ISTAT: aumento tendenziale (+4,0%) dei prezzi delle abitazioni, nel secondo trimestre 2026

ISTAT: aumento tendenziale (+4,0%) dei prezzi delle abitazioni, nel secondo trimestre 2026
Secondo l’ultimo report ISTAT, l’Indice dei Prezzi delle Abitazioni (IPAB) registra un incremento tendenziale del +4,0%, evidenziando una fisiologica decelerazione rispetto al picco di inizio anno (+5,1%). A sostenere i valori restano le abitazioni nuove (+5,0%), seguite dal mercato dell’esistente (+3,7%). Il dato cruciale è la stabilizzazione dei volumi di compravendita (+0,1% rilevato dall’OMI): un chiaro segnale di un mercato diventato più selettivo e riflessivo, segnato dalla marcata polarizzazione tra metropoli, con Roma in decisa accelerazione e Milano in brusca frenata.Analisi strategica a cura di DELLE VITTORIE House Trading, su dati ISTAT IPAB Q2 2026.

Secondo le stime preliminari diffuse dall’ISTAT relative al secondo trimestre del 2026, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) ha registrato un incremento del +1,7% sul trimestre precedente e una crescita del +4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un dato positivo, ma che certifica una lieve decelerazione rispetto al ritmo sostenuto nei mesi precedenti.

Per interpretare correttamente queste metriche senza cadere in allarmismi o facili entusiasmi, è imperativo incrociare questo indicatore dei prezzi con i dati OMI dell’Agenzia delle Entrate, che ha rilevato un millimetrico incremento (+0,1%) del numero complessivo di compravendite nello stesso periodo. La propensione all’acquisto degli italiani, quindi, rimane intatta, ma l’erosione del potere d’acquisto e il costo del credito rendono gli acquirenti estremamente selettivi.

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Durata 4m 51s 17 settembre 2026
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Acquirenti esteri: aumento del budget medio di ricerca (+7,8%), ma il 45% cerca l’affare sotto i 100.000 euro

Una coppia di mezza età guarda sorridente lo schermo di un computer fisso mentre consulta un sito di annunci immobiliari per cercare case in Italia. Si trovano in uno stanza luminosa ed elegante.
L’analisi dei flussi di investimento immobiliare internazionale in Italia (Estate 2026) rivela un budget medio nazionale di 427.921 euro (+7,84%). Nelle località costiere, l’investimento medio subisce un’accelerazione violenta raggiungendo i 636.962 euro (+6,45%), evidenziando una spinta asimmetrica verso asset di pregio da parte dei mercati nordamericani ed europei.Sintesi curata da DELLE VITTORIE House Trading, su dati Gate-away.com.

Il mercato immobiliare italiano mantiene la sua attrattività nei confronti degli acquirenti esteri, anche se l’attuale analisi dei flussi di ricerca restituisce la fotografia di un ecosistema profondamente mutato.
Secondo l’ultimo report di Gate-away.com, che ha esaminato le ricerche effettuate nel periodo estivo, è infatti l’impatto geografico delle località costiere ad aumentare la propensione di spesa, soprattutto se situate entro un chilometro dalla costa:

Budget Medio Acquirenti Esteri
636.962 €
598.336 euro nel primo semestre 2026 (+6,46%)

Tra giugno e agosto 2026, il ticket medio stanziato dall’acquirente internazionale su base nazionale si è attestato a 427.921 euro, registrando un solido +7,84% rispetto ai 396.807 euro del primo semestre dell’anno. Ma se il dato nazionale segna una crescita, il report rivela che non esiste più un singolo identikit dell’acquirente internazionale, evidenziando una marcata polarizzazione economica dove la spietata caccia all’affare convive con un forte interesse destinato al segmento degli immobili di lusso.

