Prestazione energetica degli edifici: emissioni zero entro il 2030 per gli edifici nuovi, entro il 2050 per gli esistenti (classe D entro il 2033)

Prestazione energetica degli edifici

Il Consiglio dell’Unione Europea ha raggiunto un accordo (orientamento generale) su una proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia.
I principali obiettivi della revisione sono che tutti gli edifici nuovi dovrebbero essere a emissioni zero entro il 2030, mentre gli edifici esistenti entro il 2050.

Prenderanno ora il via i negoziati interistituzionali tra i Paesi Ue, il Parlamento europeo e la Commissione Ue, per arrivare all’adozione di un testo comune.

Per quanto riguarda gli edifici nuovi, il Consiglio ha convenuto che:

  • dal 2028, gli edifici nuovi di proprietà di enti pubblici dovrebbero essere a emissioni zero;
  • dal 2030, tutti gli edifici nuovi dovrebbero essere a emissioni zero.

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ENEA-CTI: 60% del residenziale nelle classi energetiche “F” e “G”, leggero aumento (+2%) della percentuale di quelle più efficienti nell’intero campione

Attestato di Prestazione energetica - normative

È stato da poco presentato il “Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici”, realizzato da ENEA e dal Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente (CTI), giunto alla terza edizione.

La panoramica sulla certificazione energetica tracciata dal Rapporto su quasi 1.300.000 attestati, si basa sui dati forniti da Regioni e Province Autonome e presenti sul Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), con particolare attenzione agli Attestati di Prestazione Energetica (APE) emessi nel 2021.

Dal punto di vista dei numeri, una quota consistente di APE è stata emessa dalla Lombardia (17,5%), seguita da Lazio (10,6%) e Veneto (8,8%).

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EFFICIENZA ENERGETICA DELLE ABITAZIONI: il 76% degli immobili in vendita è in classe “E” o inferiori

Importanza della Classe energetica nella ricerca di una casa

Il caro bollette ha portato in primo piano nel comparto immobiliare una di quelle caratteristiche nel passato meno attenzionate: la classe energetica.

Ma la situazione a livello di efficienza energetica delle abitazioni degli italiani è nera come la si dipinge?
Stando ai dati di Immobiliare.it Insights, la business unit specializzata in studi di mercato di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, la risposta è sì.

Andando ad analizzare lo stock degli immobili in vendita, infatti, attualmente il 76% è a bassa efficienza energetica (classe E o inferiore), in aumento di quasi il 10% rispetto a 5 anni fa.
L’11% si qualifica come ad elevata efficienza (classe A o superiore) e solitamente si tratta di edifici di nuova costruzione.

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Classe energetica: sempre più importante nella ricerca di una casa (+22%, nei primi 5 mesi del 2022)

Importanza della Classe energetica nella ricerca di una casa

Le persone stanno ponendo sempre maggiore interesse verso la classe energetica degli immobili, aspetto che sta diventando sempre più rilevante, soprattutto in questo momento di forte aumento dei costi dell’energia.

La classe energetica degli immobili rappresentata, dalla più performante a quella meno (A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G), indica il livello dei consumi energetici delle case sulla base di parametri funzionali e strutturali.

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CRIF: l’impatto della performance energetica sui valori immobiliari

Prestazione-energetica-edifici

Sulla scorta di 112.000 posizioni di mutuo per acquisto di abitazioni, erogati fra il 2010 ed il 2019, si è data evidenza del contributo al valore degli immobili residenziali fornito dalla componente efficienza energetica.

Come ci si poteva attendere, più elevata è la classe energetica maggiore è tale componente sul prezzo, ma la novità è che – per la prima volta – se ne dà una quantificazione supportata da una solida base dati.

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ENEA: aumentano gli immobili ad elevate prestazioni energetiche

ENEA Rapporto annuale 2020 sulla Certificazione Energetica degli edifici

Aumentano gli edifici ad elevate prestazioni energetiche, che passano da circa il 7% al 10% del totale nel periodo 2016-2019, grazie al contributo di ristrutturazioni importanti e di nuove costruzioni.

È quanto emerge dal Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici, risultato della collaborazione tra ENEA e CTI (Comitato Termotecnico Italiano), presentato oggi.
Il rapporto è basato su oltre 4,5 milioni di attestati di prestazione energetica (APE) del periodo 2016-2019, di cui l’85% riguardanti immobili residenziali.

Dal rapporto emerge anche come oltre il 60% del parco immobiliare italiano sia nelle classi energetiche meno efficienti (F-G), anche perché costruito principalmente tra il 1945 e il 1972.
Le nuove costruzioni rappresentano solo il 3,4% degli APE e di questi più del 90% sono ad elevate prestazioni energetiche.

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