ROMA: stabilità del prezzo medio richiesto per le case in vendita (+0,1%) nel 1° trimestre 2024, con alcune zone in crescita

Immagine dell'analisi dei dati relativi ai prezzi di vendita delle case in vendita a Roma

Nel primo trimestre dell’anno, il mercato immobiliare romano mantiene una sostanziale stabilità, con un leggerissimo aumento del prezzo medio richiesto negli annunci di vendita, rispetto al trimestre precedente (+0,1%), che si attesta a 3.021 euro/m2.

È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi del portale immobiliare idealista, che ha anche rilevato (nell’arco dell’anno) un modesto calo del prezzo medio degli immobili non di nuova edificazione, pari invece al -0,1%.

Per comparazione, nello stesso trimestre il prezzo delle abitazioni a Milano è rimasto stabile a 4.988 euro/m2 (il livello più alto registrato dal momento in cui è stato creato l’indice di idealista nel 2012) e, rispetto allo stesso periodo del 2023, i prezzi dell’usato hanno registrato un aumento del +1,6%.


Il trend nei vari quartieri: la maggioranza dei quartieri della capitale ha visto aumentare i valori immobiliari nel trimestre invernale, con 17 distretti in crescita e 10 in calo.
Tra i maggiori incrementi si segnalano Nomentano-Tiburtino (+4,6%), Trigoria-Castel di Leva e Aniene-Collatino (entrambi su del +2,7%).
Altri 14 distretti registrano aumenti inferiori al +2%, che vanno dal +1,8% del Centro al +0,1% del quartiere Parioli.

Il portale immobiliare rileva, tuttavia, che il prezzo attuale risulterebbe essere inferiore del -29%, rispetto al picco massimo raggiunto nella capitale a maggio 2012.

Per quanto riguarda i cali, i maggiori sono stati registrati a Casalotti-Selva Nera-Valle Santa (-4,2%), Malagrotta-Casal Lumbroso-Ponte Galeria (-2,4%), e Cassia-Flaminia (-1,4%).
Gli altri ribassi sono inferiori al -1%, con variazioni che vanno dal -0,9% del Lido di Ostia al -0,4% di Casilino-Centocelle.


Prezzi: il Centro di Roma rimane il quartiere più costoso, con un prezzo medio di 6.786 euro/m2, seguito da Parioli (5.500 euro/m2) e Prati (5.438 euro/m2).
Come riferimento, si tenga in considerazione che il Centro Storico di Milano rimane il distretto con i prezzi delle case più elevato (10.248 euro/m2), seguito da Garibaldi-Porta Venezia (7.062 euro/m2), Fiera-De Angeli (6.850 euro/m2) e Navigli-Bocconi (6.794 euro/m2).

Undici altri distretti della capitale registrano valori superiori alla media cittadina di 3.021 euro/m2, con prezzi che variano tra i 4.789 euro/m2 di Nomentano-Tiburtino e i 3.120 euro/m2 di Ottavia-Primavalle.
Al contrario, i restanti 13 quartieri romani vedono prezzi al di sotto della media cittadina, con valori compresi tra i 2.992 euro/m2 di Portuense-Magliana e i 1.921 euro/m2 di Roma Est-Autostrade.


L’andamento nella Provincia: anche la provincia di Roma mantiene una stabilità dei prezzi, con un modesto aumento del +0,1%, arrivando a una media di 2.451 euro/m2.
Tra i 64 centri dell’hinterland romano analizzati, 34 registrano una diminuzione dei prezzi, 29 aumenti e solo Artena risulterebbe avere prezzi invariati rispetto al trimestre precedente.

Tra i maggiori aumenti del trimestre spiccano Monte Compatri (+5,4%), Zagarolo (+4,8%), Ariccia (+4,7%) e San Cesareo (+4,5%).
Mentre tra i ribassi più accentuati figurerebbero Mazzano Romano (-8,7%), Sant’Angelo Romano (-8,5%) e Palestrina (-6,5%).

Ribassi sono stati registrati anche in altri 31 centri, con variazioni che vanno dal -6,4% di Lanuvio al -0,1% di Mentana ed Ardea.


Prezzi: per quanto riguarda i prezzi, Frascati rimane il comune più costoso dell’hinterland romano, con 2.737 euro/m2, mentre San Polo dei Cavalieri è il più conveniente per l’acquisto di un immobile, con soli 821 euro/m2.


Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista:

“Nonostante ci sia stato un calo nei volumi delle compravendite nel settore residenziale, con un tasso di variazione annuo registrato del -9,7%, i prezzi delle case sono aumentati.
Questo aumento può essere spiegato dalla diminuzione continua del numero di case disponibili sul mercato, che ha compensato fattori come i tassi di interesse più alti.

Ciò aiuta a comprendere perché i valori immobiliari in Italia rimangono rigidi, non aumentando in linea con l’inflazione, ma allo stesso tempo non diminuendo come ci si aspetterebbe in un mercato in cui i mutui sono meno accessibili”.


Fonte: Idealista.it – 2 aprile 2024