Ecobonus 2026: gli interventi agevolabili e i requisiti tecnici per ottenerli

Ecobonus 2026: gli interventi agevolabili e i requisiti tecnici per ottenerli
L’Ecobonus è l’agevolazione fiscale strutturale concepita dall’ordinamento italiano per incentivare il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili residenziali esistenti. Il perimetro degli interventi ammessi abbraccia la coibentazione termica dell’involucro (cappotto, pavimenti e infissi), l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici, schermature solari, sistemi a biomassa e impianti domotici, escludendo definitivamente dal credito d’imposta le vecchie tecnologie basate sui combustibili fossili. Attenzione al rischio décalage: dal 1° gennaio 2027 le aliquote scenderanno strutturalmente al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili.Approfondimento curato da DELLE VITTORIE House Trading.

Introdotto originariamente quasi vent’anni fa con la Legge n. 296/2006, l’Ecobonus è la principale e più longeva agevolazione fiscale italiana, strutturata per incoraggiare l’efficientamento energetico degli edifici esistenti.
Non si tratta di un rimborso, bensì di una detrazione dall’imposta lorda (IRPEF o IRES) riconosciuta, solitamente in 10 rate annuali, a chi realizza interventi in grado di ridurre in modo certificato il fabbisogno energetico per la climatizzazione, diminuire la dispersione termica o produrre energia da fonti rinnovabili.

L’incentivo premia chi esegue lavori edili e impiantistici finalizzati a contenere i consumi di energia primaria, ridurre la dispersione termica degli ambienti riscaldati e sfruttare fonti di energia rinnovabile per la climatizzazione domestica o la produzione di acqua calda sanitaria.

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Durata 9m 15s 25 agosto 2026
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Nuove costruzioni: efficienza energetica, aree verdi e fascino del nuovo, nelle priorità degli acquirenti

Nuove costruzioni: efficienza energetica, aree verdi e fascino del nuovo, nelle priorità degli acquirenti
Secondo la Italy New Build Survey 2026 di Savills, l’efficienza energetica (19%) domina le priorità nella ricerca di una nuova casa e oltre il 60% dei potenziali acquirenti si muove entro un limite massimo di spesa di 450.000 euro. L’interesse principale, inoltre, si orienta verso ecosistemi urbani capaci di garantire sicurezza, spazi verdi e trasporto pubblico. Nelle grandi metropoli come Roma e Milano, però, questa wishlist si scontra duramente con costi più elevati e la minore centralità delle nuove costruzioni.Articolo curato da DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Ufficio Studi Savills e trend di mercato.

L’acquisto di una casa è un passo fondamentale della vita, il momento in cui dare forma ai propri spazi, coniugando comfort e sostenibilità economica.
Il suo valore non si esaurisce tra le mura che la delimitano o nei prioritari requisiti di efficienza energetica, ma si estende a tutto ciò che la circonda: una zona o un quartiere capace di offrire sicurezza, l’abbraccio rigenerante di aree verdi, servizi e trasporto pubblico.

A fotografare queste preferenze è stata la terza edizione del report “Italy New Build Survey 2026” di Savills, rivelando anche che chi cerca una casa di nuova costruzione è pronto a trasferirsi in un’altra zona, o addirittura in un’altra città, pur di trovare l’abitazione ideale.
Ambizioni che rischiano però di trasformarsi in un miraggio, almeno nelle metropoli più congestionate.

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Durata 1m 53s 22 agosto 2026
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Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili

Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili
Oltre il 43% del patrimonio edilizio mondiale risale a prima del 1980, delineando un rischio sistemico per il mercato. In Italia, la diffusa vetustà degli immobili si scontrerà con un picco della domanda per il raffrescamento estivo stimato al +85% entro il 2050. Mentre l’emergenza termica impone un severo deprezzamento per le case vulnerabili, si impone la necessità di incentivare la rigenerazione profonda per tutelare il valore futuro del patrimonio immobiliare.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Scientific Reports (Florio et al., 2026). DOI: 10.1038/s41598-026-58888-y

Il mercato immobiliare globale sta affrontando uno stress test senza precedenti, guidato non dall’inflazione o dai mutui, ma dalla conformazione degli edifici.
Su scala globale, quasi la metà del patrimonio edilizio (il 43%) risale a prima del 1980, un’epoca in cui l’efficienza energetica era un concetto inesistente. Questa diffusa obsolescenza architettonica fa sì che oggi, nel mondo, circa 48 milioni di persone vivano in aree ad altissima vulnerabilità climatica, con una proiezione di crescita del rischio fino al +30% entro la fine del secolo:

Edifici Pre-1980 (Globale)43%Popolazione Vulnerabile Attuale48 MilioniRischio Demografico (2100)+30%

A misurare scientificamente la necessità di intervenire sull’attuale consumo energetico del parco immobiliare mondiale, è stato l’imponente studio — intitolato “Una valutazione globale basata su proxy della vulnerabilità alla climatizzazione degli edifici” (Florio, P., Uhl, J.H., Politis, P. et al., Sci Rep 16, 22656, 2026), nel quale i ricercatori hanno incrociato dati satellitari e rilievi architetturali su scala mondiale, restituendo un’interessante fotografia sulla situazione attuale.
Calando questo allarmante macro-scenario nel nostro contesto, l’urgenza appare persino maggiore: in Europa, e in particolar modo in Italia, la percentuale di edifici storici e termicamente inadeguati supera drammaticamente la media mondiale.

