Mercato residenziale: Roma regina delle ricerche, Gorizia e Trieste le più rapide nei tempi di vendita del Q2 2026

Mercato residenziale: Roma regina delle ricerche, Gorizia e Trieste le più rapide nei tempi di vendita del Q2 2026
L’analisi del mercato immobiliare italiano per il secondo trimestre 2026 evidenzia Roma come capoluogo più ambito, con un indice di domanda relativa record pari a 4,28. Lecce e Cagliari confermano la forte attrattività del Mezzogiorno completando il podio. Milano, pur con volumi di interazione inferiori causati dal filtro del prezzo, mantiene una liquidità eccellente con un assorbimento dell’offerta in soli 57 giorni medi. I dati misurano la pressione sui portali di listing e le aspettative dei venditori, non i prezzi di effettivo transato.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading su dati dell’Ufficio Studi idealista.

Il mercato immobiliare italiano del secondo trimestre del 2026 ridefinisce i rapporti di forza tra le grandi aree urbane, ridisegnando la mappa dell’attrattività residenziale.
Secondo i recenti dati elaborati dall’Ufficio Studi del portale Idealista, infatti, è Roma a posizionarsi come il capoluogo più ambito del Paese, esercitando una pressione senza eguali sullo stock abitativo disponibile, mentre piazze storicamente calde come Milano mostrano dinamiche di assorbimento profondamente diverse.

La pressione generata dai potenziali acquirenti (contatti, e-mail, condivisioni) rispetto allo stock disponibile, è rappresentato dall’indice di domanda relativa che restituisce una fotografia del “sentiment” di mercato e del livello di competizione per i singoli immobili pubblicati dagli inserzionisti della nota piattaforma.

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Durata 2m 06s 6 agosto 2026
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Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili

Il clima detta le nuove regole: i fattori energetici che influenzeranno il valore degli immobili
Oltre il 43% del patrimonio edilizio mondiale risale a prima del 1980, delineando un rischio sistemico per il mercato. In Italia, la diffusa vetustà degli immobili si scontrerà con un picco della domanda per il raffrescamento estivo stimato al +85% entro il 2050. Mentre l’emergenza termica impone un severo deprezzamento per le case vulnerabili, si impone la necessità di incentivare la rigenerazione profonda per tutelare il valore futuro del patrimonio immobiliare.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Scientific Reports (Florio et al., 2026). DOI: 10.1038/s41598-026-58888-y

Il mercato immobiliare globale sta affrontando uno stress test senza precedenti, guidato non dall’inflazione o dai mutui, ma dalla conformazione degli edifici.
Su scala globale, quasi la metà del patrimonio edilizio (il 43%) risale a prima del 1980, un’epoca in cui l’efficienza energetica era un concetto inesistente. Questa diffusa obsolescenza architettonica fa sì che oggi, nel mondo, circa 48 milioni di persone vivano in aree ad altissima vulnerabilità climatica, con una proiezione di crescita del rischio fino al +30% entro la fine del secolo:

Edifici Pre-1980 (Globale)43%Popolazione Vulnerabile Attuale48 MilioniRischio Demografico (2100)+30%

A misurare scientificamente la necessità di intervenire sull’attuale consumo energetico del parco immobiliare mondiale, è stato l’imponente studio — intitolato “Una valutazione globale basata su proxy della vulnerabilità alla climatizzazione degli edifici” (Florio, P., Uhl, J.H., Politis, P. et al., Sci Rep 16, 22656, 2026), nel quale i ricercatori hanno incrociato dati satellitari e rilievi architetturali su scala mondiale, restituendo un’interessante fotografia sulla situazione attuale.
Calando questo allarmante macro-scenario nel nostro contesto, l’urgenza appare persino maggiore: in Europa, e in particolar modo in Italia, la percentuale di edifici storici e termicamente inadeguati supera drammaticamente la media mondiale.

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Durata 1m 42s 5 agosto 2026
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Mercato residenziale: segnali di un allungamento dei tempi di compravendita, nel secondo trimestre 2026

Mercato residenziale: segnali di un allungamento dei tempi di compravendita, nel secondo trimestre 2026
Il mercato immobiliare italiano a giugno 2026 registra un aumento dei tempi di permanenza sul portale Idealista, riflettendo un allungamento dei tempi di compravendita. L’offerta disponibile cresce del +1,2% su base trimestrale, sebbene si confermi in contrazione del -2,1% su base annua, segnalando un rallentamento degli scambi dovuto all’incrocio tra tassi di interesse e prezzi ai massimi nelle grandi città.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati dell’Ufficio Studi idealista.

Nel secondo trimestre del 2026, il numero di abitazioni disponibili sul mercato italiano ha registrato una crescita del +1,2% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo l’analisi elaborata dall’Ufficio Studi del portale immobiliare idealista.
L’analisi fotografa una mutazione nei ritmi di scambio, con tassi di interesse più onerosi e prezzi al metro quadro vicini ai massimi storici, che stanno allungando i tempi decisionali degli acquirenti, portando a un progressivo rigonfiamento dello stock disponibile nei principali centri urbani.

Allargando lo spettro al confronto con il secondo trimestre del 2025, però, l’offerta nazionale risulta ancora in contrazione (-2,1%), con un riassorbimento soltanto parziale e con il freno a mano tirato nelle città più costose.
I dati anticipano, inoltre, scenari diametralmente opposti per i grandi centri urbani, con Milano che guida questo rallentamento dovuto ad un avvicinamento al proprio tetto di sostenibilità economica, mentre Roma dimostra una maggiore resilienza e un migliore assorbimento della relativa domanda.

