad un contitolare, si è davvero tenuti a pagare le imposte sulla plusvalenza generata riguardo i lavori non sostenuti? E come si quantifica il valore di partenza se i costi originari di costruzione non sono più documentabili?
Con la risposta n. 158 del 10 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni sulla gestione delle compravendite familiari successive a interventi edilizi agevolati. Analizziamo insieme, quindi, quali siano le strategie da implementare, per una corretta pianificazione fiscale.

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Durata 2m 13s 13 agosto 2026
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Acquisto dell’appartamento attiguo: è possibile usufruire delle agevolazioni per l’ampliamento?

Acquisto dell’appartamento attiguo: è possibile usufruire delle agevolazioni per l’ampliamento?
Sono passati tre anni dall’acquisto della nostra prima casa: se oggi comprassimo l’abitazione adiacente per ingrandirla, avremmo ancora diritto alle agevolazioni fiscali?
Risposta al quesito:

Sì, nel caso in cui venga acquistata un’unità immobiliare confinante allo scopo di creare un’unica abitazione più grande (operazione che tecnicamente si definisce “fusione degli immobili”), il beneficio fiscale spetta di diritto se l’immobile risultante conserva le caratteristiche di abitazione “non di lusso”.
L’agevolazione viene riconosciuta a prescindere dal fatto che l’immobile già posseduto sia stato originariamente acquistato con le agevolazioni “prima casa” o senza averne mai usufruito.

Il fattore cronologico (i tre anni trascorsi dal primo acquisto), inoltre, non incide in alcun modo sula procedura.

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Durata 1m 50s 14 aprile 2026
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Bonus prima casa e comunione dei beni: la firma di un solo coniuge, rischia di annullare l’agevolazione?

Bonus prima casa e comunione dei beni: la firma di un solo coniuge, rischia di annullare l’agevolazione?
Mio marito sta per firmare l’atto notarile per l’acquisto della nostra prima abitazione. Siamo sposati in regime di comunione legale dei beni, per cui so che, per il diritto civile, diventerò automaticamente comproprietaria al 50%. Alla luce di questo, è necessario che io sia fisicamente presente al rogito o che rilasci delle dichiarazioni formali per ottenere gli sconti fiscali, oppure basta la firma di mio marito?

Acquistare un immobile in regime di comunione legale dei beni può far credere che l’automatismo, previsto dal diritto civile, si applichi in egual misura anche alle rigide regole tributarie.
Ma non è così e ignorare le regole può costare caro.

L’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza di legittimità, parlano chiaro: per estendere il bonus “prima casa” sull’intero immobile, non basta il vincolo matrimoniale, perché entrambi i coniugi devono assumersi le proprie responsabilità fiscali tramite dichiarazioni formali in sede di atto pubblico.

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Durata 1m 59s 24 Febbraio 2026
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Credito d’imposta: niente raddoppio dei termini, se si vende prima di riacquistare

Credito d’imposta: niente raddoppio dei termini, se si vende prima di riacquistare
Se ho due anni per vendere la vecchia casa senza perdere i benefici, ho anche due anni per comprarne una nuova e ottenere il credito d’imposta?

La risposta è negativa, se la vendita è stata effettuata prima del nuovo acquisto.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto importanti novità per il mercato immobiliare, estendendo alcune tempistiche per le agevolazioni sulla prima casa, ma interpretare queste norme richiede cautela.

Ma un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate (risposta n. 297 del 26 novembre) ha evidenziato che le nuove finestre temporali non si applicano a tutti i benefici fiscali in modo indistinto.
L’estensione dei termini, infatti, non è simmetrica e, nonostante la recente apertura normativa che concede più tempo per vendere l’immobile pre-posseduto, il termine per il riacquisto rimane invariato.

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Tardiva registrazione dei contratti di locazione: l’Agenzia delle Entrate si allinea, sanzioni più eque

Tardiva registrazione dei contratti di locazione: l’Agenzia delle Entrate si allinea, sanzioni più eque

Con la pubblicazione della risoluzione n. 56 del 13 ottobre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha messo fine ad un’annosa questione sulla tassazione dei contratti di locazione pluriennali registrati in ritardo.

Abbracciando l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, infatti, l’Agenzia ha chiarito definitivamente come calcolare la sanzione per tardiva registrazione, non più sull’imposta dell’intera durata del contratto, ma sull’imposta dovuta per la prima annualità.
Un cambio di prospettiva che favorisce un’interpretazione più equa e proporzionata della norma.

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