Casa: la proprietà sale tra i ceti meno abbienti, ma è sufficiente per ridurre le disuguaglianze?

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Tra il 2019 e il 2025, la ricchezza netta delle famiglie collocate nella fascia patrimoniale più bassa ha registrato un incremento del +38,2%, trainata dall’aumento dei proprietari di casa (saliti al 60,8% nel primo quintile di reddito). Tuttavia, l’analisi distributiva rivela che la concentrazione globale della ricchezza è contemporaneamente aumentata a favore del top 10%, spingendo l’Indice di Gini a 72,2. L’immobile si conferma un prezioso strumento di sicurezza, ma la sua intrinseca illiquidità non è sufficiente, da sola, a risolvere le disuguaglianze strutturali.Approfondimento sul Report Confedilizia.

Da anni il dibattito macroeconomico in Italia si confronta con dati e percezioni che segnalano una crescente concentrazione della ricchezza.
A offrire un’angolazione diversa è il recente report La casa riduce le disuguaglianze, elaborato da Confedilizia, che ha evidenziato come, tra il quarto trimestre 2019 e la fine del 2025, le famiglie collocate nelle fasce inferiori della distribuzione della ricchezza abbiano registrato una crescita patrimoniale particolarmente rilevante.

Il documento offre uno spunto di rilievo sul ruolo storico della casa di proprietà, quale fattore di sicurezza abitativa e di accumulazione patrimoniale, ma per comprenderne appieno le implicazioni è necessario distinguere tra aumento del valore patrimoniale stimato, disponibilità economica effettiva e andamento della disuguaglianza complessiva.

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Durata 6m 45s 8 settembre 2026
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ISTAT: 4 milioni di residenti in meno nel 2050, con più famiglie single (+16%) e un terzo degli italiani over 65

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Le proiezioni demografiche ISTAT ridisegnano la mappa della domanda abitativa in Italia. Nonostante un calo strutturale stimato in -13 milioni di residenti entro il 2080, il numero delle famiglie continuerà a crescere nel medio termine, trainato da un dirompente +16% di nuclei unipersonali. Aumenta la necessità di tipologie abitative di piccola dimensione e age-friendly, con assenza di barriere architettoniche, presenza di ascensori e domotica.Analisi strategica a cura di DELLE VITTORIE House Trading su dati ISTAT.

L’Italia del futuro avrà meno abitanti, ma paradossalmente esprimerà una domanda immobiliare più frammentata e numerosa.
Secondo lo scenario mediano che emerge dalle nuove proiezioni demografiche ISTAT, la popolazione residente italiana passerà dagli attuali 58,9 milioni a 55,0 milioni nel 2050, fino a precipitare a 45,8 milioni nel 2080.

Il fattore scatenante di questa trasformazione è il crollo della dimensione media delle famiglie, che passerà da 2,20 a soli 1,98 componenti per abitazione, spostando l’asse della domanda verso immobili dal taglio più razionale, compatto e facilmente gestibile.
Il numero totale dei nuclei familiari non diminuirà, ma al contrario toccherà un picco di 27,9 milioni nel 2043, per assestarsi a 27,6 milioni nel 2050. Meno persone, quindi, ma molte più porte da aprire

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Durata 5m 58s 31 agosto 2026
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Mercato residenziale: i prezzi del nuovo accelerano, con Roma al +20,9% e Milano al +17,9% negli ultimi 5 anni

Mercato residenziale: i prezzi del nuovo accelerano, con Roma al +20,9% e Milano al +17,9% negli ultimi 5 anni

L’analisi del mercato residenziale italiano a luglio 2026 fotografa una polarizzazione netta: nelle vendite il nuovo tocca i 3.174 euro/mq (+31,2% in 5 anni) contro i 2.081 euro/mq dell’usato (+10,3%), mentre negli affitti il nuovo sale a 16,2 euro/mq (+44%). Grandi piazze come Roma e Milano mitigano il divario nelle vendite a circa 360 euro/mq, mentre Genova si conferma regina dei rincari registrando il delta più alto d’Italia in entrambi i comparti.Sintesi di DELLE VITTORIE House Trading, su dati del report di Immobiliare.it Insights.
Report Immobiliare 2026
Immobiliare.it Insights
Focus Roma & Metropoli