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Durata 1m 56s 16 settembre 2026
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Mercato non residenziale: retail e logistica guidano la ripresa (+2,6%), nel secondo trimestre 2026

Immagine di un'analista di DELLE VITTORIE House Trading che esamina il report dell'OMI sull'andamento del mercato non residenziale del Q2 2026
Il mercato immobiliare non residenziale italiano nel secondo trimestre 2026 registra oltre 66.000 transazioni, segnando un incremento tendenziale del +2,6%. Guidano la ripresa i settori commerciale/negozi (+5,7%) e produttivo (+2,8%). Tra le grandi metropoli il divario strategico si consolida: Roma attrae grandi capitali istituzionali nel settore uffici (superfici +2,6% a fronte di un calo degli scambi), mentre Milano accelera sulle maxi-superfici commerciali per il lusso (+27,6%).Analisi di DELLE VITTORIE House Trading, su dati ufficiali OMI Q2 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Nel secondo trimestre del 2026, l’immobiliare non residenziale italiano dimostra una notevole capacità di adattamento, chiudendo con oltre 66.000 unità compravendute (NTN 66.182) e segnando una crescita del +2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, consolidando il rilevante aumento congiunturale del +13,4% rispetto al primo trimestre dell’anno.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, a sostenere l’architettura delle compravendite è il commercio di prossimità abbinato al rilancio della logistica provinciale, con un panorama caratterizzato da netti chiaroscuri settoriali:

I Numeri Chiave del II Trimestre 2026

  • Terziario e Commerciale
    +4,7%Trend Nazionale
    Trainato da: Negozi (+5,7%)
  • Settore Produttivo
    +2,8%Trend Nazionale
    Fattore chiave: Province (+3,4%)
  • Settore Agricolo
    -8,4%Trend Nazionale
    Stato del settore: In flessione

Il comparto terziario-commerciale si conferma essere il baricentro dell’economia reale, assorbendo oltre il 60% degli scambi complessivi.
Mentre il settore agricolo frena bruscamente, interrompendo il ciclo espansivo precedente, la vera trasformazione si consuma nelle aree urbane: i negozi su strada vivono una marcata espansione, mentre gli uffici subiscono un riposizionamento strutturale profondo, specialmente sull’asse Roma-Milano.

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Durata 2m 02s 11 settembre 2026
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ROMA: consolidamento delle compravendite residenziali (+0,4%), nel secondo trimestre 2026

Immagine di analista di DELLE VITTORIE House Trading che osserva i   dati relativi al mercato immobiliare di ROMA, che registrano un aumento tendenziale delle compravendite di abitazioni (+0,4%), nel secondo trimestre 2026
Nel secondo trimestre 2026 il mercato residenziale di Roma consolida la propria leadership nazionale registrando 9.883 transazioni normalizzate (NTN), evidenziando una solida tenuta dei volumi (+0,4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Capitale si conferma essere un mercato guidato da esigenze abitative reali, con oltre l’85% degli acquisti destinato alla “prima casa”. Di contro, si registra una decisa migrazione dal mercato libero verso le locazioni a canone agevolato e transitorio, confermando la necessità di una pianificazione fiscale mirata per massimizzare i ricavi.Analisi a cura di DELLE VITTORIE House Trading, su dati OMI Q2 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo la vivace partenza d’inizio anno, il mercato immobiliare italiano entra in una fase di assestamento, secondo i recenti dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate riferiti al secondo trimestre 2026, che certificano un volume di oltre 201.000 compravendite a livello nazionale (+0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025)

In questo scenario di maturità ciclica e ricalibrazione, Roma si conferma il motore trainante del comparto residenziale. Archiviato il rimbalzo del primo trimestre, infatti, la Capitale ha consolidato i propri volumi con una buona performance, registrando un incremento congiunturale del +10,29% e un lieve aumento tendenziale (+0,4%).
Le famiglie romane continuano a privilegiare i trilocali, mentre nell’ambito della locazione si registra la tendenza a preferire il canone concordato e transitorio nei nuovi contratti, per difendere il guadagno netto reale da un’imposizione fiscale altrimenti troppo alta.

