USA: non si prevedono crisi sui mutui, al termine degli aiuti per la pandemia in corso

Stati Uniti

Il mercato immobiliare statunitense, come quelli di tutti i Paesi che sono stati ‘toccati’ dal Covid-19, è oggi appeso a doppio filo all’andamento del mercato del credito.
Con tutta probabilità, però, difficilmente si troverà nella stessa situazione creata dalla crisi dei mutui scoppiata alla fine del 2006.

Il mercato, in effetti, è sostanzialmente in salute: c’è un rapido assorbimento dell’offerta, i pacchetti di aiuto governativi con annesse le moratoriestanno aiutando i mutuatari e oggi, rispetto alla crisi globale generata dai subprime, ci sono molti più mezzi per individuare condizioni stressanti dal punto di vista del credito.

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FMI: impatto della crisi covid-19 sugli immobili commerciali

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Il Fondo Monetario internazionale ha appena pubblicato il Global Financial Stability Report dedicato all’impatto della pandemia sulla stabilità finanziaria e agli effetti delle misure straordinarie di sostegno all’economia in corso.

Il terzo capitolo è dedicato al settore immobiliare commerciale, colpito duramente dalla crisi, evidenziando come sia aumentata l’incertezza sulle prospettive per alcuni comparti interessati da cambiamenti strutturali della domanda.
E l’impatto negativo sui segmenti della vendita al dettaglio, degli uffici e degli hotel potrebbe risultare permanente, poiché varie attività potrebbero continuare a svolgersi in futuro da remoto e altre potrebbero trasferirsi fuori dalle grandi città.

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CBRE: investimenti in diminuzione del 26% rispetto al 2020 (Roma -5% per il settore uffici)

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Secondo i dati messi in luce dall’ultimo report curato da CBRE (grande società di consulenza immobiliare, con sede principale a Los Angeles), il volume degli investimenti in Italia nel segmento del “non residenziale”, è stato in calo del 26% nei primi tre mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 e pari ad 1,4 miliardi di euro.
Periodo che non manifestava ancora particolari ripercussioni dovute all’emergenza Covid-19.

Il trimestre, che ha fatto registrare i volumi più bassi da inizio pandemia, sconta infatti l’impatto delle misure restrittive e dei ritardi dei 12 mesi appena trascorsi, dovuti all’emergenza sanitaria, e le conseguenti incertezze su alcune asset class, complice anche una sostanziale carenza di prodotto core sul mercato.
Milano continua a essere protagonista, con quasi un terzo degli investimenti totali.

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Panoramica sulle prospettive del mercato immobiliare italiano ed europeo

EMEA asset class strategica per il 2021

Le misure restrittive per il COVID-19 applicate dai vari paesi europei hanno avuto ripercussioni più o meno gravose sui mercati immobiliari locali.
Finora i prezzi si sono dimostrati, nel complesso, abbastanza resilienti anche se com’è noto i valori degli immobili si muovono in ritardo rispetto ai volumi delle transazioni.
Pertanto, è prematuro anticiparne l’effetto reale.

I canoni di affitto invece hanno subìto una significativa riduzione a seguito del crollo della domanda, soprattutto in quei mercati europei che si basano sul lavoro e turismo.
La flessione più marcata riguarda in primis il segmento degli affitti brevi, in un quadro determinato anche dalla fuga degli studenti universitari tornati nelle loro città di residenza, e dall’interruzione dei trasferimenti lavorativi di manager e professionisti, sostituiti dalle attività in smart working.

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ISTAT: forte (e prevedibile) diminuzione del numero di permessi di costruire e delle superfici, nel secondo trimestre del 2020

ISTAT SUPERFICIE UTILE ABITABILE E NON RESIDENZIALE NUMERO DI ABITAZIONI secondo trimestre 2020

Nel secondo trimestre 2020, nel comparto residenziale, si stima un’accentuata diminuzione congiunturale del –25,6% per il numero di abitazioni e del -18,4% per la superficie utile.
Anche la superficie dei fabbricati non residenziali è in netta diminuzione rispetto al trimestre precedente (-15,5%).

Nello stesso trimestre, la stima del numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali, al netto della stagionalità, scende al di sotto della soglia delle 10.000 unità, la superficie utile abitabile si attesta intorno ai 912.000 metri quadrati, mentre quella non residenziale scende a circa 1,9 milioni di metri quadrati.

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CBRE: ritorno alla normalità degli investimenti nel settore immobiliare europeo nel 2° semestre 2022

2021 EMEA REAL ESTATE

Si intravede una ripresa del mercato immobiliare nel corso dei prossimi mesi, dopo questo duro periodo di emergenza sanitaria e, secondo il parere degli esperti, le quotazioni degli investimenti immobiliari torneranno ai livelli pre- Covid entro il 2022.

La storia registrerà il 2020 come un anno di cambiamenti convulsi.
I governi e le popolazioni di tutto il mondo hanno lottato per controllare la diffusione di COVID-19, cercando anche di gestire gli effetti a catena di un’ampia gamma di misure di controllo delle pandemie. Quasi nessun settore di attività economica o sociale è rimasto inalterato.

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