A luglio 2026 il mercato residenziale italiano evidenzia un marcato divario nei prezzi medi d’offerta, secondo l’ultimo report di Immobiliare.it Insights.
Comprare un’abitazione di nuova costruzione richiede infatti un investimento nettamente superiore rispetto allo stock esistente, con una differenza media di quasi 1.100 euro al mq:

Nuovo (prezzi/mq)
3.174 €
Variazione quinquennale: +31,2%
Esistente (prezzi/mq)
2.081 €
Variazione quinquennale: +10,3%

Questa divergenza, il cui andamento è stato esaminato nel periodo tra il 2021 e il 2026, non è dettata da dinamiche congiunturali o da fiammate speculative, ma risponde ad un preciso mutamento della domanda.
Questo differenza si riflette in modo speculare anche nel comparto della locazione, dove per un’abitazione usata la richiesta media nazionale si attesta a 14,7 euro al mq, mentre un immobile nuovo sfiora i 16,2 euro al mq.

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Durata 1m 44s 29 luglio 2026
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Mutui Green e Direttiva EPBD: il Nord drena il 48,8% dei mutui, ma il Sud guida la rigenerazione urbana

Mutui Green e Direttiva EPBD: il Nord drena il 48,8% dei mutui, ma il Sud guida la rigenerazione urbana
Il mercato dei mutui green in Italia a fine giugno evidenzia una forte trazione delle aree settentrionali, con il Nord che assorbe il 48,8% delle richieste totali. Segue il Centro Italia con una quota calcolata del 29,9%, mentre il Mezzogiorno si attesta al 21,3% (diviso tra il 14,3% del Sud e il 7,0% delle Isole). Nonostante il divario strutturale, l’incidenza delle richieste green sul totale cittadino premia poli urbani in forte riqualificazione come Bari (35,1%) e Cagliari (33,1%), segnalando un progressivo allineamento alle nuove direttive europee sull’efficienza abitativa.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it.

Fino a pochi anni fa, l’efficienza energetica di una casa era considerata un semplice dettaglio opzionale, utile per risparmiare qualcosa sulle bollette ma poco influente sul valore dell’immobile.
Oggi, invece, la classe energetica di un immobile determina la facilità di ottenere un mutuo a condizioni favorevoli e la capacità di mantenere il suo valore nel tempo.

Questa trasformazione è stata accelerata da due fattori cruciali: da un lato la maggiore sensibilità nei riguardi del risparmio energetico, dettata dalla normativa europea, dall’altro l’adeguamento dei Piani Regolatori dei singoli Comuni, che iniziano a premiare chi costruisce o ristruttura rispettando l’ambiente.

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Durata 1m 57s 26 luglio 2026
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ROMA: premio volumetrico del 20%, housing sociale e stretta sulle case vacanza, nelle nuove norme urbanistiche

ROMA: premio volumetrico del 20%, housing sociale e stretta sulle case vacanza, nelle nuove norme urbanistiche
Le nuove Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del 2026 riscrivono le regole urbanistiche della Capitale. Il testo, definitivamente approvato dall’Assemblea Capitolina, abbandona il consumo di suolo per incentivare la riqualificazione dell’esistente, introducendo un bonus volumetrico del +20% per la sostituzione edilizia e istituendo un obbligo del 20% di housing sociale per i cambi di destinazione d’uso. Stretta epocale sulle locazioni turistiche nella Città Storica. Sintesi a cura di DELLE VITTORIE House Trading sui testi della variante al PRG.

