
Le dinamiche degli ultimi cinque anni (2021-2026) hanno registrato una metamorfosi dell’offerta immobiliare in Italia, evidenziando alcuni segnali dovuti alla nuove priorità abitative post-pandemia e ai primi effetti della Direttiva EPBD IV dell’Unione Europea sull’efficientamento energetico.
Secondo l’ultimo report di Immobiliare.it Insights, infatti, il comparto delle locazioni resta ancorato ai piccoli tagli, mentre l’offerta di vendita rileva un’offerta di maggiore ampiezza, autonomia e, soprattutto, innovazione tecnologica:
Locazioni:
- L’egemonia del condominio: le soluzioni in condominio rappresentano la quasi totalità degli annunci (98,1%).
- Piccoli tagli: l’offerta è monopolizzata da bilocali (41,5%, in crescita di +2,2 pp) e trilocali (28,4%).
- Scarsità di nuove costruzioni: il rinnovamento è lento e il 95,6% dello stock offerto in affitto rimane ancorato al patrimonio esistente.
Compravendite:
- Soluzioni singole o unifamiliari: le soluzioni indipendenti crescono di +3,2 pp, arrivando a pesare per il 26,6% del mercato.
- Spazi ibridi: prevalgono trilocali (28,7%) e quadrilocali (22,3%), con un’impennata per l’offerta di immobili oltre i cinque vani (+2,7 pp).
- Crescita del nuovo: l’offerta di nuove costruzioni erode quote all’usato, posizionandosi saldamente al 13,6%.
Il rapporto tra soluzioni dipendenti (condomini) e indipendenti, traccia una linea di demarcazione netta tra il mercato delle vendite e quello dell’affitto, riflettendo intenti abitativi e investimento diametralmente opposti. Per comprendere la reale portata di questa divergenza, è essenziale analizzare i principali indicatori che guidano l’attuale offerta di mercato.