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Durata 1m 42s 5 agosto 2026
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Mutui Green e Direttiva EPBD: il Nord drena il 48,8% dei mutui, ma il Sud guida la rigenerazione urbana

Mutui Green e Direttiva EPBD: il Nord drena il 48,8% dei mutui, ma il Sud guida la rigenerazione urbana
Il mercato dei mutui green in Italia a fine giugno evidenzia una forte trazione delle aree settentrionali, con il Nord che assorbe il 48,8% delle richieste totali. Segue il Centro Italia con una quota calcolata del 29,9%, mentre il Mezzogiorno si attesta al 21,3% (diviso tra il 14,3% del Sud e il 7,0% delle Isole). Nonostante il divario strutturale, l’incidenza delle richieste green sul totale cittadino premia poli urbani in forte riqualificazione come Bari (35,1%) e Cagliari (33,1%), segnalando un progressivo allineamento alle nuove direttive europee sull’efficienza abitativa.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it.

Fino a pochi anni fa, l’efficienza energetica di una casa era considerata un semplice dettaglio opzionale, utile per risparmiare qualcosa sulle bollette ma poco influente sul valore dell’immobile.
Oggi, invece, la classe energetica di un immobile determina la facilità di ottenere un mutuo a condizioni favorevoli e la capacità di mantenere il suo valore nel tempo.

Questa trasformazione è stata accelerata da due fattori cruciali: da un lato la maggiore sensibilità nei riguardi del risparmio energetico, dettata dalla normativa europea, dall’altro l’adeguamento dei Piani Regolatori dei singoli Comuni, che iniziano a premiare chi costruisce o ristruttura rispettando l’ambiente.

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Durata 1m 57s 26 luglio 2026
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ROMA: premio volumetrico del 20%, housing sociale e stretta sulle case vacanza, nelle nuove norme urbanistiche

ROMA: premio volumetrico del 20%, housing sociale e stretta sulle case vacanza, nelle nuove norme urbanistiche
Le nuove Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del 2026 riscrivono le regole urbanistiche della Capitale. Il testo, definitivamente approvato dall’Assemblea Capitolina, abbandona il consumo di suolo per incentivare la riqualificazione dell’esistente, introducendo un bonus volumetrico del +20% per la sostituzione edilizia e istituendo un obbligo del 20% di housing sociale per i cambi di destinazione d’uso. Stretta epocale sulle locazioni turistiche nella Città Storica. Sintesi a cura di DELLE VITTORIE House Trading sui testi della variante al PRG.

L’approvazione definitiva della variante alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) da parte dell’Assemblea Capitolina, chiude formalmente l’era dell’immobilismo urbanistico che ha caratterizzato Roma fin dal 2008.
L’aggiornamento, nato su proposta dell’Assessorato all’Urbanistica, non ha l’obiettivo di stravolgere l’impianto generale del Piano Regolatore Generale (PRG), bensì di dotare la città di strumenti attuativi moderni, allineati al Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) e alle direttive di sostenibilità ambientale:

Il Vecchio Paradigma (PRG 2008)

  • Burocrazia complessa per frazionamenti e cambi d’uso.
  • Scarsa flessibilità per il recupero di immobili degradati.
  • Assenza di disciplina strutturata per l’housing sociale.
  • Consumo di suolo agricolo tramite “aree di riserva”.

Le Nuove NTA (2026)

  • Incentivi volumetrici (+20%) e frazionamenti più rapidi.
  • Istituzione del Registro dei crediti edilizi flessibili.
  • Quota obbligatoria del 20% per Housing e Student Housing.
  • Blocco di B&B e case vacanza nei frazionamenti e cambi d’uso all’interno della città storica.

L’aggiornamento ha richiesto un iter di circa tre anni e la revisione di ben 67 articoli.
L’eliminazione definitiva delle cosiddette “aree di riserva” certifica lo stop all’espansione periferica incontrollata: lo sviluppo di Roma dovrà avvenire, quindi, esclusivamente per linee interne, riqualificando i tessuti urbani già esistenti e disorganici.

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Durata 1m 57s 24 luglio 2026
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Eurostat: solo il 2,6% della popolazione in Italia vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni (media UE 23,9%)

Eurostat: solo il 2,6% delle persone in Italia vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni (media UE 23,9%)
Nel 2025 l’Italia crolla all’ultimo posto in Europa per le ristrutturazioni green. Solo il 2,6% della popolazione vive in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni, contro una media UE del 23,9%. Il mercato evidenzia una profonda spaccatura sociale: i miglioramenti energetici sono appannaggio dei proprietari di case indipendenti, mentre gli inquilini e le fasce a rischio esclusione restano intrappolati in immobili energivori. Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati del report Eurostat 2025 (Condizioni di vita in Europa – Efficienza energetica nelle abitazioni).

Il percorso verso la riqualificazione del patrimonio immobiliare evidenzia una profonda frattura strutturale all’interno dell’Unione Europea.
Mentre alcune nazioni accelerano verso la sostenibilità, infatti, l’Italia subisce una drastica battuta d’arresto, precipitando all’ultimo posto in UE per interventi di miglioramento energetico nelle abitazioni, secondo il report “Condizioni di vita in Europa 2025” curato dall’ufficio statistico dell’Unione Europea.

A livello aggregato, il 2025 segna comunque una contrazione generale, con la quota di residenti in abitazioni efficientate negli ultimi cinque anni che è scesa al 23,9% (-1,9% rispetto al 25,8% del 2023). Al vertice assoluto troneggiano i Paesi Bassi (60,5%), seguiti a notevole distanza da Danimarca (34,0%), Francia e Slovenia (entrambe al 33,3%).
Tuttavia, le medie aritmetiche nascondono polarizzazioni estreme: se Cipro, Austria, Spagna, Portogallo e Lussemburgo guidano i rialzi, ben quindici Stati arretrano pesantemente, con uno stallo che rappresenta un rischio concreto di svalutazione per milioni di immobili energivori.

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Durata 1m 58s 15 luglio 2026
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