L’approvazione definitiva della variante alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) da parte dell’Assemblea Capitolina, chiude formalmente l’era dell’immobilismo urbanistico che ha caratterizzato Roma fin dal 2008.
L’aggiornamento, nato su proposta dell’Assessorato all’Urbanistica, non ha l’obiettivo di stravolgere l’impianto generale del Piano Regolatore Generale (PRG), bensì di dotare la città di strumenti attuativi moderni, allineati al Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) e alle direttive di sostenibilità ambientale:

Il Vecchio Paradigma (PRG 2008)

  • Burocrazia complessa per frazionamenti e cambi d’uso.
  • Scarsa flessibilità per il recupero di immobili degradati.
  • Assenza di disciplina strutturata per l’housing sociale.
  • Consumo di suolo agricolo tramite “aree di riserva”.

Le Nuove NTA (2026)

  • Incentivi volumetrici (+20%) e frazionamenti più rapidi.
  • Istituzione del Registro dei crediti edilizi flessibili.
  • Quota obbligatoria del 20% per Housing e Student Housing.
  • Blocco di B&B e case vacanza nei frazionamenti e cambi d’uso all’interno della città storica.

L’aggiornamento ha richiesto un iter di circa tre anni e la revisione di ben 67 articoli.
L’eliminazione definitiva delle cosiddette “aree di riserva” certifica lo stop all’espansione periferica incontrollata: lo sviluppo di Roma dovrà avvenire, quindi, esclusivamente per linee interne, riqualificando i tessuti urbani già esistenti e disorganici.

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Durata 1m 57s 24 luglio 2026
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Mercato residenziale: crescono le case nuove e indipendenti in vendita, dominano i piccoli tagli nell’affitto

Mercato residenziale: crescono le case nuove e indipendenti in vendita, dominano i piccoli tagli nell’affitto
Evoluzione dell’offerta immobiliare (2021-2026): lo stock in vendita premia l’innovazione, con le nuove costruzioni che salgono al 13,6% (+1,7 pp) e le soluzioni indipendenti al 26,6% (+3,2 pp). Il comparto delle locazioni resta invece saldamente ancorato al pragmatismo dei bilocali (41,5%) e dell’usato.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati di Immobiliare.it Insights.

Le dinamiche degli ultimi cinque anni (2021-2026) hanno registrato una metamorfosi dell’offerta immobiliare in Italia, evidenziando alcuni segnali dovuti alla nuove priorità abitative post-pandemia e ai primi effetti della Direttiva EPBD IV dell’Unione Europea sull’efficientamento energetico.
Secondo l’ultimo report di Immobiliare.it Insights, infatti, il comparto delle locazioni resta ancorato ai piccoli tagli, mentre l’offerta di vendita rileva un’offerta di maggiore ampiezza, autonomia e, soprattutto, innovazione tecnologica:

Locazioni:

  • L’egemonia del condominio: le soluzioni in condominio rappresentano la quasi totalità degli annunci (98,1%).
  • Piccoli tagli: l’offerta è monopolizzata da bilocali (41,5%, in crescita di +2,2 pp) e trilocali (28,4%).
  • Scarsità di nuove costruzioni: il rinnovamento è lento e il 95,6% dello stock offerto in affitto rimane ancorato al patrimonio esistente.

Compravendite:

  • Soluzioni singole o unifamiliari: le soluzioni indipendenti crescono di +3,2 pp, arrivando a pesare per il 26,6% del mercato.
  • Spazi ibridi: prevalgono trilocali (28,7%) e quadrilocali (22,3%), con un’impennata per l’offerta di immobili oltre i cinque vani (+2,7 pp).
  • Crescita del nuovo: l’offerta di nuove costruzioni erode quote all’usato, posizionandosi saldamente al 13,6%.

Il rapporto tra soluzioni dipendenti (condomini) e indipendenti, traccia una linea di demarcazione netta tra il mercato delle vendite e quello dell’affitto, riflettendo intenti abitativi e investimento diametralmente opposti. Per comprendere la reale portata di questa divergenza, è essenziale analizzare i principali indicatori che guidano l’attuale offerta di mercato.

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Durata 2m 09s 23 luglio 2026
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