BCE: costi abitativi e proprietà delle abitazioni nell’area dell’euro

 BCE Tasso di eccessiva onerosità dei costi abitativi nell’area dell’euro nel 2019

I costi abitativi hanno un’incidenza elevata sul bilancio delle famiglie.
Tali importi comprendono in genere le spese per le utenze (acqua, energia elettrica, gas e riscaldamento), la manutenzione e le rate di affitto o il pagamento degli interessi sul mutuo, che insieme hanno rappresentato complessivamente circa un quinto del reddito speso dalle famiglie nel 2019.

Le variazioni di questi costi sono strettamente legate all’andamento del mercato immobiliare, influenzato dai prezzi degli affitti e delle abitazioni, ma anche dal pagamento dei mutui.
Inoltre, tali costi dipendono da fattori strutturali, esaminati in dettaglio nel presente riquadro, come la quota di abitazioni di proprietà o alcune caratteristiche delle famiglie.

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BCE: il mercato immobiliare nelle proiezioni macroeconomiche di marzo 2020, COVID-19 permettendo

BCE Bollettino economico 2 2020
All’interno del Bollettino economico della BCE n.2 del 2020, con gli aggiornamenti sull’evoluzione dei principali indicatori e sugli andamenti economici e monetari per l’area dell’Euro, si prevede che la ripresa del mercato immobiliare residenziale proseguirà ad un ritmo più lento rispetto al 2019 e potrebbe subire l’influenza negativa dell’epidemia di coronavirus.

L’evolvere dell’epidemia di coronavirus (COVID-19) ha peggiorato le prospettive per l’economia mondiale contenute nelle proiezioni macroeconomiche di marzo 2020 formulate dagli esperti della BCE.
Gli andamenti osservati dopo la data di ultimo aggiornamento dei dati utilizzati per le proiezioni suggeriscono, infatti, che i rischi al ribasso per l’attività mondiale connessi con l’insorgere del COVID-19 si siano in parte concretizzati; ciò implica che quest’anno l’attività mondiale si rivelerà più debole di quanto anticipato dalle proiezioni in questione.

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BCE: stabilità nel tasso dei mutui e dinamica positiva, ma in rallentamento, del mercato delle abitazioni

BCE-Tassi-compositi-sui-prestiti-per-acquisto-di-abitazioni

Il tasso composito sui prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni in Europa è rimasto sostanzialmente stabile all’1,82%, vicino al minimo storico risalente a dicembre 2016.
Il dato è presente nell’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea sugli andamenti economici e monetari.

Dovrebbe proseguire la ripresa del mercato delle abitazioni residenziali in corso, anche se a un ritmo più lento rispetto al 2018.
Nel quarto trimestre del 2018, gli investimenti in edilizia residenziale sono cresciuti dello 0,6%, in linea con il perdurare della ripresa in molti paesi dell’area dell’Euro e nell’area nel suo insieme.

Sebbene nel 2018 la crescita sia stata più lenta rispetto alle vigorose dinamiche osservate nel 2017, essa si mantiene su livelli solidi riflettendo un buono stato di salute.

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Banca Centrale Europea: prezzi delle Case in crescita in Europa, fermi in Italia

Un recente articolo del Sole 24 Ore ha analizzato l’ultimo bollettino economico della Banca centrale europea, per capire come mai il mercato immobiliare italiano stia vivendo una fase di stagnazione, a fronte di una ripresa nell’Eurozona.

Aumentano le compravendite, ma i prezzi sono fermi:
Dal primo trimestre del 2014 il mercato immobiliare europeo, dopo la crisi del 2008, registra segnali di miglioramento.
In Italia indicazioni positive sono arrivate dai tassi di crescita degli investimenti residenziali, che hanno smesso di decrescere: i prezzi, però, sono fermi o in calo.
Uno dei motivi di questa decrescita può essere legato alla debolezza degli aumenti di reddito, che rallenta la domanda di abitazioni nonostante il ridotto costo dei finanziamenti.
Inoltre, negli altri grandi Paesi europei i prezzi del mattone sono saliti malgrado la domanda si sia spostata verso le abitazioni esistenti.
In Italia il valore dell’usato è invece sceso del 22,1% negli ultimi 8 anni, come ha rivelato una recente indagine dell’Istat.

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BCE: Italia indietro nella ripresa immobiliare

L’Italia resta fanalino di coda dell’Europa nella ripresa immobiliare.
E’ quanto emerge dall’ultimo Bollettino economico della Banca Centrale Europea in uno studio dedicato agli “Andamenti recenti dei prezzi degli immobili residenziali nell’area dell’Euro”.

Se in linea generale lo studio evidenzia, anche per il secondo trimestre del 2016, il proseguimento, nell’ambito di Eurolandia, della ripresa iniziata nel 2014, lo stesso non si puo’ dire per l’Italia che, in compagnia di Grecia e Cipro, continua a mostrare un trend negativo.

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Mutui: in Italia i più cari d’Europa

Secondo l’ultimo bollettino ufficiale della Banca centrale europea, i tassi applicati in Italia sui mutui sono pari a una media del 2,51%, contro il 2,02 della media Ue, comportando uno spread dello 0,49% in più.
A segnalarlo Adusbef e Federconsumatori.

Calcolando la ripercussione di questo differenziale sull’entità delle rate – per un mutuo offerto in Italia e per quelli offerti in Eurolandia- scopriamo che, per un importo di 100.000 Euro a 20 anni, alla fine del periodo il mutuatario italiano avrà pagato 5.760 Euro in più.

Fonte: MutuiOnline – 12/09/2016