Compravendite di abitazioni (NTN)
II TRIM 2025 III TRIM 2025 IV TRIM 2025 I TRIM 2026 II TRIM 2026
9.839 8.327 10.599 8.961 9.883

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Durata 6m 05s 11 settembre 2026
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Mercato residenziale: oltre 200.000 compravendite nel Q2 2026 (+0,1%), con una netta accelerazione del nuovo

Brainstorming di analisti immobiliari di DELLE VITTORIE House Trading, per esaminare l'andamento del mercato residenziale italiano nel Q2 2026
Nel secondo trimestre 2026 il mercato residenziale italiano registra 201.596 transazioni normalizzate (NTN), evidenziando una sostanziale stabilità dei volumi (+0,1%). Il dato nazionale è sintesi di dinamiche differenziate: crescono le compravendite di abitazioni di nuova costruzione (+15,6%) e mutano gli equilibri nelle metropoli. Napoli segna l’incremento maggiore (+4,2%), Firenze registra una netta flessione (-8,3%), mentre Roma e Milano confermano le rispettive vocazioni demografiche e patrimoniali.Analisi a cura di DELLE VITTORIE House Trading, su dati OMI Q2 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo i dati appena rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate relativi al secondo trimestre 2026, il comparto residenziale ha registrato 201.596 abitazioni compravendute su scala nazionale, con un sostanziale consolidamento (+0,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma un consistente aumento del +12,2% sul trimestre scorso.

Se il dato complessivo suggerisce una calma apparente, l’analisi disaggregata rivela invece dinamiche interne di forte intensità. Assistiamo, infatti, a un cambio di paradigma abitativo in cui la vera forza motrice del mercato non è più l’usato (che flette leggermente del -0,8%), bensì una rilevante domanda verso le nuove costruzioni, che crescono del +15,6%.
Il segno positivo, seppur contenuto, si registra nelle regioni del Sud (+0,6%) e del Nord Ovest (+0,4%), che compensano il lieve arretramento del Centro Italia. Buone performance per le città di Napoli (+4,2%) e Genova (+2,9%).

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Durata 5m 33s 10 settembre 2026
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Casa: la proprietà cresce tra i ceti meno abbienti, ma è sufficiente per ridurre le disuguaglianze?

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Tra il 2019 e il 2025, la ricchezza netta delle famiglie collocate nella fascia patrimoniale più bassa ha registrato un incremento del +38,2%, trainata dall’aumento dei proprietari di casa (saliti al 60,8% nel primo quintile di reddito). Tuttavia, l’analisi distributiva rivela che la concentrazione globale della ricchezza è contemporaneamente aumentata a favore del top 10%, spingendo l’Indice di Gini a 72,2. L’immobile si conferma un prezioso strumento di sicurezza, ma la sua intrinseca illiquidità non è sufficiente, da sola, a risolvere le disuguaglianze strutturali.Approfondimento sul Report Confedilizia.

Da anni il dibattito macroeconomico in Italia si confronta con dati e percezioni che segnalano una crescente concentrazione della ricchezza.
A offrire un’angolazione diversa è il recente report “La casa riduce le disuguaglianze“, elaborato da Confedilizia, che ha evidenziato come, tra il quarto trimestre 2019 e la fine del 2025, le famiglie collocate nelle fasce economicamente più deboli abbiano registrato una crescita patrimoniale particolarmente rilevante.

Il documento offre uno spunto di rilievo sul ruolo storico della casa di proprietà, quale fattore di sicurezza abitativa e di accumulazione patrimoniale, ma per comprenderne appieno le implicazioni è necessario distinguere tra aumento del valore patrimoniale stimato, disponibilità economica effettiva e andamento della disuguaglianza complessiva.

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Durata 6m 45s 8 settembre 2026
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