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Durata 1m 57s 30 luglio 2026
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Mercato residenziale: i prezzi del nuovo accelerano, con Roma al +20,9% e Milano al +17,9% negli ultimi 5 anni

Mercato residenziale: i prezzi del nuovo accelerano, con Roma al +20,9% e Milano al +17,9% negli ultimi 5 anni

L’analisi del mercato residenziale italiano a luglio 2026 fotografa una polarizzazione netta: nelle vendite il nuovo tocca i 3.174 euro/mq (+31,2% in 5 anni) contro i 2.081 euro/mq dell’usato (+10,3%), mentre negli affitti il nuovo sale a 16,2 euro/mq (+44%). Grandi piazze come Roma e Milano mitigano il divario nelle vendite a circa 360 euro/mq, mentre Genova si conferma regina dei rincari registrando il delta più alto d’Italia in entrambi i comparti.Sintesi di DELLE VITTORIE House Trading, su dati del report di Immobiliare.it Insights.
Report Immobiliare 2026
Immobiliare.it Insights
Focus Roma & Metropoli

A luglio 2026 il mercato residenziale italiano evidenzia un marcato divario nei prezzi medi d’offerta, secondo l’ultimo report di Immobiliare.it Insights.
Comprare un’abitazione di nuova costruzione richiede infatti un investimento nettamente superiore rispetto allo stock esistente, con una differenza media di quasi 1.100 euro al mq:

Nuovo (prezzi/mq)
3.174 €
Variazione quinquennale: +31,2%
Esistente (prezzi/mq)
2.081 €
Variazione quinquennale: +10,3%

Questa divergenza, il cui andamento è stato esaminato nel periodo tra il 2021 e il 2026, non è dettata da dinamiche congiunturali o da fiammate speculative, ma risponde ad un preciso mutamento della domanda.
Questo differenza si riflette in modo speculare anche nel comparto della locazione, dove per un’abitazione usata la richiesta media nazionale si attesta a 14,7 euro al mq, mentre un immobile nuovo sfiora i 16,2 euro al mq.

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Durata 1m 44s 29 luglio 2026
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Intelligent Cities Index 2026: Londra domina, Roma nelle prime dieci per visione strategica

Intelligent Cities Index 2026: Londra domina, Roma nelle prime dieci per visione strategica
Secondo l’Intelligent Cities Index 2026 di Boston Consulting Group, Londra domina il ranking globale dell’IA urbana con 85/100 punti. L’Italia si posiziona nel cluster ‘Emerging’ a quota 61, ma Roma entra a sorpresa nella Top 10 mondiale per la lungimiranza della sua strategia: un segnale cruciale per i grandi investitori, destinato a guidare la futura crescita dei prezzi immobiliari nei quartieri più innovativi della Capitale.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati BCG.

Nel mercato immobiliare contemporaneo, la posizione geografica e la metratura non sono più gli unici fattori di potenziale rendimento.
L’Intelligent Cities Index 2026, redatto dalla società di consulenza strategica Boston Consulting Group (BCG), infatti, ha certificato che la capacità di un ecosistema urbano di integrare l’intelligenza artificiale (GenAI) nei servizi pubblici e privati, è diventata il principale indicatore della sua futura rivalutazione immobiliare.

Analizzando 61 grandi metropoli mondiali, in base a cinque aree chiave (risultati concreti, strategia, diffusione delle tecnologie, metodi di lavoro e infrastrutture), al primo posto si è posizionata Londra (che guida la classifica con un punteggio di 85 su 100), confermandosi imbattibile sia per impatto economico che per i servizi reali offerti ai cittadini.
Roma e Milano occupano il 40° e il 41° posto della classifica (punteggio di 61 su 100), con buone performance nello sviluppo delle infrastrutture tecnologiche, ma ancora ampi margini di miglioramento nell’adozione pratica delle tecnologie e nella definizione di strategie digitali di lungo termine.

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Durata 1m 58s 28 luglio 2026
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Demografia e valori immobiliari: quale impatto sui prezzi delle abitazioni in Italia?

Demografia e valori immobiliari: quale impatto sui prezzi delle abitazioni, nelle diverse aree del nostro Paese?
Il mercato delle abitazioni influisce profondamente sul benessere economico delle famiglie e sulla distribuzione della ricchezza. Secondo un’analisi della Banca d’Italia (Luglio 2026), l’elasticità di lungo periodo tra variazioni demografiche e quotazioni si attesta a 0,7: questo significa che ad una flessione permanente dei residenti del 10% si associa una diminuzione dei prezzi del 7%, con una relazione particolarmente marcata nei contesti urbani del Centro-Nord.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, sullo studio della Banca d’Italia.

Tra i fattori principali che determinano l’andamento del mercato residenziale, la dinamica demografica ha ricevuto finora un’attenzione limitata, nonostante l’Italia sia tra i paesi europei con il più rapido processo di invecchiamento della popolazione e con un saldo naturale stabilmente negativo.
Uno studio macroeconomico condotto dalla BANCA D’ITALIA su 7.785 comuni italiani, tra il 2010 e il 2025, ha finalmente evidenziato una correlazione diretta, strutturale e inequivocabile tra la diminuzione del numero di residenti e la flessione dei prezzi delle abitazioni:

Flessione dei prezzi delle abitazioni
-7%Per ogni calo permanente del 10% della popolazione locale

Queste dinamiche geograficamente eterogenee possono generare, però, pressioni molto diverse sui mercati locali, perché lo spopolamento atteso nei prossimi decenni non è previsto sia uniforme sul territorio. Le proiezioni demografiche indicano, infatti, un declino pronunciato nel Mezzogiorno, mentre i Comuni urbani del Centro-Nord dovrebbero continuare ad attrarre residenti attraverso la migrazione interna e internazionale.

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Durata 1m 48s 27 luglio 2026
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