ISTAT: incremento tendenziale della produzione nelle costruzioni (+5,4%), a dicembre 2025

ISTAT: incremento tendenziale della produzione nelle costruzioni (+5,4%), a dicembre 2025

A dicembre 2025, la produzione nelle costruzioni in Italia ha registrato una decisa inversione di tendenza sul breve periodo, archiviando l’anno con una performance strutturale che supera le dinamiche di mercato più conservative.
Secondo le stime preliminari dell’ISTAT, infatti, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato una rilevante espansione del +5,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, affiancata da un recupero congiunturale dello +0,5% su base mensile.

Questi dati non si limitano a certificare l’assorbimento della flessione tecnica rilevata a novembre, ma delineano un quadro macroeconomico di solidità.
La reattività del comparto nell’ultimo mese dell’anno, ha dimostrato quindi una resilienza sistemica capace di trainare la media dell’intero quarto trimestre in territorio positivo e di sigillare un bilancio annuale espansivo.

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Durata 2m 07s 21 Febbraio 2026
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ISTAT: incremento tendenziale della produzione nelle costruzioni (+3,2%), a novembre 2025

ISTAT: incremento tendenziale della produzione nelle costruzioni (+3,2%), a novembre 2025

A novembre 2025, la produzione nelle costruzioni in Italia ha registrato una lieve battuta d’arresto su base mensile, pur confermando una solidità strutturale nel lungo periodo.
Secondo le stime preliminari dell’ISTAT, infatti, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato una crescita del +3,2% rispetto all’anno precedente, ma una flessione del -1,2% rispetto a ottobre 2025.

Questi dati, sebbene indichino una contrazione congiunturale nel singolo mese, vanno letti all’interno di un quadro macroeconomico più ampio e positivo.
La flessione di novembre non deve essere interpretata come un segnale di crisi, ma piuttosto come un assestamento fisiologico dovuto a una significativa revisione al rialzo dei dati relativi al mese di ottobre, che ha alzato l’asticella del confronto statistico.

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Durata 1m 51s 23 Gennaio 2026
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Piano Europeo Edilizia Accessibile: investimenti per 57 miliardi, destinati a rigenerazione urbana e housing sociale

Piano Europeo Edilizia Accessibile: investimenti per 57 miliardi, destinati a rigenerazione urbana e housing sociale

Il tema abitativo è diventato una priorità economica centrale per l’Unione Europea e, a fronte di costi in aumento e un parco immobiliare obsoleto, la Commissione ha attivato una strategia integrata che mira a colmare il divario tra domanda e offerta di alloggi a prezzi sostenibili.
Un piano strutturale di investimento che collega l’inclusione sociale agli obiettivi del Green Deal (efficienza energetica) e del New European Bauhaus (qualità estetica e funzionale).

La portata della sfida è definita dagli obiettivi della Renovation Wave europea, che prevede la ristrutturazione di oltre 35 milioni di unità edilizie entro il 2030.
Il nuovo Piano per gli Alloggi Accessibili si inserisce in questo contesto, per garantire che tale transizione sia socialmente equa e finanziariamente sostenibile, ridefinendo il valore degli asset immobiliari nelle principali città europee.

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Abitazioni di nuova costruzione: flessione di mercato (-9,6%), Milano eccezione, Roma sceglie l’usato

Abitazioni di nuova costruzione: flessione del mercato (-9,6%), Milano roccaforte, Roma sceglie l’usato

Il mercato immobiliare del III trimestre 2025 vive una profonda dicotomia.
A fronte di una ripresa generale dei volumi di vendita (+8,5%), il segmento delle abitazioni di nuova costruzione in Italia ha segnato una brusca battuta d’arresto, registrando un preoccupante -9,6% su base annua, secondo quanto comunicato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

In questo scenario, la geografia del “nuovo” ridisegna gli equilibri urbani, con Milano che si conferma essere l’unica vera eccezione, mantenendo la leadership per incidenza di nuove costruzioni in un contesto di crescita generale a doppia cifra.
Roma resta dominata dal mercato dell’usato, mentre le flessioni generali di Bologna (-1,9%) e Firenze (-4,9%) evidenziano una rigidità strutturale che penalizza anche l’immissione di nuovo prodotto sul mercato.

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Servizi Immobiliari: l’Italia accelera (+5,4%) e supera la media europea nel 2024

Servizi Immobiliari: l’Italia accelera (+5,4%) e supera la media europea nel 2024

Nel panorama del Real Estate, i servizi rivestono una crescente rilevanza.
Il comparto della gestione e consulenza immobiliare, infatti, si conferma essere il vero motore del settore in Europa, con un fatturato 2024 di quasi 450 miliardi di euro (+3,6%) e previsioni di ulteriore crescita (+2,5%) per il 2025.
In questo scenario, l’Italia si distingue per una vitalità superiore alla media continentale.

I dati sono emersi dal Secondo Forum Nazionale sull’industria dei Servizi Immobiliari tenutosi a Milano, durante il quale è stato presentato l’11° Rapporto realizzato da Scenari Immobiliari.
L’analisi evidenzia come il nostro Paese, pur con le sue peculiarità strutturali, stia vivendo una una fase di espansione più marcata rispetto ai giganti europei.

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Quasi 10 milioni di case vuote in Italia, ma sugli affitti è emergenza: analisi, cause e soluzioni

Quasi 10 milioni di case non abitate in Italia, ma l’affitto è un’emergenza: l’analisi, le cause e le soluzioni

L’Italia ha un’abbondanza di abitazioni che non si traduce in un’offerta accessibile.
Un’approfondita analisi condotta da IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, istituito nel 2006 dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), ha recentemente fatto il punto sulle dinamiche di un mercato segnato da una scarsità di abitazioni disponibili per la locazione.

L’Italia, infatti, è la nazione europea con la più alta quota di abitazioni di proprietà (55,4%) e al contempo la più bassa percentuale di alloggi in affitto (13,1%).
Questa radicata tendenza culturale, si scontra con un’anomalia ancora più marcata, che vede oltre un quarto del patrimonio immobiliare (circa 9,6 milioni di unità), risultare non occupato, valore enormemente superiore a quello di Francia (7,8%) e Germania (4,4%).

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