Piano Europeo Edilizia Accessibile: investimenti per 57 miliardi, destinati a rigenerazione urbana e housing sociale

Piano Europeo Edilizia Accessibile: investimenti per 57 miliardi, destinati a rigenerazione urbana e housing sociale

Il tema abitativo è diventato una priorità economica centrale per l’Unione Europea e, a fronte di costi in aumento e un parco immobiliare obsoleto, la Commissione ha attivato una strategia integrata che mira a colmare il divario tra domanda e offerta di alloggi a prezzi sostenibili.
Un piano strutturale di investimento che collega l’inclusione sociale agli obiettivi del Green Deal (efficienza energetica) e del New European Bauhaus (qualità estetica e funzionale).

La portata della sfida è definita dagli obiettivi della Renovation Wave europea, che prevede la ristrutturazione di oltre 35 milioni di unità edilizie entro il 2030.
Il nuovo Piano per gli Alloggi Accessibili si inserisce in questo contesto, per garantire che tale transizione sia socialmente equa e finanziariamente sostenibile, ridefinendo il valore degli asset immobiliari nelle principali città europee.

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UE, Green Deal 2040: obiettivi climatici rafforzati e pragmatismo tattico

UE, Green Deal 2040: obiettivi climatici rafforzati e pragmatismo tattico

L’Unione Europea ha aggiornato la sua strategia climatica per il prossimo decennio, adottando un approccio che unisce una maggiore ambizione ad una nuova flessibilità.

La nuova rotta del Green Deal si basa, infatti, su due pilastri interconnessi:

  • L’introduzione di obiettivi di riduzione delle emissioni numericamente più ambiziosi per il 2035 e 2040;
  • L’istituzione di un meccanismo che permette agli Stati membri di raggiungere una piccola parte di tali obiettivi (fino al 5%) tramite crediti di carbonio internazionali.

Questa doppia mossa mira ad accelerare la transizione, garantendone al contempo la sostenibilità economica.

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EUROSTAT: aumento del +5,4% nei prezzi delle abitazioni UE (Italia +3,9%, ma -1,0% dal 2010)

EUROSTAT: aumento del +5,4% nei prezzi delle abitazioni UE (Italia +3,9%, ma -1,0% dal 2010)

Nel secondo trimestre del 2025 il mercato immobiliare europeo ha continuato a mostrare un andamento positivo.
Secondo i dati recentemente pubblicati da Eurostat, infatti, i prezzi delle abitazioni hanno registrato un significativo aumento , rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia nell’Area euro (+5,1%) che nell’intera Unione Europea, dove l’incremento si è attestato al +5,4%.

A conferma del trend positivo, anche il confronto con il trimestre precedente mostra un andamento positivo, con un incremento del +1,7% nella zona euro e del +1,6% nell’UE.
L’Italia si inserisce in questo scenario con un andamento positivo , sebbene con una crescita più moderata.

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EUROSTAT: aumento dei prezzi (+5,7%), dei canoni (+3,2%) e delle compravendite di abitazioni, nell’area euro e UE

EUROSTAT: aumento dei prezzi (+5,7%), dei canoni (+3,2%) e delle compravendite di abitazioni, nell’area euro e UE

Nel primo trimestre del 2025, il mercato immobiliare residenziale europeo ha registrato una tendenza al rialzo su entrambi i fronti, sia compravendita che locazione.

Secondo i dati ufficiali di Eurostat, infatti, i prezzi delle abitazioni nell’Unione Europea sono aumentati del +5,7%, mentre i canoni di affitto sono cresciuti del +3,2%, rispetto allo stesso periodo del 2024.
Anche il confronto con il trimestre precedente (Q4 2024) conferma il trend, con un incremento dei prezzi dell’+1,4% e dei canoni dello +0,9%.

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Normativa UE sul clima: cosa prevede per gli immobili, il nuovo Piano 2040?

Normativa UE sul clima: cosa prevede per gli immobili, il nuovo Piano 2040?

La Commissione europea ha presentato una proposta che segna un obiettivo ambizioso, che potrebbe avere un impatto profondo e diretto sul settore immobiliare.
Ovvero, ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra (emissioni prodotte dall’intera economia dell’Unione, dopo la deduzione delle rimozioni di CO2 dall’atmosfera), entro il 2040.

Ma cosa significa concretamente per chi possiede una casa, per chi lavora nell’edilizia o per chi sta pensando di investire nel mattone?
Non si tratta, infatti, solo di nuove regole, ma di una trasformazione che dovrà essere supportata da ingenti finanziamenti.

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La proprietà immobiliare: differenze e peculiarità dell’Italia, nel contesto (non solo) europeo

Analisi del recente studio “Housing wealth inequality across countries” della Banca Centrale Europea (BCE)

Il possesso di una casa è universalmente riconosciuto come un indicatore fondamentale della ricchezza familiare, ma la propensione al possesso viene interpretata con notevoli differenze tra le nazioni europee.
Un esempio lampante è il confronto tra la Germania, dove meno della metà delle famiglie possiede la casa in cui vive, e l’Italia (75,2%) o la Spagna, dove questa percentuale sale all’80%.

Questo divario significativo, non solo persiste nel tempo, ma si riflette anche nel valore complessivo del patrimonio immobiliare accumulato dalle famiglie nei diversi paesi, come rilevato nel recente studio “Housing wealth inequality across countries” della Banca Centrale Europea (BCE), che ha esaminato le complesse dinamiche che influenzano la ricchezza immobiliare nelle economie avanzate.

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