EUROSTAT: rapporto fra tasse e PIL in UE nel 2019 (Italia 42,6%)

Eurostat-Rapporto-complessivo-tasse-e-PIL-nell'UE-e-area-euro-tra 1995-2019

Il rapporto complessivo tra le imposte e il PIL, ovvero la somma delle imposte e dei contributi sociali netti come percentuale del prodotto interno lordo, si è attestato al 41,1% nell’Unione europea (UE) nel 2019, in diminuzione rispetto al 2018 (41,2%).
Nell’area dell’Euro, il gettito fiscale ha rappresentato il 41,6% del PIL nel 2019, invariato rispetto al 2018.

Queste informazioni provengono da una pubblicazione pubblicata da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.
Gli indicatori fiscali sono compilati in un quadro armonizzato che consente un confronto accurato dei sistemi fiscali e delle politiche fiscali tra gli Stati membri dell’UE.

Continua la lettura

EU: Italia (2,3%) non presenta un carico fiscale notevole sulla proprietà degli immobili


Secondo il report “Taxation trends in the European Union” sui livelli di tassazione nei vari paesi membri, completato nel maggio del 2019 e pubblicato dalla Commissione eropea, l’Italia non presenta un carico fiscale notevole in tema di tasse sulla proprietà.
Il report considera come “imposta sulla proprietà” sia le tasse ricorrenti sui beni immobili (Imu) sia quelle sulle altre tasse di proprietà (imposta sui trasferimenti di proprietà e sulle transazioni internazionali immobiliari).

In base al rapporto, la Francia, il Regno Unito, il Belgio, la Grecia, la Spagna e la Danimarca presentano livelli di tassazione, sulla proprietà, molto più elevati rispetto a quelli italiani.

Nel dettaglio il report mostra come il peso fiscale sulle proprietà in Francia è pari al 4,9%, in Gran Bretagna al 3,1%, in Belgio al 3,6%, in Grecia al 3,3%, in Spagna al 2,7% e in Danimarca al 2,4%.
L’Italia si posiziona al settimo posto con un 2,3%, seguita a ruota dalla Lituania, dal Portogallo e dalla Polonia.

Continua la lettura

Casa: la proprietà e la gestione costano in media 11.304 Euro l’anno; a Roma 14628 Euro

Case-costi-sostenuti-da-famiglie-italiane

Le famiglie italiane spendono in media 942 Euro al mese per la casa.
Vale a dire 11.304 Euro all’anno per proprietà e gestione dell’abitazione principale.

Un costo che comprende le rate del mutuo, le utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua), le spese condominiali, le manutenzioni e la tassa rifiuti.

Ma le cifre differiscono sensibilmente sul territorio: a parità di caratteristiche dell’immobile, al Nord le famiglie pagano mediamente il 20% in più che al Sud e sulle Isole.
Mentre a livello di singole città è Roma a guidare la classifica, con 1.219 Euro al mese, ossia 14.628 Euro annui.

È quanto emerge da uno studio condotto da Facile.it e da Mutui.it, basato su dati Istat e Dipartimento delle finanze.

Continua la lettura

COMPRAVENDITA: le risposte ai quesiti fiscali più frequenti

Ho acquistato casa, richiedendo l’applicazione della regola del prezzo-valore. L’Agenzia delle Entrate può accertare un valore dell’immobile diverso da quello indicato nell’atto?

La regola del prezzo-valore prevede la tassazione del trasferimento degli immobili sulla base del loro valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo effettivamente pattuito e indicato nell’atto.
La sua applicazione limita il potere di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che non può accertare un maggior valore ai fini dell’imposta di registro. Questa regola è ammessa, però, solo per le cessioni di immobili a uso abitativo (e relative pertinenze) acquistate da persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali.

Quali criteri utilizza l’Agenzia delle Entrate per rettificare il valore dell’immobile acquistato se non è stato richiesto il prezzo-valore?

Continua la lettura

Guide: quando si perdono le agevolazioni fiscali per l’acquisto come “prima casa”?

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse e, di conseguenza, si dovranno versare le imposte “risparmiate”, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposte stesse.

Questo può accadere se:
• le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di acquisto sono false
• l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile, anche a titolo gratuito, da adibire in tempi “ragionevoli” a propria abitazione principale.

Continua la lettura

Guide: Il “credito d’imposta” per il riacquisto della “prima casa”

Chi vende l’abitazione acquistata con le agevolazioni ed entro un anno ne compra un’altra in presenza delle condizioni per usufruire dei benefici “prima casa”, ha diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’Iva pagata per il primo acquisto agevolato.
Il credito d’imposta spetta anche quando il riacquisto avviene con contratto di appalto o di permuta.

Con la circolare n. 12/E dell’8 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in considerazioni delle modifiche che hanno interessato la normativa in materia di “prima casa”, il credito d’imposta spetta anche quando il contribuente acquista la nuova abitazione prima della vendita dell’immobile già posseduto.

Continua la lettura