EUROSTAT: l’affitto guadagna terreno sull’acquisto, in Unione Europea. Ma è una scelta abitativa?

EUROSTAT: il nuovo report indica un’aumento della locazione rispetto alla proprietà. È una scelta abitativa?

Il mercato immobiliare dell’Unione Europea, mostra un inversione di tendenza nell’ambito delle scelte abitative.
I recenti dati diffusi da Eurostat, infatti, certificano un cambiamento strutturale, che vede la quota di popolazione che nel 2024 viveva in case di proprietà diminuire al 68%, registrando una flessione del -1% rispetto al 2023.

Proprietà Immobiliare UE 2024
68%

Contrazione del -1% rispetto all’anno precedente

L’aumento della locazione ha iniziato mette in discussione quello che per decenni è stato il pilastro unico della stabilità finanziaria delle famiglie.
Questo spostamento di volumi non riflette, però, un cambiamento nelle intenzioni di acquisto, ma una pressione economica senza precedenti che ha reso lo stock immobiliare meno accessibile.

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Durata 4m 54s 6 Febbraio 2026
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Emergenza Casa: disagio abitativo per 1,5 milioni di famiglie, 4,5 milioni di immobili vuoti

Emergenza Casa: disagio abitativo per 1,5 milioni di famiglie, 4,5 milioni di immobili vuoti

Secondo le ultime rilevazioni di Nomisma, 1,5 milioni di famiglie vivono oggi in una condizione di grave disagio abitativo.
Il dato allarmante non riguarda solo le fasce di povertà estrema, ma erode progressivamente il ceto medio, ovvero nuclei monoreddito, single e giovani professionisti che, pur lavorando, si scontrano con la barriera della sostenibilità economica delle spese relative alla casa.

Indicatori Chiave Disagio 2026

  • Famiglie Coinvolte
    Totale Nuclei
    1,5 Mln
    Stato: Acuto o grave
  • Soglia Critica
    Incidenza Spese
    >30%
    Parametro: Reddito lordo

Non si tratta più soltanto di una questione sociale, ma di un nodo economico cruciale che minaccia l’attrattività dei distretti produttivi e delle aree metropolitane.
Quando il costo dell’abitare supera il 30% del reddito disponibile (soglia critica di sostenibilità), il territorio perde la sua capacità di attrarre talenti e risorse umane, mettendo a rischio anche il tessuto imprenditoriale locale.

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Durata 5m 19s 5 Febbraio 2026
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Canone concordato Roma: calcolo affitto, fasce OMI e cedolare secca 10%

Canone concordato Roma: calcolo affitto, fasce OMI e cedolare secca 10%
Vorrei affittare la mia abitazione a Roma con un contratto a canone concordato (3+2), per usufruire della tassazione con cedolare secca al 10%. È possibile avere un’indicazione riguardo i valori della mia zona?

Sì, è possibile. Anche se in questo modo potrà conoscere solo il range di valori previsti in questo particolare contesto normativo, nel quale i canoni di affitto sono dettati da un preciso algoritmo matematico.
Senza conoscere, però, quale sia il canone applicabile nel suo specifico caso.

A differenza del mercato libero, infatti, il Canone Concordato si basa sugli Accordi Territoriali siglati dalle associazioni di proprietari e inquilini, con valori al metro quadro vincolati alle specifiche microzone OMI e alle dotazioni dell’immobile.
Questi valori sono sinteticamente consultabili attraverso il nostrocalcolatore online:

Canone Concordato (stima sintetica)

Seleziona la zona e inserisci le superfici richieste

mq
mq
mq

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La richiesta non pone vincolo alcuno e non è reciprocamente impegnativa, ma ti invitiamo comunque a consultare l' informativa di legge.


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    Cedolare secca e proroga del contratto: si perde l’agevolazione, se non si effettua la comunicazione?

    Cedolare secca e proroga del contratto: si perde l’agevolazione, se non si effettua la comunicazione?
    Nel momento in cui devo prorogare un contratto di affitto già soggetto a cedolare secca, l’opzione fiscale si rinnova automaticamente o sono obbligato a confermare nuovamente la scelta all’Agenzia delle Entrate per non perdere l’agevolazione?

    La risposta richiede una distinzione fondamentale: la comunicazione è obbligatoria, ma l’agevolazione fiscale non si perde automaticamente.
    In sede di proroga, infatti, si è tenuti formalmente a confermare l’opzione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.

    Tuttavia, la sostanza prevale sulla forma: se si dimentica di inviare il modello RLI ma ci si comporta in modo coerente (non si paga l’imposta di registro e si dichiarano i redditi con cedolare secca), l’opzione non decade e si mantiene il diritto al regime agevolato.
    Ma, pur salvando il diritto alla tassazione del 10% o 21%, sarà comunque dovuta una sanzione amministrativa per la mancata comunicazione.

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    Durata 1m 48s 15 Gennaio 2026
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    ROMA: record storico di 18,7 euro/mq (+8,3%) del canone di locazione medio richiesto a dicembre 2025

    ROMA: Record storico di 18,7 euro/mq (+8,3%) del canone di locazione medio richiesto a dicembre 2025

    Il mercato della locazione nella Capitale chiude il 2025 con un dato record nel valore medio del canone richiesto negli annunci immobiliari, che ha raggiunto la soglia dei 18,7 euro al metro quadrato a dicembre 2025, secondo la recente analisi dell’Ufficio Studi di Idealista.
    Il report rivela inoltre una decisa pressione rialzista a Roma, con un incremento annuo del +8,3% dei valori di offerta della nota piattaforma.

    18,7 euro/mq
    Canone medio richiesto a Roma
    Variazione annua consolidata: +8,3%

    La spinta non accenna a flettere nemmeno nel breve periodo, come evidenziato dal +0,7% trimestrale e dall’ulteriore accelerazione del +1,2% registrata a dicembre.

    In questo report:

    • L’analisi dei Quartieri: la mappa dei rincari
    • Focus Hinterland: l’andamento nella provincia di Roma

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    Durata 2m 07s 14 Gennaio 2026
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    Rapporto Censis 2025: milioni di Case dormienti, per paura della morosità e delle difficoltà di rilascio

    Rapporto Censis 2025: milioni di Case dormienti, bloccate dalla paura della morosità e dalle difficoltà di rilascio

    Il mercato immobiliare italiano vive una situazione senza precedenti, fotografata con nitidezza anche dal 4° Rapporto Federproprietà-Censis intitolato “Case dormienti, una ricchezza sommersa“, presentato a Roma il 10 dicembre 2025.
    Assistiamo, infatti, a una domanda abitativa insoddisfatta e a una conseguente pressione crescente sui canoni di locazione, mentre esiste un rilevante numero di abitazioni che rimangono fuori dal circuito degli affitti residenziali.

    Il Rapporto svela, però, che questo blocco di mercato non è economico, ma – almeno secondo l’opinione espressa dall’82,9% degli italiani intervistati nell’indagine – legato alla paura della morosità e all’incertezza del rientro in possesso del bene, che ha eretto un muro tra proprietari e potenziali inquilini.

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